Lancio di bottiglie al Campo Boario di Senigallia: a processo un tifoso di Gabicce
L'uomo rischia una condanna da uno a quattro anni di reclusione. La US Pallavolo: "Non rinunciamo a cercare il secondo lanciatore"

Dal campo Boario all’aula di Tribunale. Si aprirà il prossimo 8 luglio, con udienza pre-dibattimentale davanti al Tribunale di Ancona, il processo ad uno dei due lanciatori di oggetti contundenti in campo nella famosa semifinale play off tra US Pallavolo Senigallia e Team 80 Gabicce.
Lo ha annunciato, nelle sue pagine social, la stessa società sportiva senigalliese.
“Non ‘subbito’ ma a luglio in Tribunale” ha scritto la US Pallavolo riferendosi ad uno striscione ironico comparso nei social della squadra avversaria che ironizzava sulla denuncia presentata dal club del presidente Zazzarini.
“Dopo l’ironia fuori luogo, a seguito di una semifinale play off valevole per la promozione in serie B in cui la squadra di Gabicce vinse solo grazie al clima creato dal lancio di due oggetti in campo (tra cui una grande bottiglia piena) da parte del proprio pubblico – si legge nel post della US Pallavolo – le cose si fanno serie. Come avevamo annunciato. Il processo davanti al Tribunale di Ancona inizierà infatti il prossimo 8 luglio.
In quella partita del maggio 2024 tra US Pallavolo e Team 80 Gabicce, il risultato finale – ricorda il club nero-azzurro – fu falsato dal lancio di oggetti in campo contro le senigalliesi da parte del pubblico selezionato da parte della società ospite.
Solo per un miracolo, non ci furono giocatrici colpite e lesionate. Le quali chiesero, terrorizzate, di sospendere la partita. Per gli arbitri il gioco poteva tranquillamente riprendere e per il giudice sportivo la partita risultò “regolare”. Fu così che Gabicce, affrontando una squadra annichilita dalla violenza e dagli insulti del pubblico avversario, vinse senza merito il golden set aggiudicandosi la finale e poi la promozione.
“Subbito dai carabinieri” scrissero in uno striscione le giocatrici avversarie, evidentemente sottovalutando la gravità e le conseguenze di quanto era accaduto. Un’ironia completamente fuori luogo – chiosa la US Pallavolo – e molto poco sportiva. Ora i nodi giudiziari vengono al pettine, a seguito della dettagliata denuncia presentata dalla US Pallavolo Senigallia.
Uno dei due lanciatori al seguito del Team Gabicce è stato infatti identificato (M.C. di 36 anni di Rimini). L’uomo è accusato del delitto di cui all’art. 6 bis della legge 401 del 1989 per il lancio della bottiglia durante la partita, reato che prevede una pena da 1 a 4 anni di reclusione. Dopo l’episodio, la partita fu sospesa per oltre 20 minuti”.
Resta il rammarico per il fatto che il secondo lanciatore non è stato individuato, ma la US non demorde e scrive: “Il secondo lanciatore è rimasto, per ora, sconosciuto anche se i testimoni hanno dichiarato alle autorità di poterlo riconoscere ma che non era presente nel fascicolo segnaletico predisposto dalla polizia scientifica. La US, che si costituirà parte civile nel processo, non rinuncia però a continuare le indagini difensive per assicurare al processo anche il secondo lanciatore”.


























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