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Senigallia: è morto Mario Reginelli, ennesima vittima dell’amianto

l funerale verrà officiato sabato 29 luglio presso la chiesa Parrocchiale di San Silvestro

La ciminiera dell'ex Sacelit Italcementi a Senigallia

Lo scorso 26 luglio è deceduto l’ex operaio SacelitMario Reginelli, di anni 76. Il funerale verrà officiato sabato 29 luglio alle ore 9 presso la chiesa Parrocchiale di San Silvestro. Poi, seguirà l’accompagno al cimitero di Montignano. L’Associazione Ala, a nome del presidente Carlo Montanari, si unisce al lutto che ha colpito la famiglia, formulando le più sentite condoglianze.

Mario Reginelli è l’ennesima vittima della volontà ottusa ed egoista delle Istituzioni ! Quelle stesse Istituzioni, tutte colpevoli di non aver mai voluto dire che l’amianto fosse una sostanza cancerogena. Eppure lo sapevano, ma FINGEVANO DI NON SAPERLO !

Non potrò mai dimenticare, la dichiarazione rilasciata alla produzione video dell’ALA “Amianto, una storia di morte”
(LINK: https://www.youtube.com/watch?v=6GOUo13QTUo )  in cui, un sindacalista affermò che dagli anni ‘70 era a conoscenza della cancerogenicità dell’amianto.
L’amianto killer continua a mietere vittime e, come si diceva, la punta massima arriverà nel decennio 2020-2030. Nonostante la legge sulla messa al bando dell’amianto, le normative di Legge risalgono a 25 anni fa.
Pochissimo è stato fatto relativamente a: mappatura e censimento di edifici della città, controlli periodici di ex dipendenti Sacelit (al di fuori di due screening), sistemazione di vecchie linee di tubazioni in amianto-cemento che trasportano acqua potabile, controlli di presenza di fibre milioni fibro/litro secondo le normative ed indice di aggressività, che non deve superare 12.

A tal proposito l’Ufficio preposto dell’Asur, diretto negli anni passati dal dott. Giovanni Fiorenzuolo, avrebbe potuto preoccuparsi maggiormente.
Manca un registro dei mesoteliomi e manca la statistica sull’andamento di casi di vari tumori da amianto verificatosi nella città di Senigallia che, come molti ricorderanno, dal 1943 al 1982 ha subìto la presenza della fabbrica Sacelit che produceva manufatti in cemento-amianto, con relativi scarichi di acque reflue della lavorazione in mare e scarico di tonnellate di prodotti in cemento-amianto rotti e scaricati alla Cava di San Gaudenzio a Senigallia.
Tornando alla morte di Mario Reginelli, lo ricordo come persona onesta e lavoratore serio. Un buono con il prossimo. Una morte derivante da amianto per chi lavorato alla Sacelit, e non solo, che non sarà certamente l’ultima di una lunghissima serie. RIFLETTETE.

da Carlo Montanari

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