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“Senigallia è ripulita in meno di due settimane, un record per l’Italia”

Il sindaco: "Ora non servono polemiche". Un appello al governo: "Dopo gli impegni si passi ai fatti concreti"

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Sindaco, Prefetto e forze dell'ordine fanno il punto della situazione a Senigllia dopo l'alluvione del 3 maggio 2014

Sindaco di Senigallia e Prefetto di Ancona ha fatto, venerdì 16 maggio, il punto della situazione a 13 giorni dalla terribile alluvione che ha devastato gran parte del territorio senigalliese, causando 3 vittime e lasciando 1250 famiglie con una casa vuota, oltre a tutta una serie di danni stimati in circa 190 milioni di euro.

Un evento terribile di cui non si poteva avere percezione – ha affermato il primo cittadino Maurizio Mangialardi –, che ci ha visti per oltre 30 ore nell’impossibilità di comunicare e senza corrente; di cui non si capiva bene la portata data la rapidità con cui si muoveva e che ha allagato varie e vaste zone in pochissimi minuti. In questa situazione, nonostante i soccorsi fossero arrivati in ogni zona investita da questa enorme mole d’acqua e fango e gli studenti fossero al sicuro ai piani alti, i genitori non avevano notizie dei figli a scuola“.

Oggi siamo qui – continua il sindaco – a dire che dopo nemmeno due settimane, quasi un record forse per questa nazione, la città è ripulita, bonificata e liberata da 5.000 tonnellate di rifiuti e da oltre 1.000 tonnellate di fango, grazie a un enorme impegno delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, della protezione civile, dei volontari e delle tante ditte intervenute, grazie insomma all’anima e alla forte reazione di una città intera“.

Sindaco, Prefetto e forze dell'ordine fanno il punto della situazione a Senigallia dopo l'alluvione del 3 maggio 2014Certo, ora si apre una nuova fase, quella della ripartenza in un contesto molto difficile, dove molti cittadini hanno perso tutto, dove molte aziende sono state messe in ginocchio, dove molti lavoratori non hanno più l’occupazione, dove persino la comunità cittadina ha perso un polo sanitario convenzionato con le istituzioni pubbliche. Insomma – continua Mangialardi – abbiamo lavorato tanto per salvare prima e ripulire poi una città ma tante persone ora sono senza una prospettiva. Non è il tempo delle polemiche o dei facili commenti: adesso deve entrare in gioco la politica, quella nazionale. Serve subito la dichiarazione di stato d’emergenza e gli atti conseguenti per renderla immediatamente coperta e funzionante“.
Alcuni dati sui danni: 191 milioni di euro sono le stime raccolte in questi primi giorni, di cui 134 milioni riguardanti soggetti privati e 46 mln di euro gli imprenditori, 8 mln per gli interventi di ripristino del patrimonio pubblico.

Non è il tempo delle polemiche anche perché, secondo il prefetto Alfonso Pironti, il “territorio è stato messo a dura prova da un evento alluvionale di portata eccezionale, contro cui non si poteva fare più di ciò che è stato fatto“. Un dato su tutti andrebbe sottolineato secondo il rappresentante governativo dorico: la dignità, la solidarietà e l’attivismo con cui la città ha saputo rispondere e reagire alla forza dell’acqua e alla mole di problematiche che ne sono conseguenza diretta.

Infine il sindaco Maurizio Mangialardi si rivolge direttamente ai ministri e al premier che sono venuti a visitare i luoghi alluvionati. “Faccio un appello al governo, sia quello nazionale che quello regionale: alcuni segnali sono stati dati, importanti si, ma a questi bisogna far seguire atti concreti, per poi poter passare alla pianificazione degli interventi sugli argini e sulla manutenzione dei fiumi, sulle vasche di espansione e infine sul consumo di suolo per cui come amministrazione da tempo ci stiamo battendo perché si riduca sempre di più“.

Commenti
Ci sono 3 commenti
bonzino 2014-05-16 19:32:19
Benissimo ora abbiamo finalmente capito che la colpa di questa grande devastazione è solamente del Buon Dio che per farci dispetto ci ha anche tolto la corrente ed interrotto le comunicazioni. Peccato che ciò sia avvenuto mentre l’alluvione produceva i suoi effetti disastrosi. La stragrande maggioranza dei concittadini alluvionati era completamente all’oscuro del pericolo incombente. Solo alcuni, avvisati dal passa parola o mezzo filo da amici o parenti, hanno potuto limitare i danni . Molti per recarsi al centro hanno lasciato le loro auto nel piazzale del portone per ritrovarle sotto una marea di acqua e fango perché nessuno dei responsabili li aveva avvertiti del pericolo, anche se già i borghi limitrofi erano allagati. Le scuole non erano state allertate, fatto gravissimo, tanto che i ragazzi si sono visti circondati da metri di acqua e si son dovuti rifugiare ai piani alti. Non è vero che nulla non si poteva prevedere, se il piano d’emergenza e soprattutto quello di monitoraggio fossero stati predisposti, scrupolosamente, avremmo evitato tutte queste 6000 tonnellate di rifiuti e fango.
Oggi, grazie agli “angeli del fango” e ai volontari della protezione civile, è iniziata la fase della rinascita. Di certo essa avverrà in tempi brevi conoscendo la tenacia e il grande spirito di adattamento dei senigalliesi, anche se per molto tempo rimarranno ben visibili le profonde cicatrici impresse nella mente e nel portafoglio di ciascun alluvionato, per non parlare del dolore di chi ha perso i propri cari.
Ora caro Sindaco, oltre che fare appello al premier e a ministri di competenza, deve portare a casa non solo parole di circostanza ma fatti più che concreti. La politica nazionale e regionale deve intervenire con stanziamenti sufficienti affinché l’amministrazione possa, dopo molti anni di noncuranza, finalmente metter mano, una volte per tutte, senza scuse, rinvii o sotterfugi ad una seria pianificazione degli interventi sugli argini e sulla manutenzione dei fiumi, sulle vasche di espansione per evitare, in futuro, un’altra disgrazia di questa portata, anche se altre inondazioni non potranno essere evitate.
un povero tra i poveri (di politica) 2014-05-16 23:56:44
"PERCHE'"
Ora quasi a bocce ferme e non del tutto, perchè rimane ancora tanto da fare, ripercorrere gli orari dell'evento è d'obbligo per capire quello che è successo e perchè e se si poteva fare di meglio, anche per capire se quello che ci stanno dicendo è vero e giudicare e non per ultimo capire cosa fare e come comportarsi in futuro.

ORE 05,30 ARCEVIA è sotto una bomba d'acqua ed avvisano gli amici di Senigallia che stà arrivando un'ondata eccezzionale d'acqua a valle.

ORE 07,30 PIANELLO d'OSTRA esonda il fiume e va sott'acqua il Sindaco di OSTRA telefona al sindaco di Senigallia per avvisarlo dell'enormità della cosa e prepararsi.
IL FIUME AL PORTO DI SENIGALLIA ERA GIA' GROSSO PERCHE' IL MARE NON RICEVEVA E STAVA PER ESONDARE (VEDI FOTO)

ORE 10,00 BORGO BICCHIA inizia ad essere sommerso ma nessuno sa niente di quello che stava accadendo. Gli stessi alluvionati avvisano le istituzioni che non credono all'evento ma si muovono per accertare. Al centro storico i megafoni allertano gli abitanti ed i negozianti ed inizia a mancare la corrente ed il sindaco incomincia a dare l'allerta meteo.

ORE 11,00 SENIGALLIA SI SVEGLIA SOLA. Tramite telefonini con messaggerie varie ci si avvisa dell'enormità della cosa avvisandosi delle varie zone dove stà arrivando l'acqua.

ORE 12,30 la ZONA PORTONE INIZIA ad essere SOTTO L'ACQUA,

ORE 13,10 alla scuola Marchetti finiscono le lezioni ed i ragazzi tornano a casa come possono e chi può gli altri si arrangiano da parenti delle saline o più a Sud. Nessuno è stato avvisato dalle istituzioni E NESSUNO SAPEVA NULLA UFFICIALMENTE il tutto perchè arrivavano telefonate o messaggi o qualche genitore era andato di sua iniziativa a prelevare i propri figli.

ORE 14,00 O POCO PIU' l'ondata d'acqua, che ha gia sommerso la zona PORTONE sino a Piazza DIAZ e oltre verso il mare, invade il fosso del PONTE ROSSO (Tra la Chiesa ed il Ponte Rosso) e passa nella zona SALINE E SS 16.

ORE 15,30 - 16,00 CIRCA la statale e la zone limitrofe verso le Saline sono sotto l'ondata d'acqua.

ORE 16,30 LA PISCINA DELLE SALINE viene invasa dall'acqua come parte della pista di attletica e la pista di pattinaggio. Grazie a quel campo DIETRO la stazione di servizio AGIP e LA PISCINA DELLE SALINE fino alla stazione di servizio API che stata una valvola di sfogo per il deflusso dell'ondata d'acqua.

ORE 17,00 L'ONDATA D'ACQUA SI FERMA ED INIZIA A REGREDIRE.

Dall'Hotel Riz sino al porto il lungomare è stato sommerso, verso l'entroterra stringendo a forma di imbuto verso il BORGO BICCHIA TUTTO è SOTTO IL FANGO.

QUANTO TEMPO E' PASSATO DAI PRIMI ALLARMI???? SI POTEVE FARE DI PIU' IN TUTTE QUESTE ORE????

Vorrei sapere se è vera quella storia dell'argine rotto al BORGO BICCHIA grazie ad un grosso tronco di quercia caduto nel fiume ed ostacolava il corso ed il deflusso delle acque e che le autorità erano state avvisate del pericolo solo 5 giorni prima dell'alluvione e nessuno aveva fatto nulla.

GIUDICATE ORA QUELLO CHE VIENE DETTO O SCRITTO DA DETERMINATE PERSONE CON COMUNICATI VARI.

PERCHE', PERCHE' e PERCHE' (rendendo omaggio alle vittime) nessuno ammette qualche minimo di colpa chiedendo SCUSA, sarebbe toppo chiedere un pò di umiltà.

IO VI CHIEDO SCUSA, COME SEMPLICE CITTADINO ALLUVIONATO, PER NON ESSERMI RIBELLATO ALLE ISTITUZIONI PRIMA, PER NON AVER BLOCCATO LA CEMENTIFICAZIONE DI CERTE ZONE ALLUVIONALI NON AVER COMBATTUTO POLITICAMENTE CONTRO I POLITICI DI SENIGALLIA PER LA MANCATA PREVENZIONE E PIANI DI EMERGENZA DI CATASTROFI VARIE, PER NON ESSERE ANDATO MAI LUNGO IL FIUME AD ACCERTARE LE CONDIZIONI E NON AVERLO RIPULITO DI PERSONA. VI CHIEDO SCUSA PER TUTTO QUELLO CHE NON HO FATTO PRIMA.

RINGRAZIO nuovamente i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e tutti quei ragazzi chiamati Angeli del Fango che fanno senza chiedersi il PERCHE'.
bonzino 2014-05-17 19:37:54
GRAZIE, POVERO TRA I POVERI, per aver dettagliatamente ricostruito il susseguirsi degli eventi disastrosi che hanno letteralmente messo in ginocchio mezza città e molte zone limitrofe. Questa è la verità che tutti i politici avrebbero dovuto dichiarare assumendosi anche le loro responsabilità. Invece ci hanno solo detto che siamo stati bravi a rimettere in piedi la città, tanto chi soffre non sono sicuramente loro. Tutto va bene, Madama la Marchesa, e ciao, grazie. E chi s’è visto, s’è visto! La vicenda, per come siamo abituati a vedere e sentire, fra qualche giorno sarà già dimenticata. Ognuno si leccherà le proprie ferite e tutto continuerà come prima, come nulla fosse accaduto. Qui la colpa non è dell’Amministrazione ma è dei singoli che s’interessano delle questioni locali solo quando avviene qualcosa d’eccezionale, per il resto ognuno guarda il proprio orticello. Così facendo, però, danno sempre più forza a coloro che (...omissis...) se non per apparire, tagliare i nastri e tartassare senza darci servizi efficienti, lasciandoci in mutande come, di fatto, è ora avvenuto.
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