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Giro di vite nelle discoteche di Senigallia: controlli sui buttafuori

Blitz della Polizia: gli addetti devono segnalare atti illeciti all'interno dei locali notturni

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Nel mirino dei controlli della Polizia le discoteche di Senigallia. E soprattutto il ruolo e l’attività dei “buttafuori“, il personale addetto ai servizi di controllo all’interno dei locali “rei” di non essere – secondo la Prefettura e dalla Questura di Ancona – ‘sufficienti ad evitare l’introduzione nei luoghi di divertimento di sostanze stupefacenti e a limitare, tra i giovani, l’uso di tali sostanze‘.

Proprio l’ultimo caso – quello di un giovane 22enne di Senigallia, D.C., trovato in possesso di un quantitativo di marijuana per uso personale – segnalato come consumatore al Prefetto ha fatto prendere la decisione di stringere con verifiche sull’idoneità degli addetti nei locali della movida notturna senigalliese.

Infatti, compito principale dell’addetto – che peraltro non può assolutamente usare armi, ma deve immediatamente segnalare alle Forze dell’ordine eventuali illeciti e prestare massima collaborazione in caso di intervento degli agenti di polizia – è l’osservazione degli ambienti interni del locale, per riscontrare l’eventuale presenza di sostanze illecite o di materiale pericoloso, e il controllo visivo delle persone che entrano nel locale, per scongiurare l’introduzione di sostanze e di materiale di tal genere.

I controlli effettuati in questi giorni sui buttafuori di Senigallia non hanno finora fatto riscontrare irregolarità, anche se alcune singole posizioni sono ancora al vaglio degli agenti.

Il pacchetto sicurezza del 2009 – L. 94/2009 – aveva infatti regolamentato in maniera dettagliata la figura dell’addetto ai servizi di controllo, ovvero del buttafuori, facendone una vera e propria figura professionale, appositamente formata e destinata a svolgere precisi compiti in collaborazione con le Forze dell’ordine.

A partire dal 1 gennaio 2011, gli addetti ai servizi di controllo debbono inoltre essere obbligatoriamente iscritti all’albo, uno specifico elenco gestito dalla prefettura locale, il quale è sottoposto a revisione ogni due anni.

In caso di perdita dei requisiti previsti per l’iscrizione o di messa in atto di comportamenti contrari alla legge, l’addetto ai servizi di controllo può essere infatti cancellato dall’elenco, con conseguente perdita del posto di lavoro.

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