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Senigallia e il concorso di idee per Hotel Marche, giardini Morandi ed ex Iat

Fiamma Tricolore: "Serve progetto lungimirante perchè Senigallia torni ad essere gioiello nel turismo"

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Sci Club Senigallia

Hotel Marche a SenigalliaL’assessore Ceresoni ed i tecnici comunali di Senigallia stanno lavorando per presentare entro la prossima primavera il concorso di idee per ridisegnare il nuovo volto del comparto in cui è inserito l’Hotel Marche, i giardini Morandi e l’ex-palazzetto del turismo poi divenuto IAT.

In merito a quest’area strategica esprimiamo delle considerazioni:

1) come è stato spiegato in maniera molto chiara dall’Ing. Paolo Landi, Senigallia ha bisogno di un progetto lungimirante che riguardi l’integrazione urbanistica-mobilità-turismo.
Perché? Senigallia, negli ultimi anni, registra risultati turistici positivi; chiediamo a Ceresoni: sono state studiate e analizzate le cause? Oltre alle manifestazioni del Summer Jamboree e Caterraduno che richiamano turisti da tutta Italia, ci sono altre ragioni alla positiva affluenza turistica?
Noi crediamo che tra queste ci siano: in primo luogo le caratteristiche ambientali (mare, spiagge), i servizi connessi, l’assetto complessivo della località, adeguate strutture ricettive pubblico-private, oltre alla professionalità ed all’ospitalità offerte in stretto rapporto con i costi.
Chiediamo pertanto all’assessore Ceresoni, se si ha intenzione di apprezzare queste valutazioni: quali i programmi che incideranno sull’assetto urbanistico per i prossimi anni? E’ stata giusta la scelta di estrapolare l’ex Hotel Marche dal suo comparto d’area? Come inserire il comparto in armonia con il porto, l’ex-italcementi, il centro storico e il turismo?

2) Tra gli obiettivi dell’assessore Ceresoni c’è quello di cambiare la destinazione d’uso dello IAT e di pedonalizzare il lungomare Marconi. Sarebbe un’ulteriore «variante a pillola» strumento tecnico criticato ampiamente dallo stesso assessore negli anni ’90 quale esponente dei Verdi, opponendosi allo stesso «metodo» delle giunte Mariani.
Inoltre chiediamo: perché bandire un concorso internazionale per ridisegnare l’area? Per aiutare i soliti amici? Crediamo che non ci sia bisogno di ulteriori incarichi ad esperti, studiosi, consulenti, progettisti perché è già tutto previsto nel Piano dei Lungomari (Piano di Costa) e nel Piano Cervellati, cioè nel Piano Regolatore Generale. E soprattutto perché a Senigallia ci sono professionisti che conoscono la storia e la specificità della città meglio di chiunque altro.

Movimento Sociale Fiamma Tricolore3) Dalla vendita dell’Hotel Marche, il Comune di Senigallia intascherà 742 mila euro di oneri di urbanizzazione destinati all’acquisto dello IAT dalla Regione Marche. Ci sembra assurdo, visti gli investimenti e lo spreco di denaro pubblico degli scorsi anni.
La Regione Marche (quando regnava l’idea dell’economia pubblica a tutti i costi ed in tutti i settori) comprò l’Hotel Bagni da privati e dopo poco tempo lo trasferì alla Provincia, destinando l’edificio a scuola e poi a centro per l’impiego. La Regione fagocitò anche il Palazzetto del Turismo (oggi IAT) abolendo per sempre l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Cura (prima sede in Italia insieme a quella di Cortina d’Ampezzo) che lì aveva sede e per la quale era stato realizzato, per inventarsi prima varie APT e poi l’Azienda Turistica Unica Regionale.
Noi della Fiamma Tricolore crediamo che la Regione dovrebbe come minimo restituire alla città di Senigallia lo IAT senza chiedere un euro in cambio. E quindi i 742 mila euro (o parte di essi) potrebbero essere investiti per migliorare il rapporto costi/servizi di tutto il comparto Turismo (alberghi, ristoranti, bar, stazioni balneari, campeggi), cioè migliorare, come più volte ha spiegato l’assessore Curzi, l’offerta di tutti gli operatori.

4) Per noi della Fiamma Tricolore l’area in questione ha anche un significato storico-affettivo. L’Hotel Bagni, il primo stabilimento balneare (elioterapico) venne realizzato da papa Pio IX con una piattaforma sul mare davanti all’Hotel, che di fatto dette l’avvio alla storia turistica della città di Senigallia. Poi è seguito il potenziamento e la modernizzazione degli anni ’20 e ’30 con la Rotonda, i due lungomari, più alberghi, l’Azienda di Soggiorno, le colonie per i bambini e negli anni ’60 e ’70 la ristrutturazione degli alberghi e la costruzione dei sottopassi di collegamento al mare.
Ci auguriamo che per l’intero comparto prevalga il buon senso, che torni ad essere il “gioiello di famiglia”, magari inserito in un progetto più ampio e lungimirante affinché Senigallia riconquisti il proprio genius loci, la propria anima e specificità, torni ad essere la Spiaggia di Velluto, che valorizzi il proprio passato inserendosi da protagonista nel III millennio.

da Riccardo De Amicis
Fiamma Tricolore Senigallia

Riccardo De Amicis
Pubblicato Martedì 10 gennaio, 2012 
alle ore 15:00
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