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La Città Futura sull’assistenza ai disabili: “Soddisfatti, ma serve riorganizzazione”

Girolametti: "Da noi disappunto per la riduzione del servizio, ma Senigallia primeggia nella provincia"

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Scorcelletti - Laboratorio Analisi
Mezzo per il trasporto di disabili

La “Città Futura” esprime soddisfazione per la soluzione individuata dalla amministrazione comunale e in primo luogo dall’assessore Volpini riguardo all’assistenza individuale educativa alle persone in condizioni di handicap. Nell’incontro con le famiglie interessate, il Comune ha preso l’impegno di garantire la totalità dell’orario di assistenza anche nel mese di agosto per i casi gravi e particolarmente gravi.

Avevamo espresso il nostro disappunto per la brusca riduzione del servizio e la modalità della comunicazione alle famiglie e di conseguenza avevamo sollecitato una soluzione accettabile in tempi brevissimi.

E’ bene però ricordare che a fronte della quasi scomparsa del fondo nazionale  per il sociale, il comune di Senigallia sta garantendo ai cittadini gli stessi livelli di assistenza con fondi propri, e per quanto riguarda l’impegno orario di assistenza educativa per l’handicap, Senigallia è di gran luga al 1° posto tra i comuni della provincia.

La “Città Futura” si impegna perchè questo primato venga mantenuto e reso ancora più significativo attraverso una doverosa riorganizzazione del servizio che, con una gradualità di interventi, garantisca proprio coloro hanno maggiori necesità.

Commenti
Ci sono 7 commenti
Cinzia Ruggeri 2012-08-05 10:52:49
Riorganizzzare!?! Un eufemismo sinonimo di tagli
Carlo Girolametti 2012-08-05 16:15:11
Significa che nonostante i tagli governativi riusciamo a garantire le stesse risorse con fondi nostri quest'anno e ci impegnamo a farlo anche per l'anno prossimo. Ma se dalla UMEE avremo un incremento di casi come quest'anno (da 126 a 139)sarà indispensabile rinunciare al rapporto 1 a 1 operatore-utente e stabilire un criterio di intervento che tenga conto sia della gravità del caso che, sopratutto, delle risorse della famiglia. Proprio per tutelare chi ha più necessità.
Francesco 2012-08-05 17:19:57
" una doverosa riorganizzazione del servizio" può e deve passare attraverso un osservatorio sull'handicap dove le famiglie e le loro organizzazioni possano partecipare e concertare con l'Amministrazione Comunale con l'UMEE/UMEA.Solo con la concertazione c'è una spiegazione, una esposizione delle ragioni che sorregono le decisioni. le porte chiuse della Chiesa dei cancelli non sono un segnale positivo ed è per questo che sostengo la manifestazione di Lunedì pomeriggio.
Cinzia Ruggeri 2012-08-05 21:00:39
Caro Carlo, superare il rapporto 1 a 1 significa TAGLIARE il servizio di assistenza educativa famigliare, per formare piccoli "ghetti" di disabili, affidati ad un unico operatore, fuori dal contesto famigliare e senza garanzie di integrazione e di rispetto dei piani educativi individualizzati. Noto con dispiacere che Sel si sta arroccando ancora una volta dietro giochi lessicali che conciliano solo apparentemente il suo stare al governo della città e appoggiare chi è contro
Carlo Girolametti 2012-08-06 09:13:23
Sono daccordo con Francesco sulla concertazione a prescindere o men dallo strumento osservatorio. A Cinzia dico che il rapporto 1 a 2, per una certa tipologia di casi e a prescindere dai costi, è cosiderato vantaggioso dagli stessi operatori dell'UMEE/UMEA. Quindi altro che ghetti, ma oggi abbiamo addirittura casi di 2 disabili nella stessa casa assistiti nello stesso orario da 2 operatori;anche a te sembrerà insostenibile. E concludo con un mio punto di vista: bisogna uscire dal concetto di assistenza "risarcitoria" all'handicap e considerarla solo una forma di assistenza gestita in base a criteri tipo ISEE . A parità di costi, quindi non tagliando!
Dario Romano 2012-08-06 09:16:44
Concordo il commento del collega Carlo Girolametti. Signora Ruggeri, pur comprendendo perfettamente la sua posizione, la situazione reale è questa. Il Comune ha "tagliato", proprio per essere diretti, in tutti i settori di propria competenza, salvando solo il "sociale" e il "turismo". Sull'assistenza alle persone disabili: a fronte delle medesime risorse del 2011 esiste una maggiore domanda (da 126 a 139 significa +10%). E' chiaro che l'unico modo ragionevole in cui procedere è quello della riorganizzazione, perchè la logica con la quale si procedeva prima non può essere più valida, purtroppo. Se andassimo a controllare i dati delle altre realtà della provincia di Ancona, ci si accorgerebbe facilmente che Senigallia primeggia per quantità e qualità di servizio offerto alle persone disabili. E' per questo motivo che, ovviamente, la domanda è aumentata. La riorganizzazione è volta, come dice giustamente Carlo, a stabilire dei criteri di intervento e di priorità, ma dire che il Comune di Senigallia "taglia" sui fondi per l'assistenza ai disabili è una affermazione fuorviante e inesatta.
La vera cosa triste di questa faccenda, ahimè, è la strumentalizzazione politica della questione, che è solamente dannosa per le persone affette da handicap e le relative famiglie. Non pensavo si potesse arrivare a tanto, ma oramai non mi stupisco più di niente.
Cordialmente
Dario Romano
Consigliere comunale Vivi Senigallia
Cinzia Ruggeri 2012-08-06 10:03:42
Noto con grave disappunto che le vostre posizioni sono improntate da una concezione ragionieristica e denotano scarsa conoscenza del problema. Se conosceste i c.d. utenti capireste benissimo che le proposte di "razionalizzazione" da voi paventate sono insostenibili. In quanto alla UMEE stendiamo un velo pietoso, nonostante gli sforzi delle psicologhe, che riescono a malapena a far fronte ai loro adempimenti causa drastici tagli del personale, non si fanno più neanche i PEI. Ma voi sapete cosa sono i PEI e che importanza hanno?
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