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Senigallia, continua lo sgombero dell’ex cantiere Navalmeccanico

Varata (col botto!) la seconda imbarcazione che finisce a urtare una banchina - FOTO

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Senigallia Lavoro
Il varo della seconda imbarcazione del cantiere ex Navalmeccanico, al porto di Senigallia

E anche la seconda imbarcazione tocca finalmente l’acqua. Continuano i lavori di sgombero dell’ex cantiere Navalmeccanico, al porto di Senigallia: martedì 20 novembre 2012 è toccata al secondo peschereccio prendere la via del mare, anche se il varo questa volta, non è stato senza problematiche.

I lavori per la messa in acqua della seconda motonave sono stati un po’ più lenti, viste le notevoli dimensioni e il peso, e hanno comportato il rivedere le manovre per cercare di non urtare le banchine della darsena dietro il Club Nautico, dove solitamente sostano alcuni pescherecci.

Ma il varo è stato ritardato anche per poter consentire alla Giunta al completo – con tanto di portavoce – di assistere alle operazioni che hanno visto il mezzo di ben 33 metri di lunghezza e oltre 7 di larghezza scendere velocemente in acqua.

L’imbarcazione, dal peso di ben 250 tonnellate, è andata però oltre: pur legata alle cime che dovevano limitarne il moto (forse un po’ lunghe), è finita ad urtare la banchina dal lato dell’hotel La Vela, rompendo un braccio meccanico. Un bel botto ma nessun danno per la motonave, che poi con l’ausilio di una batana della Gestiport è stata spinta (mentre un muletto la trainava) a fianco della prima imbarcazione (“sole” 70 tonnellate per 18 metri di lunghezza e 5 di larghezza), come si può vedere dalla galleria di FOTO.

A osservare le manovre, oltre alla giunta comunale con il Sindaco in testa, c’erano anche i comandanti della Capitaneria di porto di Senigallia e Ancona, i responsabili e gli addetti della Gestiport, i responsabili dell’ente tecnico di certificazione per il varo “Bureau Veritas” di Ravenna, molti degli ex lavoratori del cantiere Navalmeccanico e tanti curiosi che hanno seguito il varo con attenzione e – qualcuno – anche con commozione.

Dopo trentanni finalmente i lavori procedono spediti e non si esclude la possibilità di accelerarli mettendo in acqua un’altra motonave (di pari dimensioni e peso della seconda) prima della fine della settimana, anche se ancora vanno innanzitutto verificati i margini di manovra per evitare altri urti.

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