Senigallia Cambia – AVS: “Altro che ‘cittadella del sapere’, si perdono pezzi”
"La politica culturale della giunta senigalliese è un carrozzone dell'improvvisazione che perde pezzi a ogni curva"

È di pochi giorni fa la conferma da parte dell’immaginifico assessore alla Cultura Massimo Bello della cancellazione, per la stagione 2026, del Festival del Giallo, kermesse che dal lontano 2012 segnava una tappa importante degli appuntamenti turistici e culturali dell’agosto senigalliese.
L’evento, che ha visto nel corso degli anni crescere il suo livello culturale e letterario, accompagnato da una crescente partecipazione di pubblico, eredità delle passate giunte di centro-sinistra, non era già presente nel cartellone promozionale dell’estate senigalliese ed è stato definitivamente sepolto dalle parole dell’assessore Bello. Parole che farebbero quasi sorridere se non contribuissero alla desertificazione culturale della città: l’assessore ribadisce che c’erano sia i fondi sia le disponibilità del Comune, ma che, a causa dell’insediamento solo a giugno dell’attuale giunta, non è stato possibile organizzare e garantire gli alti standard qualitativi della kermesse.
Ma signor assessore, dove era negli ultimi cinque anni? Chi è stato titolare delle politiche culturali dal 2020? Il presidente Riccardo Pizzi, che oggi siede dietro di lei in Consiglio Comunale. Chieda a lui perché non è stato possibile organizzare un evento di lungo respiro così importante, perché non c’è stata una programmazione culturale che non abbia avuto scadenze elettorali al massimo quinquennali. E ci risparmi le foglie di fico di disponibilità autunnali, riversando sugli organizzatori le vostre, le sue responsabilità. Sarebbe ora che a livello comunale, regionale e nazionale, questa maggioranza di destra si assumesse le responsabilità delle proprie politiche e del proprio (mal)governo.
Altro che Senigallia “città universitaria”, faro europeo della cultura! Qui siamo di fronte alla distruzione, a cominciare dal CaterRaduno, del buono che la destra senigalliese aveva ereditato.
Caro assessore, invece di sognare castelli volanti, eviti la desertificazione culturale della nostra città, convochi le associazioni giovanili e culturali senigalliesi, ascolti le loro idee e proposte, che da distruggere, in maniera cieca e ideologica, c’è rimasto ben poco.
Il Coordinamento di Senigallia Cambia-Cambia Senigallia – AVS


























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