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Udc sulla chiusura del Giudice di Pace a Senigallia

"Intervenga la Regione"

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Maurizio Perini e Francesca Francesconi

Il D.D.L. 548, prevedendo la chiusura e/o accorpamento delle centinaia di sedi di Uffici del Giudice di Pace disseminate sul territorio nazionale, reca una seria e sicura ferita alla concreta applicazione del principio costituzionale del libero ed egualitario accesso alla Giustizia, minacciando altresì la professionalità della figura del GdP, le sue funzioni precipue, rivelandosi pertanto non del tutto conforme ai reali interessi e bisogni dei cittadini e a una giustizia che sia veramente tale.

Riteniamo che lo smantellamento dei vari Uffici del Giudice di Pace, finalizzato soprattutto a incrementare anche su tale fronte i cd. “tagli” alla spesa pubblica, non fa che rendere sempre più difficile e gravoso l’accesso alla Giustizia per i cittadini, privandoli di quella Giustizia di prossimità – oseremmo dire rassicurante e oramai divenuta”familiare” – capace di convogliare la richiesta di tutela per le controversie e i reati di competenza.

E’ evidente, infatti, che con la prospettiva di un incremento dei costi di un eventuale giudizio, dovuti com’è noto alla necessità di spostarsi per raggiungere le sedi rimaste e/o quelle accorpate, i cittadini in molti casi preferiranno rinunciare a far valere i propri diritti perché semplicemente non o riterranno conveniente.

Per quanto attiene alla situazione della nostra città di Senigallia, l’Amministrazione comunale nei mesi scorsi si è fatta capofila dell’iniziativa volta a conservare la funzionalità dell’Ufficio del Giudice di Pace di Senigallia, i cui costi di mantenimento avrebbero dovuto essere assunti dal Comune medesimo direttamente oppure attraverso l’applicazione di parte dei dipendenti comunali appartenenti alle Amministrazioni interessate del Circondario, in particolare, oltre a quelle del Comune di Senigallia, anche quelle dei Comuni di Ostra, Corinaldo e Ostra Vetere.

Le suddette Amministrazioni si sono impegnate a sostenere i costi di funzionamento e riteniamo che tale impegno possa e debba essere onorato. Senigallia, quale Comune capofila proprietario dell’immobile di via Cavour, ove è ubicato l’Ufficio  del Giudice di Papa, avrebbe certamente il carico più gravoso, ma ciò non deve costituire un freno alle iniziative volte a preservare il servizio.

A tal fine risulta basilare procedere senza indugio alla formazione del personale comunale, nonché all’individuazione, se fosse necessario, di altro più economico locale, quale ad esempio potrebbe essere la ex G.I.L. di viale Leopardi, destinando la struttura di via Cavour ad un utilizzo più redditizio, commerciale, abitativo, oppure scolastico.

Riteniamo assolutamente praticabile una tale soluzione, che andrebbe senz’altro approfondita, e in ogni caso chiediamo che la Regione Marche, soggetto non estraneo all’argomento, intervenga con un valido sostegno economico, anche per dare un chiaro e concreto segnale di impegno politico e considerazione delle realtà locali numericamente rilevanti come la nostra.

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