“Bene Piano della Regione da 140 milioni per contrasto al dissesto idrogeologico, ma…”
"... completamente dimenticato intero territorio delle valli Misa e Nevola già duramente provato da alluvioni ed eventi estremi"

Va certamente accolto con favore il Piano per il contrasto al dissesto idrogeologico presentato dalla Regione Marche in collaborazione con Genio Civile e Consorzio di Bonifica da 140 milioni di euro.
Interventi utili e necessari, peraltro in parte già previsti a partire dal 2018 dalle precedenti amministrazioni regionali, che toccano aree che presentano indubbie criticità o già colpite da calamità naturali.
La cura del territorio rappresenta una priorità assoluta, visti anche gli effetti dei cambiamenti climatici in atto e la necessità di mitigare il rischio.
Stupisce, tuttavia, la totale assenza dell’intero territorio della Valle del Misa e del Nevola. Gli annunci roboanti della Giunta sono riusciti a fuorviare anche la stampa, che ha dato di notizia di “nuovi” e in verità inesistenti interventi di messa in sicurezza per il fiume Misa. In realtà, il Piano ha escluso l’intero comprensorio, pur essendo quello purtroppo maggiormente colpito in anni recenti da devastanti alluvioni che hanno causato vittime e danni per miliardi di euro.
Evidentemente, sono state ritenute sufficienti le risorse già stanziate in precedenza e le opere previste, la maggior parte delle quali, peraltro, rimangono al momento solo a livello di progetti da realizzare in un futuro speriamo più vicino possibile.
È vero, il Governo Meloni ha stanziato 400 milioni di euro: un contributo significativo messo in campo nell’immediatezza, a poche settimane dall’alluvione del 15 settembre 2022. Non dobbiamo tuttavia dimenticare che questi fondi non coprono neanche un quinto dei danni causati dalle inondazioni, stimati come superiori ai 2 miliardi di euro.
Lo stesso rischia di avvenire per le opere di mitigazione del rischio idrogeologico. Bene le procedure avviate per la realizzazione di alcune vasche di espansione, ancora peraltro in fase embrionale (fatta eccezione per quelle di Bettolelle e Brugnetto, già avviate anni e anni orsono). Non c’è dubbio che il commissario Babini abbia provveduto ad opere importanti (e impattanti) sul fiume Misa, per esempio per ciò che concerne le arginature. Tuttavia, quanto fatto e quanto progettato, non può essere considerato come sufficiente per la messa in sicurezza integrale del territorio della Valle del Misa e del Nevola.
Il Piano presentato mercoledì 10 giugno avrebbe potuto rappresentare un’occasione importante per aggiungere altri piccoli tasselli nella nostra zona così complessa: spero tuttavia ci saranno altri provvedimenti, adeguatamente efficaci, nell’immediato futuro.
Maurizio Mangialardi
Consigliere regionale PD Marche


























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