Amministrazione Condivisa. Norme regionali e comunali
Alberto Di Capua: "La Regione Marche con la legge 23/2025, in attuazione del quarto comma dell'articolo 118 della Costituzione, promuove l'Amministrazione Condivisa attraverso il coinvolgimento attivo degli enti del Terzo settore"

La Regione Marche con la legge 23/2025, in attuazione del quarto comma dell’articolo 118 della Costituzione, promuove l’Amministrazione Condivisa attraverso il coinvolgimento attivo degli enti del Terzo settore per la programmazione e la progettazione, in comune, di servizi e interventi negli ambiti di attività di interesse generale.
Ma anche il Regolamento, trattante la medesima materia ed approvato dal Consiglio comunale due mesi fa, affronta la medesima tematica. Quali dunque le differenze e le somiglianze?
La distinzione tra la Legge Regionale Marche n. 23/2025 e il Regolamento per l’Amministrazione Condivisa (modello Labsus) non risiede in un conflitto, bensì nella loro natura giuridica e nel loro raggio d’azione. La Legge Regionale stabilisce “cosa” si può fare a livello macro (cornice legislativa), mentre il Regolamento di Senigallia spiega “come” farlo operativamente a livello micro (strumento comunale).
I punti chiave della differenza:
1. Natura Giuridica e Ambito di Applicazione
• Legge Regionale 23/2025 (Marche): È una fonte di diritto primario. Vincola l’intera Regione e fornisce la legittimazione politica e finanziaria. Definisce il ruolo degli ETS nel sistema regionale, recependo i principi del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017).
• Regolamento di Senigallia: È un atto amministrativo comunale (fonte secondaria). È un “modello” che i singoli Comuni adottano per tradurre i principi di sussidiarietà orizzontale in procedure quotidiane. Si concentra sulla gestione dei beni comuni (piazze, parchi, scuole).
2. I Protagonisti
• LR 23/2025: Si rivolge specificamente agli Enti del Terzo Settore (ETS) regolarmente iscritti al RUNTS. Definisce come questi possano co-programmare e co-progettare con la Pubblica Amministrazione.
• Regolamento di Senigallia: Va oltre gli ETS. Introduce la figura dei cittadini attivi, ovvero singoli individui o gruppi informali che non necessariamente sono costituiti in associazione, permettendo loro di prendersi cura della propria città.
3. Strumenti Operativi
• LR 23/2025: Valorizza le convenzioni e gli accordi di partenariato per la gestione di servizi pubblici e attività di interesse generale su scala regionale o provinciale.
• Regolamento di Senigallia: Lo strumento principe è il Patto di Collaborazione. È un contratto “leggero” e paritario tra Comune e cittadini per interventi di cura, rigenerazione o gestione condivisa di beni comuni urbani.
Si veda a questo punto la tabella comparativa nella foto in evidenza.
In sintesi: come convivono?
La Legge 23/2025 funge da “motore” che spinge i Comuni marchigiani a essere più aperti. Se un Comune della regione vuole applicare questa legge in modo capillare sul proprio territorio, lo fa solitamente adottando un regolamento ispirato a quello di Labsus, che fornisce la “cassetta degli attrezzi” pratica per firmare i patti con i cittadini.
Mentre la legge regionale si occupa di strutturare il sistema economico e sociale del Terzo Settore, il regolamento Labsus si occupa di far sì che il cittadino della porta accanto possa ridipingere la panchina sotto casa o gestire l’orto urbano senza impantanarsi nella burocrazia.


























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