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Senigallia e Montemarciano all’incontro nazionale di Oasi-Confartigianato

Pierpaoli: favorevoli alla sdemanializzazione dell'area dove insistono office e servizi

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La rappresentanza di operatori balneari di Senigallia e di Marina di Montemarciano che ha preso parte all'assemblea nazionale di OASI Confartigianato

Una nutrita rappresentanza di operatori balneari di Senigallia e di Marina di Montemarciano ha preso parte all’assemblea nazionale di OASI Confartigianato. Diversi i temi dell’incontro: dalle promesse della politica sulla sdemanializzazione alla riduzione dell’IVA per le imprese del settore balneare.

Si tratta di un momento storico – ha commentato Paolo Pierpaoli, presidente di OASI Confartigianato Senigallia – finalmente il governo dimostra di aver a cuore gli interessi degli operatori balneari: con la sdemanializzazione si fa un passo avanti nell’obiettivo di dare continuità alla gestione imprenditoriale evitando così lo smembramento del nostro sistema turistico balneare“.

Le imprese balneari rappresentano un’eccellenza e sulla possibilità di sdemanializzare l’area su cui oggi insistono l’office, i capanni, servizi e manufatti, Pierpaoli precisa: “Quella è una parte che già da anni non risponde più ai requisiti del demanio, per cui comprendiamo l’interesse dello Stato a volerla vendere, così come avviene per tanti altri beni, nell’interesse degli operatori. L’area antistante, quella per intenderci legata alla posa degli ombrelloni, andrebbe invece ad evidenza pubblica ma con diritto di prelazione per l’operatore balneare. Questo permetterebbe di essere in regola con la direttiva Bolkestein che prevede, per i beni pubblici, l’assegnazione con criteri di trasparenza e libero mercato e perciò in regola con quanto impartito dall’Europa“.

Una soluzione che garantirebbe la continuità di gestione e che ha messo d’accordo, dopo alcuni anni di visioni contrastate, tutte le più importanti sigle degli operatori balneari (OASI, FIBA e SIB). “Registriamo finalmente l’unità anche fra i balneari – continua Pierpaoli – pur ricordando che OASI rimane l’unico sindacato a tutelare davvero i piccoli imprenditori, che sono ben diversi dai cosiddetti “pertinenziali” che, come noto, hanno problematiche ben diverse, legate soprattutto all’aumento dei loro canoni“.

L’altra questione è la riduzione dell’IVA.
La richiesta di Oasi è motivata dal fatto che, in base alla legge-quadro sul turismo, gli operatori balneari sono diventati ad ogni effetto di legge operatori turistici. Oasi Confartigianato pertanto chiede che le stesse agevolazioni oggi concesse in materia di IVA alle altre categorie del comparto turistico, quali alberghi, bar, campeggi, ristoranti ecc. che godono tutti dell’IVA agevolata al 10%, siano accordate anche al settore degli Operatori Balneari che invece hanno l’IVA al 22%.

E’ importante che tutte le categorie turistiche – conclude Pierpaoli – siano equiparate e quindi con l’IVA al 10%. Questo è un argomento fondamentale che stiamo portando avanti solo noi e che spero presto veda tutte le rappresentanze balneari sulla stessa linea. Sarà importante ottimizzare alcuni costi, anche perché, con il raddoppio dei canoni da stagionale ad annuale e con l’arrivo della TARES, molte imprese potrebbero chiudere definitivamente“.

Commenti
Ci sono 2 commenti
Marco 2013-10-08 18:20:49
Unità tra i balneari? ma se uno dice una cosa e l'altro lo contraddice!!! Comunque vendere il demanio risolve magari il problema del bilancio 2013 o 2014, ma domani cosa ci dovremo vendere? il fondoschiena? Io non ci sto, secondo me la vostra posizione è più che sbagliata.
Sull'IVA invece son d'accordo: tutti gli operatori che campano col turismo (foraggiato da noi cittadini, è bene ricordarlo) devono avere la stessa aliquota: tutti al 22% e zitti!
Cornelio 2013-10-09 11:00:21
Caste, massoni e associazioni di categoria. L'Italia va avanti ad individualismi perdendo del tutto il senso di appartenenza e del bene comune. Ogni categoria pensa per se, compreso il nostro Parlamento. Questa dei bagnini, mi ripeto, è l'ennesima prova che esistono due pesi e due misure. Chi paga fino all'ultimo centesimo e non ha diritto a nulla e chi invece evade al 50% e piange continuamente miseria (accolta dalle associazioni, massoni e caste di categoria sopra citate). Andatevene al diavolo!
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