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A Senigallia la mostra delle opere grafiche di Emeric Jakab

Il 22 aprile l'inaugurazione alla galleria Expo-ex. Il 26 un workshop gratuito

Il manifesto della mostra alla galleria expo-ex di Senigallia su Emeric Jakab

Sarà inaugurata mercoledì 22 aprile, alle ore 19.30 alla galleria Expo-ex di Senigallia, la mostra delle opere grafiche di Emeric Jakab “Le opere e i giorni”. Un’iniziativa resa possibile grazie all’associazione di promozione sociale “Tra-mare culture”, all’associazione “Dialogos” e con il patrocinio della Consulta della Cultura del Comune di Senigallia e curata da Paola Maria Costantini, che resterà aperta fino al prossimo 3 maggio, dalle 18.30 alle 20.30 nei giorni feriali, e dalle 17.30 alle 20.30 nei week-end e nei giorni festivi.

Nell’opera che presta il titolo alla mostra, Esiodo riconosce nel lavoro la sola possibilità per l’uomo di elevare la propria condizione e vivere secondo giustizia; così Emeric, con dedizione, impegno e costanza ha fatto del lavoro quotidiano la sua “pratica” spirituale: vita e arte sono diventati fili di una stessa trama in cui si intrecciano silenzio, poesia e ricerca.
Nato in Romania da famiglia ungherese, Emeric Jakab si trasferisce a Corinaldo nel 1978 dove trascorre tutta la vita con sua moglie fino al giorno della sua morte, il 22 settembre 2008. Si è dedicato principalmente alla pittura e all’incisione ma anche alla scultura e in particolare alla ceramica. Nel 1982-83 ha frequentato a Urbino i Corsi internazionali di incisione con i professori Carlo Ceci e Renato Buscaglia, perfezionandosi in litografia e calcografia. Dal 1986 ha illustrato raccolte di poesie e saggistica.
Ha partecipato a numerose mostre in Italia, in Europa e anche in Giappone e negli Emirati Arabi.

La mostra raccoglie alcuni lavori grafici dell’ultimo decennio della produzione dell’artista, accanto a schizzi e lastre che ne raccontano la nascita e il processo creativo: un incantevole viaggio nel non figurativo, guidati da misteriosi segni che scrivono pensieri secondo un personale alfabeto. Emeric aveva infatti intrapreso lo studio dell’arabo e poi del giapponese, affascinato da quei caratteri che prima di essere senso, significato, sono linee, punti, tracce nello spazio. Poi c’è il colore: il nero, il non-colore per eccellenza che racchiude in sé negativo e positivo, luce e ombra, caos primordiale da cui tutto ha inizio, materia dalle molteplici qualità sensoriali, porta di accesso alla spiritualità, all’altrove. E ancora il rosso, il blu, il giallo ma soprattutto il bianco della carta, il vuoto, lo spazio delle infinite possibilità, l’aria necessaria per dare respiro ai colori.
Una stampa – scriveva Henri Focillon – possiede sempre una qualità enigmatica che le deriva dalla potente astrazione, essa non deve sforzarsi di emulare la vita, ma di trasportarla in una scala di due tonalità … Con le sue incisioni Emeric lascia affiorare i segreti e i pensieri che abitano dentro di lui, in quel vuoto dell’anima che risuona alle cose, vibra ai luoghi, risponde ai colori.

Locandina del workshop di arte graficaMa l’associazione “Tra-mare culture” non si ferma qui e per il prossimo 26 aprile ha organizzato un workshop su tecniche grafiche dal titolo “Il monotipo”, curato da Paola Maria Costantini, dalle ore 16.30 alle 18.30. La partecipazione è gratuita.

 

Per informazioni 
info@tramareculture.it
www.tramareculture.it
www.facebook.com/tramareculture
3288514306

 

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