Parità non è un gadget. È un diritto strutturale
Le donne della coalizione di centro sinistra di Senigallia per un'agenda delle buone pratiche di parità di genere

Mentre c’è chi riduce la dignità delle donne a un gadget elettorale da distribuire nei bagni dei locali, noi rispondiamo mettendo in rete competenze, diritti e una reale parità strutturale.
L’attuale scenario politico e culturale mostra un preoccupante arretramento sui diritti e sulla parità di genere, spesso ridotta a un mero adempimento burocratico. Le professioniste vengono sistematicamente sminuite nella narrazione pubblica, perfino dalle alte cariche dello Stato.
A questa tendenza regressiva si risponde facendo squadra con una presenza femminile forte e competenze. Questa componente traina con energia la coalizione in campagna elettorale, unendo uomini e donne con l’obiettivo fondamentale di superare i personalismi e gli stereotipi per rimettere al centro il bene comune attraverso azioni concrete, trasparenza istituzionale e una reale equità.
Proprio sul fronte della trasparenza, l’azione amministrativa deve trasformarsi da opzione a obbligo fondamentale, poiché i dati ufficiali del Comune di Senigallia evidenziano un profondo squilibrio interno. Come attesta il PIAO 2025-2027, nel 2024 i congedi parentali orari sono stati utilizzati al 100% dalle donne e allo 0% dagli uomini. Per sanare queste lacune, la coalizione intende introdurre analisi e monitoraggi approfonditi prima ancora che scattino eventuali sanzioni legislative, richiamando la direzione già tracciata dalla proposta di legge del Partito Democratico (A.C. 3568, aprile 2022). Questo testo, decaduto con il governo ma pienamente applicabile a realtà come Senigallia, mirava a rendre obbligatorio il bilancio di genere dal 2026 per i comuni sopra i 15.000 abitanti. Si tratta di riforme urgenti anche sul piano occupazionale, dato che il divario strutturale tra il rientro all’impiego delle madri e l’accesso ai servizi per l’infanzia rappresenta la prima causa di abbandono del lavoro sul territorio, alimentando un vuoto che a livello nazionale costa oltre 41.000 dimissioni all’anno. Mentre si consumano questi drammi occupazionali e sociali, la risposta delle destre si riduce a dinamiche di pura facciata.
Nelle ultime ore, i bagni di diversi locali della movida cittadina sono diventati il palcoscenico di un’operazione di marketing politico definita come un pinkwashing triste e paternalistico, caratterizzata dalla comparsa di pacchetti di assorbenti personalizzati con il nome e il logo di una candidata della maggioranza uscente. Questa iniziativa svilisce un presidio sanitario essenziale a semplice gadget da fiera, confondendo la vera politica di genere con il mero opportunismo elettorale. Il gesto appare in aperta contraddizione con la realtà vissuta da studentesse e lavoratrici, che subiscono il peso economico della Tampon Tax a causa delle finte promesse della politica nazionale. L’area politica della candidata viene infatti accusata di aver ostacolato e definanziato le tutele igieniche femminili nelle scuole e nelle università, portando avanti un’agenda di smantellamento dei diritti all’autodeterminazione. Regalare un assorbente brandizzato risulta un atto ipocrita se contrapposto al voto contrario al potenziamento dei consultori, agli ostacoli all’accesso all’aborto sicuro, alla colpevolizzazione delle donne senza figli e alla disattenzione verso il divario retributivo di genere.
Questo episodio di marketing cosmetico è solo l’ultimo tassello di un dibattito elettorale che, da parte delle forze a sostegno del sindaco uscente Olivetti, evidenzia una preoccupante assenza di reali tematiche femminili. L’analisi degli ultimi anni di amministrazione traccia un bilancio fortemente negativo per le politiche di genere sul territorio, segnato da episodi gravi come l’interrogazione di Fratelli d’Italia contro la mobilitazione femminista del 2021 e lo smantellamento del Consiglio delle Donne, modificato senza alcun confronto con le associazioni storiche. A ciò si aggiungono la totale assenza di una Commissione Pari Opportunità operativa, il silenzio dell’Assessora competente di fronte alla condanna per diffamazione di due consiglieri ai danni di un’esponente politica, e i ripetuti atteggiamenti di scherno in aula verso un’esponente d’opposizione. Sul piano ideologico, la maggioranza ha espresso posizioni contrarie alle quote rosa, ha strumentalizzato i femminicidi con presentazioni di testi legati all’estrema destra per alimentare pregiudizi sull’immigrazione, e ha promosso la controversa Festa dell’Uomo il 19 novembre, una ricorrenza non riconosciuta dall’ONU che ha valso alla città una ribalta nazionale negativa.
Di fronte a questo fallimento gestionale e culturale, alla futura amministrazione e al candidato Sindaco Dario Romano viene chiesto un netto e immediato cambio di rotta. Le richieste della coalizione sono chiare e strutturate: il ripristino di una Consulta Femminile istituzionale dotata di poteri reali e non solo rappresentativi, l’avvio di una programmazione culturale condivisa con tutte le associazioni per le ricorrenze del 25 novembre e dell’8 marzo, e l’apertura permanente a voci autorevoli capaci di promuovere parità, inclusione e tutele strutturali, lontano da ogni forma di becera strumentalizzazione e da interventi di facciata nei bagni di un locale. La dignità e il rispetto di sè stesse non passa attraverso vuoti slogan elettorali ma con atti sociali e quotidiani finalizzati alla consapevolezza di sè e alla denuncia chiara e sistematica degli episodi di sottomissione e violenza .
Ogni volta che una donna lotta per sé stessa, lotta per tutte!
Partito Democratico – Senigallia Cambia–Cambia Senigallia–AVS – Movimento 5 Stelle – Progetto Senigallia Riformista – Onda Civica
con Dario Romano candidato sindaco del centrosinistra


























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