Il caso Uno Bianca al Panzini di Senigallia
Incontro straordinario con Luciano Baglioni, il Sostituto Commissario della Polizia di Stato che fu tra i protagonisti delle indagini che portarono all'arresto della Banda

Lunedì 27 aprile si è tenuto, nella sala incontri dell’IIS A. Panzini di Senigallia, un incontro straordinario con Luciano Baglioni, il Sostituto Commissario della Polizia di Stato che fu tra i protagonisti delle indagini che portarono all’arresto della Banda della Uno Bianca.
L’evento, organizzato dai professori Giuseppe Santoro e Ilaria Cicetti nell’ambito dei percorsi di educazione alla legalità dell’istituto, ha visto la partecipazione di quattro classi seconde dell’indirizzo eno e di una classe terza del turistico, accolte insieme agli ex commissari della Polizia di Stato di Senigallia Meli e Vici. Davanti a una platea di studenti attenta, Baglioni ha ripercorso una delle pagine più buie della storia criminale italiana: sette anni di terrore, dal 1987 al 1994, durante i quali la banda seminò morte e paura tra Romagna, Marche e Bologna, lasciando sul campo 24 vittime, oltre cento feriti e decine di rapine ai danni di banche, uffici postali, distributori di carburante e caselli autostradali. A colpire i ragazzi è stata soprattutto la storia delle indagini: come Baglioni e il collega Pietro Costanza, due poliziotti della questura di Rimini, riuscirono quasi da soli — con pazienza, metodo e intuizione — a dare un volto ai criminali, scoprendo infine che al cuore della banda c’erano poliziotti in servizio, i fratelli Roberto, Fabio e Alberto Savi. A lasciare il segno nelle parole del relatore è stata anche la dimensione umana di quella stagione investigativa. “È stato un mestiere che ha richiesto enormi sacrifici”, ha dichiarato Baglioni, “ma lo rifarei mille volte.”
L’incontro ha offerto ai giovani non solo una lezione di storia, ma anche una riflessione sul valore delle istituzioni e sulla responsabilità di ciascuno nella costruzione di una società più giusta


























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