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Balneari, ancora mobilitazione: “serve un incontro col Comune di Senigallia”

Il Sib locale: "non solo il problema Bolkestein, ma pure i canoni allungati all'inverno. Situazione insostenibile"

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Giancarlo Ciccolini (Sib Senigallia) ed Enzo Monachesi (Sib Marche)

Ancora in mobilitazione la categoria degli operatori balneari. Gli imprenditori del demanio marittimo sono alle prese ancora con problemi in campo nazionale e internazionale – la famosa direttiva europea Bolkestein – a cui si aggiungono questioni gravose locali: il canone che è stato allungato anche ai mesi autunnali e invernali, la tares, il servizio di salvamento con sempre meno contributi, l’aumento dell’iva e un progetto di vendita della spiaggia che per il momento è ancora solo verbale.

Tutte questioni che il Sindacato Italiano Balneari (SIB, il quale fa riferimento alla Confcommercio) ha tenuto a precisare sono più vive che mai e che caratterizzerano il dibattito cittadino e nazionale per i prossimi mesi.
Quella in arrivo si preannuncia come una stagione calda nonostante le temperature dunque.

Da un lato ci sono i problemi legati alla situazione locale, con il canone demaniale allungato anche ai mesi autunnali e invernali senza però che l’attività possa produrre reddito per quei mesi, come previsto dal piano degli arenili. “E’ come se potessimo affittare un negozio per 12 mesi, poi dovessimo restituire le chiavi dopo 6 ma continuare a pagare l’affitto per tutto l’anno” commenta il presidente del Sib Senigallia Giancarlo Ciccolini. “Una questione insostenibile che va ad aggravare una situazione difficile già per la crisi e altre problematiche nazionali” continua.

Ma questa decisione, comunicata dagli uffici comunali agli operatori balneari soltanto a partire dai primi di agosto e senza concertazione, è stata ampiamente contrastata da buona parte dei bagnini senigalliesi che vorrebbero – e lo chiedono con forza – aprire un tavolo di confronto per cercare qualche soluzione senza dover essere tartassati.

Posizione, quella dei bagnini, supportata anche dalla Regione Marche che ha mobilitato i propri uffici legislativi per studiare la situazione: il parere emerso, assolutamente non vincolante, è stato quello di suggerire ai comuni marchigiani di soprassedere a tale atteggiamento e cercare altre vie. Il Comune, su questa novità che incide gravosamente sui bagnini ma finisce direttamente e totalmente nelle casse dello Stato, per il momento non sembra aver intenzione di dialogare, nonostante una promessa di confronto fatta dal presidente Anci Marche, Maurizio Mangialardi.

A ciò si aggiungono i problemi dell’iva al 22% (mentre in varie parti d’Europa sipaga il 4% o il 10%); quello dei contributi comunali per il servizio di salvamento, ridotti di 30.000 euro, compensati dai bagnini; e quello della tares. Per il 2013 rimane valido il sistema impositivo vigente che però – riferisce Ciccolini – penalizza due volte gli imprenditori balneari: da una parte con l’aumento notevole di circa il 50% e dall’altro con il conteggio per superfici.
Una situazione gravosa che va a incidere notevolmente sulle condizioni degli operatori balneari – ribadisce Ciccolini – e che mina la stabilità di tanti accordi, per cui chiediamo un incontro urgente con il Comune per cercare di trovare soluzioni che non rendano impossibile gestire un’attività balneare“.

Anche sul fronte nazionale e internazionale la situazione dei bagnini non è rosea. La Direttiva UE Bolkestein non è stata ancora “schivata“: il termine perché le concessioni finiscano all’asta è stato rimandato al 2020, ma il problema permane ancora. L’incontro con le sigle sindacali convocato proprio dal sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta ha acceso qualche speranza, significando – se non altro – che le acque, grazie alle varie proteste e manifestazioni, sono state smosse. Portare il tema al centro del dibattito proprio durante il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, potrebbe essere la strada per accendere i riflettori su un sistema che ha bisogno di ben altre tutele che la semplice prelazione (che forse non sarebbe nemmeno praticabile).

Allo stesso tempo l’incontro con Baretta – con cui i balneari di SIB, FIBA e CNA si vedranno al Sun di Rimini il prossimo 8 ottobre – ha gettato però ombre su una proposta che Enzo Monachesi – responsabile SIB Marche – ha giudicato sconcertante: quella cioè di spostare la linea di costa oltre le zone dove persistono manufatti e costruzioni, riducendo quindi il demanio indisponibile e trovando il pretesto per poter “vendere” pezzi di spiaggia che secondo il sottosegretario ormai non sono più pubblici.

Il meccanismo dell’asta sui beni demaniali – così tornati nella disponibilità del governo e pronti dunque a essere “valorizzati” per far cassa – potrebbe far gola a molti imprenditori ma soprattutto potrebbe significare la svendita della spiaggia pubblica e il possibile subentro nella proprietà di organizzazioni criminali che dispongono di ingenti capitali.
Tra l’altro la prelazione agli operatori esistenti vede anche una difficile applicazione legale. Ma quello che ha acceso il fermento della categoria è la consapevolezza di evidenti discriminazioni – nell’arretrare verso il mare la linea di costa – tra le sponde dell’adriatico e del Tirreno e, all’interno delle Marche tra le stesse San Benedetto, Porto Recanati, Ancona e Senigallia tanto per fare qualche esempio, dove la spiaggia è tuttaltro che uniforme.

Dunque un autunno denso di problematiche da risolvere, alcune delle quali in maniera anche urgente, per evitare che qualcuno si ritrovi a giochi già decisi.

Commenti
Ci sono 8 commenti
Cornelio 2013-10-04 09:09:19
Poverini... solo i bagnini sembra che paghino le tasse... ai lavoratori autonomi la tassazione è arrivata al 60%... e non fanno attività su beni pubblici affittati a prezzi irrisori... Monachesi si comporta da piccolo Monarca.... Fosse per lui la spiaggia se la compra tutta... e pretende anche di pagarla due spiccioli.
Gigi 2013-10-04 09:30:11
“E’ come se potessimo affittare un negozio per 12 mesi, poi dovessimo restituire le chiavi dopo 6 ma continuare a pagare l’affitto per tutto l’anno” commenta il presidente del Sib Senigallia Giancarlo Ciccolini.
E ALLORA SMONTASSERO LE CABINE E TOGLIESSERO TUTTO A FINE STAGIONE INVECE DI OCCUPARE SPAZI DI DEMANIO PUBBLICO!
E PIU' IMPORTANTE ANCORA, PAGASSERO LE TASSE! VISTO CHE LE LORO DICHIARAZIONI DEI REDDITI SONO VERGOGNOSE!!!
Cornelio 2013-10-04 11:32:34
Non solo le loro dichiarazioni sono vergognose... vogliamo parlare di quanto costa un affitto commerciale nella nostra Senigallia e quanto invece costa a loro l'affitto di un bene pubblico? Il fratello una persona che conosco, che fa il bagnino, evade almeno il 60% di tasse (altrimenti, lui dice, non si tira avanti)... Infatti il malcapitato ha una o più case di proprietà in centro storico (ma qualcuna sarà intestata alla moglie nullafacente... tanto per eludere il fisco...) e gira "disivoltamente" in Audi... La "fame"... che brutta bestia.
LUCKY 2013-10-04 14:19:29
Ma con quale faccia si lamentano !!! Dichiarazioni dei redditi vergognose, pagano canoni risibili e si lamentano pure ? La vita si è fatta più dura per tutti, se non l'avessero ancora capito, ed i privilegi stanno lentamente scemando per tutti, quindi se fino adesso hanno avuto agevolazioni, si mettessero il cuore in pace.
remo la barca 2013-10-04 17:17:07
"il canone demaniale allungato anche ai mesi autunnali e invernali senza però che l’attività possa produrre reddito per quei mesi, come previsto dal piano degli arenili. “E’ come se potessimo affittare un negozio per 12 mesi, poi dovessimo restituire le chiavi dopo 6 ma continuare a pagare l’affitto per tutto l’anno”
2 lettini ed un ombrellone in prima fila costano dai 600 agli 85o euro, ed in alcuni stabilimenti sei vuoi la prima fila hai l'obbligo di prendere anche la cabina, e il prezzo aumenta.
una concessione media con 100 ombrelloni nella spiaggia di levante assicura un guadagno pulito in sei mesi che s'aggira dai 50000 ai 60000 euro a stagione. è giusto che i canoni demaniali vengano pagati solo per sei mesi!!!!!!! il guadagno lo prendete per tutto l'anno!
Serio 2013-10-04 18:50:53
Monachesi è con un piede sulla spiaggia e uno in comune, da una parte fa l'imprenditore e piange miseria e dall'altra cerca di cambiare le regole. Ora piangono per il canone su 12 mesi? E della pizzeria al Piccolo Lido ne vogliamo parlare? O vogliamo parlare delle vergognose dichiarazioni dei redditi? Altro che 50/60 mila, ci sono attività che superano abbondantemente i 100mila euro e se va bene ne vengono dichiarati il 30%...ma fatemi il piacere! Ci sono famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese e questi chiedono privilegi, Monachesi ha mai fatto la stessa battaglia per le tasse che pagano i cittadini senza riecevere in cambio dei servizi adeguati? No, quindi di cosa vogliamo parlare?
Fiorenzo 2013-10-05 08:21:27
Se avere una concessione demaniale e' una rimessa perché non la riconsegnano al comune?????
Pinella 2013-10-05 08:35:12
Io la mobilitazione la farei per capire come mai i bagnini dichiarano in Italia mediamente 13600 euro e uno stabilimento può arrivare a costarne 600000, così da dover aspettare 80 anni per rientrare dall'investimento. Per risolvere l'arcano ci vorrebbe il commissario Montalbano.
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