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Senigallia, un consiglio comunale ricco di temi… e di noia

Farmacie, rifiuti, meteo, rione Porto, palazzetto dello sport: questi gli argomenti delle interrogazioni

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Il Municipio di Senigallia durante la Festa dell'Europa (9 maggio 2013)

Ecco il Consiglio Comunale del 30 luglio 2014…o meglio le sole interrogazioni ed interpellanze…! Già, perché andare oltre, sarebbe come abusare in modo smisurato della pazienza dei cittadini, dato che questo era il menù della serata.

1) approvazione dell’elenco dei beni ricadenti nel territorio del comune, non strumentali all’esercizio delle funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione;
2) discussione per l’approvazione del programma dei lavori pubblici per il triennio 2014-2016 e dell’elenco annuale per l’anno 2014;
3) modifiche al regolamento comunale per la concessione dei beni demaniali e del patrimonio non disponibile e per l’applicazione del relativo canone; su approvazione del regolamento comunale per l’applicazione dell’imposta unica comunale (iuc); sulle modifiche al regolamento comunale per la gestione delle entrate;
4) approvazione piano finanziario relativo alla tassa sui rifiuti (tari);
5) discussione sulla imposta unica comunale (i.u.c.): determinazione aliquote e tariffe;
6) determinazione prezzo di cessione delle aree e dei fabbricati da destinare a residenza e alle attivita’ produttive terziarie;
7) delibera di approvazione del bilancio di previsione 2014, della relazione tecnica previsionale e programmatica, del bilancio pluriennale 2014/2016;
8) concessione di servizio per la gestione, conduzione, manutenzione ordinaria e straordinaria, fornitura di energia elettrica, realizzazione di interventi di miglioramento dell’efficienza energetica e di adeguamento normativo sugli impianti di pubblica illuminazione e impianti semaforici del comune di senigallia.

E mica finisce qui, perché poi hanno promesso caffè e ammazzacaffè con 9) il sindaco Maurizio Mangialardi a relazionare sulla proposta di approvazione dello schema di convenzione per la costituzione della assemblea di ambito dell’ato 2 marche centro – Ancona;
10) l’OdG presentato dal gruppo consiliare Coordinamento Civico ad oggetto: “imposta comunale sulla pubblicita’ persecutoria e illegittima” e per coloro che ancora resisteranno
11) altro OdG presentato dal consigliere Bucari e dal sindaco ad oggetto: “riconoscimento internazionale del diritto umano alla pace”. E se non si finisce nella nottata, si prosegue l’indomani.
Come dire i lavori del Senato a noi ci fanno un baffo!

Allora accontentiamoci, si fa per dire, di ascoltare le interrogazioni ed interpellanze. Tre le interrogazioni scritte che hanno la precedenza su quelle orali.

La prima è quella presentata da PERINI a cui viene concessa la parola. L’interrogazione riguarda la Revisione della pianta organica delle Farmacie di Senigallia chiedendo all’Amministrazione che cosa stia facendo, le linee guida e se ci sono stati degli incontri in merito alla rivisitazione di questa Pianta Organica.
A raccogliere la sua interrogazione è l’Assessore PACI:L’interrogazione che ci dà l’occasione per chiarire l’evolversi di questa questione piuttosto complessa, Complessità che in realtà deriva semplicemente dal fatto che il Decreto di Liberizzazione, quindi la norma che nel 2012 ci ha rivisto il rapporto tra numero delle farmacie e popolazione residente, è una norma scritta non benissimo, in momenti abbastanza concitati per il nostro Paese. Quindi fra la norma e le interpretazioni che immediatamente dopo ne ha dato il Ministero della Sanità, si sono frapposti tutta una serie di ricorsi, che quindi hanno dato luogo ad una copiosa serie di pronunce da parte della Giustizia Amministrativa. Esiste ancora una competenza di tipo pianificatorio in capo alle Amministrazioni comunali, per la precisione l’organo competente che, chiarisce il Consiglio di Stato, è la Giunta Comunale che definisce la collocazione delle sedi farmaceutiche, quelle vecchie e quelle di nuova istituzione con la finalità di garantire una distribuzione uniforme sul territorio comunale di quello che è il servizio farmaceutico. Noi nel tempo andammo a individuare le aree in cui collocare le tre nuovi sedi farmaceutiche che ci spettavano e ci competevano come da Decreto Regionale, ci siamo mossi nel convincimento di tutti che queste Piante Organiche non ci fossero più. Oggi che è acclarato che invece i confini delle Piante Organiche sono invece dei confini invalicabili, ecco questa collocazione ha creato un assetto che deve essere necessariamente rivisto. Per cui alla luce di questa consapevolezza, pure in un quadro ancora incerto, perchè l’elemento di incertezza andremo a chiarire con la Regione Marche è legata al fatto che è in corso una procedura concorsuale che è bloccata, che si è impantanata, che avrebbe dovuta essere chiusa già da molto tempo per l’assegnazione delle nuove sedi farmaceutiche. Ovviamente non solo per quelle del Comune di Senigallia, ma, credo per le 70 sedi che complessivamente aggiuntive devono essere istituite nella Regione Marche. Noi, nonostante questa incertezza, a fronte anche di richieste che abbiamo avuto da alcuni farmacisti, perchè si procedesse ad una revisione della Pianta Organica che disegnasse un quadro più equilibrato, abbiamo molto semplicemente avviato un percorso di confronto con i farmacisti. Abbiamo messo sul tavolo una prima proposta dicendo proprio in premessa che era soltanto un contributo alla discussione. La nostra volontà è di fare un percorso condiviso con i farmacisti, quindi, fatto un primo incontro per ascoltarli, sono emerse alcune esigenze di chiarificazione, per esempio rispetto al destino delle succursali e dei dispensari, abbiamo preso nota di queste istanze ed a breve prenderemo appuntamento con il dirigente regionale competente, per chiarire, sperando anche di trovare le risposte che ci interessano sugli elementi di incertezza e quindi andremo ad un nuovo incontro con i farmacisti. Quindi sensibilità ad avere un servizio farmaceutico che funzioni capillarmente diffuso sul territorio, ecco, nella convinzione che sia possibile trovare una soluzione che sia condivisa, che garantisca gli interessi dei privati che svolgono questa professione così delicata e gli interessi della cittadinanza“.
Perini nella replica si dice: “Non esprimo un giudizio di soddisfazione, perché evidentemente non conosco i criteri attraverso i quali è stato impostato questo primo incontro. Quindi rimando il giudizio a settembre quando immagino nella Commissione avrete dei dati più certi…

La seconda interrogazione scritta con risposta orale è quella presentata da ROMANO e GREGORINI con tema l’alluvione e il ripristino del palazzetto dello Sport. Cliccando QUI l’interrogazione completa.
Indirizzata al SINDACO che risponde: “….. (NdR. salto, per abbreviare, i saluti del Sindaco al consigliere straniero aggiunto che ha ottenuto la cittadinanza italiana)… Consiglieri, io vi ringrazio pertanto per l’attenzione. Avete colto un po’ un tema che va ben oltre al rifacimento del Palazzetto allagato, inondato, devastato come tanta parte della nostra città. Allora gli interventi che vengono fatti nelle parti pubbliche con i contributi che acquisiamo dal nostro bilancio e poi giriamo ai privati sono quel ringraziamento della città rispetto a chi si mette a disposizione in modo solidaristico ed importante per risolvere almeno un pezzo di questo problema, alcune volte con i contributi di poca entità rispetto ai danni che ci sono stati, ma importanti soprattutto per chi non ha più nulla. Quindi quel lavoro che abbiamo fatto di recuperare risorse extra bilancio. Quelle non è che vengono dal nulla. C’è un’azione politica dietro. C’è la disponibilità del Sindaco di incontrare, sollecitare e trovare delle risorse. Allora il fondo dell’SOS ALLUVIONE a oggi ha 500 mila € messi da parte del Comune, ma sono del Comune, sono delle attività che abbiamo messo e che abbiamo avuto la capacità di trovare risorse all’esterno di soggetti terzi che con il loro buon cuore hanno voluto aiutare questa città. Che potevamo impiegare per ristrutturare una strada o per risistemare una caditoia, oppure fare un progetto molto intelligente come quello che abbiamo fatto con Sos Alluvione e oggi abbiamo completamente esaurito nella graduatoria e siamo nemmeno a 90 gg. dall’evento: 107 famiglie per i 3.000 €, 150 circa per i 2.000 ed il resto per i 1.000 €, che sono stati distribuiti. E questo EBAM (Ente Bilaterale Artigianato Marche) come lei ha ben ricordato, sta dentro questo percorso. Importante, un ente bilaterale che si fa carico dell’intero intervento del nostro Palazzetto dello Sport. Lo risistemeranno, quindi parquet, bagni, tutto quello che abbiamo perso, tutto, forse anche un po’ meglio di quello che era. Come stiamo lavorando sull’altro fronte, quello della piscina. Quindi sono segnali belli nei nostri confronti, con modalità che fanno, che ci permettono di intervenire oggi che quelle coperture non ci sarebbero dentro lo stato di emergenza. E allora prendo la vostra come una sollecitazione oggi, ovviamente va verificata. Si può giocare anche a calcetto dentro il Palazzetto dello Sport? Non lo so. Quindi faremo fare una verifica tecnica, puntuale, per capire che cosa va fatto, se compatibile con la nostra struttura, se a norma, se ci sono le condizioni. Io dico che le strutture sono polifunzionali e le nostre lo sono sempre di più, però devono stare dentro degli investimenti che oggi io non conosco se non per le cifre quelle velocemente recuperate per permettere al Sindaco di rispondere, ma non è serio e quindi le faccio verificare e poi ragioneremo insieme se compatibile con il Palazzetto, se ci sono le condizioni, se non si creano situazioni di ingestibilità, cioè va fatto un ragionamento insieme. Siamo abituati a muoverci così, non c’è più Perini, ma noi ci confrontiamo e poi decideremo insieme. Penso che però giustissima sia stata la vostra interrogazione che ci ha fa riflettere e forse cogliere un’occasione se ci sono le condizioni per farlo. Grazie“.
Romano in fase di replica ringrazia il Sindaco ed invita a chi si vorrà aggiungere per dare una mano su questo tema.

Sardella avrebbe dovuto essere il terzo a parlare, ma per un problema chiede al Presidente Monachesi di poter essere spostato alla fine degli interventi. Al suo posto viene quindi concessa la parola a FIORE per un’interpellanza che riporto integralmente e… forse si comprenderà anche il perchè: “Grazie Presidente. Rivolgo questa breve interpellanza al Sindaco. Mi riferisco a questi frequenti fenomeni temporaleschi che hanno seguito la drammatica alluvione del 3 maggio, che ha drammaticamente devastato la nostra comunità. Vorrei evitare ogni polemica, il sottoscritto poi non dubita e lo mette come premessa, che sia stato fatto tutto secondo la procedura, ma è altrettanto vero che questi fenomeni sono sempre più frequenti e da straordinari sono diventati ordinari. Quindi rifacendosi anche alle sue parole pronunciate sulle stampa come Presidente dell’Anci Marche dove chiedeva l’aiuto della Regione, perchè da soli non possiamo farcela, le chiedevo se non riteneva che le mutate condizioni climatiche non hanno reso insufficienti o non più adeguate le procedure di un tempo e che vada fatto un piano strutturale, perché la gente al netto di tombini e strumentazioni varie, vive purtroppo con l’ansia perenne ed invece di fare facili cacce alle streghe che non servono a nessuno, bisogna evitare e dare risposte per evitare il verificarsi di queste situazioni. Grazie“.
Neppure dirlo, ma a rispondergli è proprio il SINDACO: “Grazie consigliere Fiore. E’ inevitabile questi giorni, questi mesi, il focalizzarci sulle vicende legate all’alluvione del 3 di maggio e tutte le allerte che abbiamo. Vengo da un’allerta meteo di questa notte (tra martedì 29 e mercoledì 30 luglio, Ndr) dove l’abbiamo passata come sempre a pianificare, organizzare e decidere in funzione degli strumenti. E, non se la prenda, consigliere Fiore, non se la prenda. Rispetto alle valutazioni dai tombini, alle responsabilità. Molte cose le abbiamo chiarite. Io ne chiarisco una su tutte. Stanotte mi ha chiamato il Sindaco di Corinaldo. Io ero in piedi come sempre, mi ha chiamato, lui l’ha fatto. Il Sindaco di Ostra Massimo Olivetti non lo fece, non lo fece. E’ una bugia se qualcuno l’ha raccontata. E’ una bugia se è stata utilizzata. Potrebbe essere un’ipocrisia non averlo detto pubblicamente, non aver chiamato il Sindaco di Senigallia. Consigliere Fiore, penso che sia chiaro per tutti che non ho sbagliato a dare l’allerta, che non un altro, Mangialardi non ha sbagliato a dare l’allerta, non un altro. Che i comuni, tutti, non hanno responsabilità sui fiumi classificati e sui fossi classificati, ho grande responsabilità invece su questa città. E allora consigliere Fiore rispetto alle cose che dice, cioè un ripensamento, si abbiamo bisogno di ripensare e di rileggere i territori e non Senigallia, i territori rispetto alle precipitazioni, è banale dirlo, che non sono più di quelle riconducibili ai tempi trascorsi. Mese di luglio che piove ininterrottamente. Ieri sono caduti solo 100 mm di acqua. Sabato, quello dei chiusini, Fiore non se la prenda sui chiusini, sono caduti altri 100 mm di acqua. Poi si può pianificare e si può fare meglio, senza dubbio, senza dubbio. Però non corra dietro le responsabilità che vengono attribuite, perchè se no diventa che siccome va fuori a Marotta, a Ponte Sasso, a Pesaro, dov’è Gregorini? a Iesolo, a seconda dov’è, mi attribuiscono la responsabilità, se sono il Presidente dell’Anci, per arrivare a Iesolo bisogna essere il Presidente della Repubblica. Bisogna essere lì. Allora cosa diversa è farsi carico dei problemi di questa città. E allora le vorrei raccontare, ma non ho tempo e poi non è nemmeno il momento, ma avremmo modo di che cosa abbiamo fatto durante l’emergenza e la conosce, e quello che stiamo facendo per aiutare i nostri cittadini, le nostre imprese e per imporre alla Regione e alla Provincia, che sono i proprietari e gestori dei fiumi di fare degli interventi, non come si dice – ah perchè adesso c’è stato l’evento – si, anche per quello. Siccome c’è stato un evento straordinario io voglio che vengano fatte determinate cose. Proprio di ieri che è stato dall’Autorità di Bacino costituito il Comitato dove Senigallia e i comuni della Valle del Misa fanno parte attiva del progetto per ripensare agli interventi, è proprio di ieri che quelle risorse che servono per ripristinare in modo adeguato un giusto grado di sicurezza dell’argine. Realizzare le Vasche di Espansione e di intervenire in maniera sistematica sulle stesse è stato pianificato tra lo Stato, il Ministro Galletti che ringrazio che era lì e si era preso questo impegno, e la nostra Regione. Quindi ci sono 760 mila € per fare gli interventi. Si potevano far prima, non m’interessa, lo devono fare adesso. Ci sono 2 milioni di € per mettere in sicurezza gli argini. Dovevano essere fatti prima, non m’interessa, lo devono fare. Ci sono 2 milioni e 400 mila € in più per realizzare le vasche di espansione, le casse di espansione per quelle di Bettolelle. Quindi ripensiamo però non correndo dietro a quelle cose, perchè dietro quelle cose spesso c’è la disperazione, come lei ha ricordato, c’è la giusta preoccupazione che condivido, Voglio stare al fianco delle mie imprese e dei miei cittadini e poi ci sono tanti meschini, sciacalli, ma quelli lasciamo all’ambito che meglio gli compete, qualche volta somiglia più ad uno zoo che ad un luogo pubblico. Grazie“.
E nella replica Fiore, dopo una strigliata dal tono che eufemisticamente definirei piuttosto polemico-ironico (e che ritengo immeritata, perchè voglio credere e sperare che ognuno sia ancora libero di esternare il proprio pensiero tanto più in un Consiglio Comunale), che volevate che rispondesse? Lui, invece sempre timidamente, educatamente e gentilmente: “Niente da aggiungere. Soddisfatto della risposta del Sindaco. Solo per dire nel momento in cui è stata la presunta chiamata dal Sindaco di Ostra, ora è Ex Sindaco di Ostra. Solo per… Grazie“.

Poi la parola passa a GREGORINI che rivolge la sua interrogazione al Sindaco e a Volpini quale assessore alla Sanità. Il tema è il Progetto Dialisi 2014 ed il relativo finanziamento che la Regione sembra non aver confermato per quest’anno nei confronti dei cittadini non residenti a Senigallia. Cosa che già era avvenuta anche nel 2013: “…con questo servizio che veniva interrotto per motivi di non sicurezza dell’impianto di osmosi. L’impianto è logicamente un impianto che garantisce il trattamento di Dialisi ai nostri pazienti, ai nostri cittadini e già questo era obsoleto e non potevamo richiedere di fare di più un servizio più di quello che sta facendo. Il Dott. Stroppa da quanto mi risulta [..] aveva garantito che il tutto sarebbe stato “messo a norma per il 2014”. I lavori effettivamente sono iniziati a maggio con il termine fissato per il 30 giugno. Questo ha portato logicamente sicurezza per i pazienti, ma ora però quel che manca è il finanziamento con le relative perdite economiche per la Sanità stessa e non solo. Si pensi al Turismo. Questi Ospiti dializzati non verranno a Senigallia non potendo usufruire di questo servizio“. Chiede quindi, al Sindaco, all’Assessore ed al Presidente di Commissione Sardella, che il Dott. Stroppa, a Settembre, venga in Commissione per relazionare in merito a questo finanziamento che è stato “tagliato”.
A rispondere è VOLPINI: “Buona sera a tutti. Nell’interrogazione c’è già la risposta, c’è già tutto insomma. Intanto una premessa. La citta di Senigallia è stata la prima città delle Marche e non poteva essere diversamente, visto il prestigio turistico che questa città ha qui acquisito negli anni, è stata la prima a trattare, muoversi ed a parlare di turismo sanitario e nella fattispecie di Dialisi Estiva. Era oggetto chiaramente nella nostra città di interesse da parte di tanti cittadini ed anche di cittadini con problematiche renali di insufficienza renale che chiaramente dovevamo dare una risposta. Questa virtuosità, questo atteggiamento si è interrotto per una serie di problematiche che come ricordava il consigliere Gregorini hanno chiaramente interessato le strutture tecnologiche, che le strutture necessarie per svolgere questo tipo di attività e di intervento sanitario. Nella, chiamiamola con un termine sindacalese, nella piattaforma che abbiamo sottoposto al Direttore Generale di Area Vasta, tra i vari punti, c’era anche quello di riprististino immediato delle tecnologie necessarie per poter svolgere la Dialisi. Questo lo ricordava nell’interrogazione, non solo per coloro che dovevano usufruire per il periodo estivo, ma e anche forse e soprattutto quelli autoctoni, cioè quelli che normalmente per problematiche sanitarie sono costretti a ricorrere a questo tipo di, e c’è stato da parte dell’attuale Direttore un mantenimento degli impegni, perchè le strutture sono state sistemate e la, come dire, la Dialisi, per quanto riguarda i residenti è ampiamente efficiente ed efficace, poi le ragioni per cui la Dialisi Estiva non è partita chiaramente le chiederemo al Direttore o, come tutti sanno esistono le Direzioni Sanitarie, tra l’altro la nostra Nefrologia è una Nefrologia di prestigio, visto che è l’unica alla quale è stata attribuita l’Unità Operativa Complessa all’interno dell’Area Vasta. Adesso nella realtà la Divisione delle Reti Cliniche credo che sia stato concesso lo stesso trattamento anche all’Ospedale di Jesi, quindi a quel punto la partenza della, come dire, della Dialisi Estiva è in capo completamente al Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Nefrologia di Senigallia e alla Direzione Sanitaria. Le ragioni per cui questa non sia partita chiaramente le chiederemo in quella sede. Il nostro compito era di ripristinare dal punto di vista, come dire, tecnologico, il Servizio: questo è stato fatto! Vedremo se qualcuno ci dirà, perchè questa cosa poi non è partita. Per il momento, chiaramente, ci rallegriamo veramente soddisfatti che comunque la sicurezza della Dialisi nei confronti dei cittadini del nostro territorio è dunque garantita. Raccolgo l’appello e l’invito appunto fatto dal consigliere per eventualmente riconvocare la Commissione subito al rientro dal periodo feriale, che oltre a questo ci sono anche altri punti all’OdG che la Commissione dovrà affrontare“.
Nella replica Gregorini: “Ringrazio l’assessore e mi scuso se mi sono permesso, come ha detto lei, trarre le conclusioni…per questo vi ringrazio, perchè comunque sia da parte nostra che da parte del Direttore Stroppa sono stati accolti. Ma d’altra parte dobbiamo dare risposta anche per il mancato Servizio. Grazie“.

Come da richiesta di spostare la sua interrogazione scritta, ecco ora il turno di SARDELLA. Tema la pista ciclabile di via Mamiani di cui già si era discusso nel precedente Consiglio Comunale. E’ stata asfaltata la strada, ma la pista ciclabile ancora non c’è, come l’attraversamento pedonale non è in piena sicurezza. Chiede quindi a quando l’attuazione di questo lavoro e, visto che il rione è quello, anche sullo stato dei lavori sull’Ex-Arena Italia per il parcheggio e la possibilità dello sblocco della situazione del Bastione di Via Rodi.
A rispondere è il SINDACO: “Grazie consigliere Sardella perché dà la possibilità di aggiornare questo Consiglio, almeno questo Consiglio e contemporaneamente anche i cittadini che comunque riceveranno nei prossimi giorni una missiva a firma del Sindaco, dove va riepilogato tutta l’azione messa in campo dall’Amministrazione, dopo gli incontri pubblici, dopo gli impegni assunti e dopo le opere realizzate. Perché lei oggi pone il tema dell’evidenziazione del percorso pedonale ciclabile di Via Mamiani che è un pezzo, quindi ci sta tutto, ma arrivo rapidamente alla risposta, ma dobbiamo realizzare, ahimè a noi, la segnaletica orizzontale. E la si fa in due condizioni, due! Uno che l’asfalto deve aver perso la parte oleosa e quindi consentire alle vernici di aggrappare in modo adeguato. Due, che sia l’asfalto asciutto. Provi ad individuare queste due condizioni nel mese di Luglio e forse l’unica volta venerdì pomeriggio scorso. Quindi il ritardo è dovuto solo e semplicemente a questo. Però siccome lei era, è stato sempre uno particolarmente attento al Rione Porto, con le sue interrogazioni, come quelle di Dario Romano, per dire cosa succede, io penso che oggi succede ed anzi dico di più, cosa è successo, quello che forse 10 anni fa sognavamo. 10 anni fa lo sognavamo un Rione Porto fatto di Via Carducci, di locali, di ristoranti, di pub, di luoghi, d’incontri, di integrazione, di bellezza, di passeggio, di pedoni e dentro un contesto fatto di edifici recuperati, verniciati, case armoniche con una lettura dentro il giardino che è stato risistemato, cioè 10 anni pensavamo questo: dicevamo come sarà il Rione Porto e lo penso in questo modo. C’è anche quello che abbiamo fatto sul Piano Urbanistico. Perchè abbiamo aperto un bel dibattito sulla Ex-Arena Italia. Sono molto soddisfatto del punto di caduta che abbiamo ottenuto, molto, con il contributo di tutti, con le tensioni che potevano essere evitate, con le esasperazioni che potevano essere messe da parte. Abbiamo altre cose che ci creano tensioni! E quindi il rapporto Porto si è caratterizzato dall’evoluzione anche di questo. Ora intanto è stato demolito quel manufatto che era lì da oltre 50 anni. Oltre 50 anni, quindi è stato ripulito, sistemato, c’è un accordo per andare anche oltre, demolire anche un pezzo della parte cementata, quei volumi che ci sono, che potrebbero liberare già da subito a sistema lo specchio della porta. Quindi è possibile che nelle prossime settimane, andremo a vedere a come la porta non l’abbiamo mai vista per la mia generazione e la disponibilità della proprietà, che ringrazio, che ringrazio, perchè poi quando si pianifica sulle cose proprie gli atti unilaterali d’obbligo sono elementi non proprio usuali, ma quegli atti lì hanno portato, non lo rielenco no, alla Curva della Penna, al recupero del Parcheggio 10 gg. fa, l’assessore Campanile si era anche dimenticato di comunicarlo delle cose che facciamo, Ex-Ciriachi. Nella speranza che il privato agisca. E allora nelle prossime settimane ci arriveremo, magari non per la stagione estiva, ma per quella invernale con il parcheggio sistemato, intanto adoperiamo quei 500 posti auto che funzionano benissimo, quelli della Sacelit-Italcementi, che anche lì sono stati intanto demoliti e recuperata un’area. Ho visto in questi giorni qualcuno che ha provato a dire con la pioggia di sabato quel parcheggio si era trasformato in un lago. Io penso che c’è più gente che è impunita cerebralmente, perchè succede che un’area che ovviamente è trattata non in modo definitivo, anche perchè noi i soldi li risparmiamo, che viene messa a disposizione, durante un 100 mm caduti in 12 ore si trasforma in quello che era una funzione interdetta dal tempo, perchè nessuno sarebbe andato a parcheggiare, andato al mare in quei giorni, diventa un caso! Diventa un caso! Allora io dico dentro questo ci sta il percorso che lei dice, spero che la prossima settimana venga realizzato. Quindi evidenziazione con lampeggianti dell’incrocio sulla Statale pedonale e ciclabile, percorso pedonale e ciclabile che parte dal parcheggio della Sacelit-Italcementi che collega i due lungomari, eliminazione della sosta verso destra di via Mamiani e ingresso dentro quel pezzo di città che 10 anni la sognavamo ed oggi la vediamo realizzata. Penso che siano le condizioni per un grandissimo successo per l’intera collettività, perchè il Rione Porto è stato sempre un obiettivo dei nostri strumenti urbanistici e anche delle nostre relazioni integrazioni sociali e penso che per questo dovremmo essere molto soddisfatti. Grazie“.
La replica di Sardella: “La soddisfazione per quanto accaduto nel Rione Porto è evidente ed è stata anche personalmente più volte espressa. Via Carducci ha raggiunto una qualità sia come via, sia come zona pubblica, sia come interventi che vengono periodicamente effettuati di tutto rispetto, così come la qualità di vari immobili prospicienti la via e la zona che è stata ristrutturata…. ma noi non ci possiamo mai accontentare, siamo qua per questo e per capire come e quando verranno migliorate determinati interventi. Manca nella risposta, ma avremo modo di parlarne di persona, la situazione di Via Rodi…. Grazie“.

E’ ora iscritto a parlare, per una nuova interpellanza, REBECCHINI a cui Monachesi concede la parola. La rivolge al Sindaco ed il tema trattato riguarda le condizioni metereologiche oggi mutate, ed i danni che esso comporta, con alluvioni ed esondazioni: “…Il territorio è certo mutato, oggi è più impermeabile rispetto a qualche decina di anni fa per via del cemento che si è sparso a macchia d’olio negli ultimi anni. Qui come altrove. Ma c’è un altro fatto a mio parere molto grave, gravissimo di scelta politica fatta dai governi nazionali e vorrei sapere da lei Sindaco se condivide quanto andrò a dirle: i tagli delle risorse forti, tagli forti, fortissimi, risorse destinate per la manutenzione dei fiumi. Io penso che questo sia il nocciolo e la causa prima di quanto oggi succede qui ed in tutta Italia. E’ d’accordo definire insensati quei tagli?…
Di nuovo in campo il SINDACO che così risponde: “Grazie consigliere Rebecchini. Era dai tempi che sedeva al fianco del sottoscritto nei tavoli della Giunta, che non mi ritrovavo così d’accordo con lei. Da quei tempi. Sono stati anni, anni, belli, perchè governavamo facendo quelle scelte che ci vede concretizzare, che guardavano oltre e che sottolineavano già queste situazioni. E allora questa sera come allora, che si ritrova d’accordo con me, mi fa veramente piacere. Questa è una Nazione, consigliere Rebecchini che ha pensato per anni, forse per decenni, che la soluzione dell’accreditamento internazionale dell’Italia passasse attraverso la realizzazione del Ponte di Messina. Noi pensavamo questo, noi pensavamo questo! Non è che abbiam pensato alla valorizzazione del nostro Patrimonio, alla salvaguardia di Pompei, alla tutela dei nostri Beni Artistici e Culturali. Non voglio dire, la valorizzazione del termine proprio non ci appartiene. profilo basso, talmente basso che Pompei cade a pezzi. Che bisogna fare l’antirabbica per entrare dentro, con i cani randagi che possono aggredire i visitatori che provengono da tutto il mondo. Ecco io allora sono assolutamente d’accordo, sono d’accordo. E allora che cosa è stato fatto in questi 30 anni. Sicuramente non una politica ambientale adeguata. Guardate, se dovete prendere un esempio da chi ha tentato di attivare percorsi innovativi non dovete guardare allo Stato, non dovete guardare alle Regioni, non dovete guardare ai Comuni, ma dovete guardare a un Comune: il nostro! Il nostro! Poi c’è stata l’alluvione, c’è l’argine che si rompe, il premio della Lega Ambiente, quelle cose lì. Qui si son fatte quelle politiche che hanno guardato alla salvaguardia, alla pianificazione, agli interventi, alla valorizzazione e alla tutela. Solo che da soli non ci si va dappertutto. E oggi mi fa molto piacere Rebecchini, molto, che lei dica “La Provincia ha investito, o ha speso non lo so, ha speso in questo caso, 150 mila € per la manutenzione dei fiumi”. Pur avendo 50 milioni di € a disposizione bloccati dal “Patto di Stabilità”. Bloccati 50 milioni di €. Bilancio della Provincia bloccato dal Patto di Stabilità. E certo che si doveva investire di più, certo! Dovevano essere messe in campo le politiche determinate, pianificate e serie, consequenziali, Non è che basta individuare un’area a rischio R4 con un perimetro per salvarci la coscienza e condizionare l’operato dei comuni. E mica funziona così! Il Danubio ha le piste ciclabili in testa all’argine. Noi era la foto aerea del fiume non si vede, ma non il fiume Misa, non si vede il Cesano, non si vede il Metauro, non si vede il Foglia, non si vede il Secchia, non si vede il Marecchia, non si vede il Panaro, questi sono gli affluenti di destra e quindi una politica che condanno fermamente. E Rebecchini io lo so, mi dirà eppure ci sono stati governi del PD è colpa di Matteo Renzi, è colpa di, è colpa di chi quando pensa di fare le riforme, qualunque esse siano, invece di fare un’altra controproposta tiene inchiodato il Parlamento per mesi. E questa è una Nazione che è inchiodata, inchiodata, senza pensare ad un progresso, ma non il progresso fatto di industrializzazione, ma il progresso della tutela del nostro territorio. E quindi per la prima volta ritorno ad essere d’accordo con lei dopo quei 4 begli anni che abbiamo passato insieme e in quei 4 begli anni che abbiamo fatto le scelte importanti che oggi vediamo concretizzarsi in questa città. Grazie“.
La replica di Rebecchini: “Si Sindaco, mi fa piacere che è d’accordo con me su quanto prima ho detto… però Sindaco una denuncia politica forte va fatta. Io purtroppo non la vedo da parte di nessun Comune Italiano… anzi rispettano i dettati che arrivano dal Governo, dall’Europa e così via…. men che meno dalle Province…la mia preoccupazione per il futuro, senza essere un gufo o un rosicone, permane. Grazie“.

L’ultima interpellanza è quella di PERGOLESI che preferisce definirla come una “preoccupazione”, che viene indirizzata anch’essa al Sindaco. Preoccupazione che gli è sorta mentre si prevedeva in Commissione di Bilancio il Piano Economico Finanziario del Servizio dei Rifiuti: “… perché è quello su cui si basa la tassa sui rifiuti per l’anno successivo. Ora nell’anno prossimo purtroppo verranno conteggiate tutte le migliaia di tonnellate che sono state smaltite con l’alluvione. Quindi se è vero che quest’anno il Piano Economico Finanziario si abbassa grazie all’ottimo lavoro fatto dall’Azienda e cittadini…..il prossimo anno verranno o dovranno venire conteggiati … anche quelle tonnellate smaltite con l’alluvione…“. Insomma che cosa potrà fare il Sindaco per contenere questi costi?
Ed ecco la risposta del Sindaco: “Grazie consigliere Pergolesi. Un’analisi assolutamente perfetta e sta dentro le valutazioni che facevamo prima con Rebecchini. O questa diventa una Nazione, oppure stiamo dentro un percorso dove 10 mila ton. di case, di mobili, di fotografie, di affetti vengono, non per colpa nostra, sicuramente non per colpa mia, messi per strada, vengono raccolti in 10 gg., ripulito tutto, risistemata la città e penso che se fosse una Nazione seria, dovrebbe capire che al di là delle norme, delle leggi, dei quadri, dei decreti, quello non è un prodotto che può essere computato dentro il Piano Economico Finanziario. Non può essere computato. E quindi io ho già scritto alla Provincia ed alla Regione, e se non basta scrivo poi al Governo, che vada messa in campo un’operazione seria di valutazione di quel materiale rispetto a come è stato raccolto e come è stato conferito. Siamo stati alluvionati non per colpa nostra. Siamo stati devastati non per colpa nostra, C’è un danno che facciamo difficoltà, fanno difficoltà, a risarcire e non è poi la città a pagare ulteriormente il danno che abbiamo subito, E quindi io confido. Però siccome la politica è fatta di persone, è fatta di intelligenze, è fatta di rapporti, perchè contano, non privilegi, di rapporti. Quindi se viene emesso uno Stato di Emergenza in 58 gg. e nelle altre realtà ce ne mettono 500 o 200, perchè gli impegni che qualcuno si assume altri verifica che vengano mantenuti. Quindi su questo lavoreremo con la Provincia e la Regione, che non sarà semplice eh!, non sarà semplice! perchè l’area era un’area, era un parcheggio, che è stato individuato dal Sindaco o come impianto temporale di stoccaggio di rifiuti non differenziati, quindi il FIR con il quale il codice è stato conferito come rifiuto non differenziato. Poi c’è l’alluvione. Ci dovrebbe essere la premessa, c’è stata l’alluvione, determinato questo, non abbiamo responsabilità, aiutateci a risolverlo. Detto quel “aiutateci a risolverlo” credo che la politica debba fare la sua parte per metterci nelle condizioni. Dico pure, e lo dico qui, per esempio sulle spese di conferimento in discarica, perchè come abbiamo chiesto sconti per gli autospurgo, come avevamo chiesto sconti per la rimozione delle auto, vista la quantità, è anche quello dovremo fare un ragionamento. Ma son convinto che ci siano le condizioni. Però ha fatto bene a lasciarlo a verbale così se le ricordano, ce lo ricordiamo tutti e ognuno per la propria competenza sempre Amministrativa, ognuno un pezzetto della competenza Amministrativa e di rapporti. Beh ci faremo carico di avviare un percorso adeguato su questo tema che mi sembra assolutamente ben posto e che deve stare all’attenzione e lo dico anche ai miei assessori per consentire che quel prodotto venga computato una parte minima se non azzerata rispetto al prezzo dei rifiuti di questa città. Grazie“.
La replica di Pergolesi è molto più breve e senza tanti giri di parole e senza l’attesa del suono del campanello che indichi che il tempo è scaduto: “Ringrazio il Sindaco e concordo con le sue parole in piena sintonia…“.

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