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Il Comitato Valcesano interviene sul’impianto biogas di Fano

Doppia critica al consigliere comunale Luciano Benini, chiesto un confronto

Luciano Benini

Questi burocrati, troppo pagati ed incontinenti. Sia chiaro, per burocrati non intendiamo i dipendenti pubblici, ma i funzionari ed i dirigenti, pagati troppo rispetto ai pari grado del settore privato e convinti di essere impunibili.
Interveniamo solo dopo una settimana dalle stupefacenti dichiarazioni rilasciate dal sig. Luciano Benini ad un giornale locale, perché abbiamo preferito lavorare sodo, sollecitati dal Comitato di Tombaccia, e di concerto con il Sindaco di Fano, a porre un fermo all’autorizzazione dell’impianto a biogas di Tombaccia-Monteschiantello.

Grazie al convinto apporto del Sindaco ciò è avvenuto, possiamo quindi dedicare 5 minuti alle “esternazioni” in questione.

Precisiamo subito che Benini ha sbagliato due volte, in termini pesanti e non giustificabili.
La prima, nel metodo.
In qualsiasi paese dell’Europa civile, il sig. Benini sarebbe stato licenziato in tronco dal suo incarico di lavoro per manifesto sviamento del proprio ruolo.

Come si permette il Benini, dirigente Arpam, di usare i giornali per tessere le lodi di un impianto invasivo e dannoso, nonché inutile e fonte di spreco aggiungiamo noi?

Ricordiamo ai dimentichi che l’Arpam non solo avrebbe potuto essere chiamata ad esprimere un parere sull’impianto “de quo”, come peraltro è accaduto, ma addirittura sarebbe stata chiamata, in caso di realizzazione dello stesso, a vigilarne il corretto funzionamento.

Che ne direbbe un tifoso di qualsiasi sport se l’arbitro, prima di entrare in campo, dettasse il risultato finale della partita? L’arbitro sarebbe perseguito sia dalla giustizia sportiva che da quella civile.

Si potrebbe obiettare che il sig. Benini non ha parlato del suo settore di competenza. A maggior ragione valgono i nostri addebiti per l’evidente invadenza di competenze altrui, dato che nessun soggetto giuridico, Arpam compresa, lavora a comportamenti stagni.

La seconda nel merito. Il sig. Benini è consigliere comunale di Fano.
Ve lo immaginate se fosse stato il Sindaco od “autorevole” esponente di una qualsiasi maggioranza?
I cari amici di Tombaccia si sarebbero beccati l’impianto e sarebbero stati “gratificati” come ignoranti e retrogradi.

Ma ciò che ci stupisce di più non è il comportamento del soggetto in questione, ma l’increscioso silenzio di tanti fustigatori pubblici.

Niente come questi episodi da l’idea della crisi morale di questo nostro amato Paese.
Mentre si impongono sacrifici ai pensionati ed ai lavoratori e alle imprese, registriamo il più alto tasso di corruzione dell’Europa occidentale, forse con l’eccezione della Grecia, ed il più basso tasso di efficienza della burocrazia pubblica.

Al sig. Benini non consigliamo niente, sarà sempre un piacere affrontarlo nelle vertenze territoriali, l’abbiamo già fatto ed abbiamo sempre vinto.

Al Sindaco di Fano ed al comitato di Tombaccia il nostro ringraziamento, la vicenda di Monteschiantello farà testo in tutte le Marche, come quelle precedenti di Civitanova Marche e Montecosaro.

Giustamente il Sindaco Aguzzi ha dichiarato ai giornali che la vicenda non è finita; a lui rinnoviamo la nostra disponibilità per blindare in modo definitivo la sua decisione.

Offriremo la nostra collaborazione con piacere e con il rispetto dovuto alle Istituzioni che si schierano al fianco dei cittadini.


da Coordinamento dei Comitati di difesa delle valli Metauro, Cesano e Candigliano

Commenti
Solo un commento
Luciano Benini 2012-06-12 13:19:04
All'indomani dell'incidente di Chernobyl fondai a Trieste il "Comitato di informazione sulla contaminazione radioattiva" che divenne famoso in tutto il triveneto stampando giornalmente e poi settimanalmente migliaia di volantini con i dati e le indicazioni vere sulla pesantissima contaminazione radioattiva del Triveneto. Fui minacciato, mi assicurarono che mi avrebbero licenziato, tenni duro e ottenni l'apprezzamento di migliaia di persone, al punto che la mia amministrazione dovette ammettere che quello che facevo era giusto ed inattaccabile.

Questa premessa per dire che ho sempre apprezzato l'operato dei Comitati e anche oggi faccio parte di diversi di questi quando non sono incompatibili con il mio lavoro all'ARPAM. Conosco e apprezzo quanto ha fatto e sta facendo il "Coordinamento dei Comitati di difesa delle valli Metauro, Cesano e Candigliano" di cui fanno parte tante persone a me molto care. Non cadrò dunque nell'errore di prendermela col coordinamento in quanto tale per le affermazioni diffamatorie, calunniose e prive di fondamento con le quali sono stato attaccato. E di certo non avrei risposto al meschino che le ha scritte se non le avesse mandate a mezzo mondo, il che mi costringe a ribattere alle accuse.

Nel merito: il giornalista che ha riportato il 31 maggio le mie affermazioni ha già avuto modo di scusarsi con me quando gli ho fatto presente che io avevo parlato come cittadino e non come dirigente ARPAM. Il giornalista mi aveva chiesto la differenza fra impianti a biomasse e impianti a biogas, e poi mi aveva chiesto che tipo di problematiche poteva avere un impianto a biogas. Avevo spiegato le varie problematiche esistenti, accentuate nel caso di impianto a poche decine di metri dalle case. Che dunque io abbia affermato che un impianto a biogas è non presenta problematiche ambientali è del tutto privo di fondamento. Nello specifico, come dipendente ARPAM grazie anche a quanto ho scritto sulle problematiche di rumore e campi elettromagnetici la Regione ha dovuto rimandare la decisione, oltre alle considerazioni degli altri colleghi, dell'ASUR e dei Vigili del Fuoco. Sono così rispettoso a non confondere il mio ruolo all'ARPAM con quello di consigliere comunale che quando in consiglio comunale si discute di problematiche che possono avere a che fare con l'ARPAM, non solo non voto ma esco dall'aula non partecipando neppure alla discussione. Dunque la prima questione, quella del metodo, è del tutto priva di fondamento.

"Al sig. Benini non consigliamo niente, sarà sempre un piacere affrontarlo nelle vertenze territoriali, l'abbiamo già fatto ed abbiamo sempre vinto": quando? Dove? Ma soprattutto: visto che il mio compito all'ARPAM è la tutela dell'ambiente e, di conseguenza, della salute dei cittadini, secondo quanto stabilisce la legge, io non mi sento affatto "avversario" dei comitati ma semmai alleato, vedendo in questi una necessaria forma di pressione e partecipazione dei cittadini alle scelte che più li coinvolgono.

Infine: liberi di ringraziare il Sindaco, il quale però in questa vicenda a mio avviso, come ho abbondantemente spiegato sui mezzi di informazione, ha solo demeriti, ritardi e incapacità ad affrontare i problemi (ricordo solo che il Sindaco Aguzzi votò contro una mia proposta di vietare sul territorio comunale ogni presenza di impianti nucleari: per fortuna poi il referendum ha spazzato via ogni possibilità di nucleare in Italia).

Cordiali saluti

Luciano Benini

libero cittadino



P.S. Io so bene chi si nasconde dietro la firma "Coordinamento dei Comitati di difesa delle valli Metauro, Cesano e Candigliano": siccome la stragrande maggioranza dei membri del Coordinamento sono brave persone, secondo me farebbero bene a dissociarsi da chi ha scritto questa accozzaglia di falsità.
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