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Dario Barucca, ennesima morte per amianto a Senigallia

Ancora un operaio ex Sacelit deceduto. Montanari (Ala): "Istituzioni lontane, nessun controllo effettuato"

Associazione Lotta all’AmiantoLa scorsa notte, presso l’ospedale di Senigallia è deceduto un altro ex operaio della Sacelit di Senigallia. Si tratta di Dario Barucca, ennesima VITTIMA DELL’AMIANTO che in questo periodo sta mietendo morti a ripetizione. E purtroppo, come più volte ribadito dal sottoscritto, la curva salirà sino al 2020, anche se la cosa sembra non interessare più di tanto chi dovrebbe invece tutelarci dal rischio amianto a Senigallia.

Quest’altra morte coinvolge in maniera anche più stretta l’associazione ALA, in quanto Dario Barucca era un consigliere fondatore sin dal 15 marzo 2004.

Persona buona ed umana come poche, anche lui colpito dall’amianto, che da anni lo costringeva ad uscire poco e per il quale era portatore di malattia professionale riconosciuta dall’INAIL.

I funerali di Dario Barucca sono stati officiati lunedì 22 febbraio alle ore 15 presso la Chiesa di Santa Maria Goretti.

L’associazione ALA per nome del presidente Carlo Montanari e tutti i suoi componenti sia del direttivo che soci, si uniscono al dolore della famiglia.

A seguito di questa ennesima vittima dell’amianto, il sottoscritto è costretto per l’ennesima volta a far rimarcare quanto siano state lontane sia l’Amministrazione comunale che le istituzioni sanitarie e di Medicina Preventiva nei riguardi del problema che a Senigallia sembra un tabù.

Siamo molto indietro rispetto a tante altre città dove le Amministrazioni si sono impegnate per sollecitare gli organi regionali preposti per iniziare un censimento ed una prevenzione capillare in particolare sugli ex dipendenti Sacelit ancora vivi, la maggior parte dei quali purtroppo ammalati.

Ci era stato promesso un controllo capillare del dipartimento di prevenzione alla salute pubblica sin dal mese di settembre dello scorso anno. Ma ancora siamo lontani per via della burocrazia che passa sopra a tutto ed in questo caso alla salute di persone sfortunate per aver lavorato a contatto con l’amianto.

Amianto che si sapeva fosse cancerogeno sin dal 1960, ma non si doveva dire per “MOTIVI POLITICI”. Dichiarazioni uscite di bocca recentemente anche da parte di un ex dirigente della Asur.

Rinnovo, quindi l’impegno per la verifica di un censimento della città di Senigallia e di un sollecito controllo medico promesso da tempo.

Purtroppo nessun esponente di qualsiasi partito poltico della città – ad eccezione del consigliere comunale e candidato a sindaco prof. Roberto Mancini – ci sta dando una mano per poter affrontare questo delicato problema sanitario.

Con i morti non si risolvono i problemi: ed è ora di avere il coraggio di CHIEDERE SCUSA per quanti muoiono e continueranno a morire per colpa dell’amianto.

Il Presidente ALA
Carlo Montanari

Carlo Montanari
Pubblicato Lunedì 22 febbraio, 2010 
alle ore 15:50
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Commenti
Solo un commento
Alberto Diambra 2010-02-22 16:38:16
Amianto in via Tevere
Purtroppo l'Amm.ne Comunale di Senigallia è refrettaria a bonificare le aree infestate dall'amianto.In via Tevere ,già denunciato a mezzo stampa la presenza di amianto in infrastrutture abusive su terreno comunale, che doveva essere attrezzato a verde, il Vice Sindaco Ceresoni ribadiva che esiste un'ordinanza di sgombero ,la 604 i cui termini sono scaduti già da Gennaio.Le infrastrutture in amianto sono sempre al loro posto anche con il beneplacido dell'ASUR che ha dichiarato che al tatto non sono friabili.Detto materiale presenta sfilacciamenti dovuti al tempo e a rotture accidentali in quanto materiale di recupero reperito abusivamente chissa dove, per costruire le infrastrutture abusive,la zona è infestata da pezzi e se non è pericolosa questa situazione si deve attendere forse ,per il dirigente dell'AZUR che si manifesti, chissà quale altro fenomeno!!Gia una parte di amianto ,anche in peggiori condizioni è stato asportato abusivamente e chissà dove è stato smaltito ,speriamo non nelle acque del Misa!Si chiede al Sig.Sindaco Angeloni e al vice Sindaco Ceresoni dove è stato portato,in quanto il terreno è di proprietà COMUNALE e, se si attende prima di eseguire un intervento di bonifica che sparisca anche iul rimanente amianto.
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