Nuova edizione e nuova presentazione di “Dieci donne” a Senigallia
Martedì 10 marzo a Ubik con l'autore Marco Severini

Il 10 marzo rappresenta un crocevia di ricorrenze storiche significative: nel 1872 moriva a Pisa Giuseppe Mazzini,
Padre della Patria, anche se alle autorità locali risultò essere deceduto George Brown, il falso nome con cui viaggiava il genovese, inseguito dalle polizie di mezzo continente; nel 1946 iniziò la prima sessione delle prime, libere consultazioni amministrative dopo un ventennio dittatoriale e la Seconda guerra mondiale, in un’Italia che si stava avviando verso la ricostruzione materiale, morale, civile e politica; nel 1906 Anna Maria Mozzoni – la più importante femminista italiana tra Otto e Novecento – inviò al Parlamento nazionale la quarta delle petizioni da lei redatte nell’arco di un trentennio con cui chiedeva il voto politico alle donne. Fiancheggiata da Maria Montessori e da una ventina di firmatarie diffuse nel territorio nazionale (donne celebri e altre assolutamente ordinarie), questa petizione innescò il dibattito nazionale da cui scaturì la vicenda delle proto-elettrici italiane ed europee: il 25 luglio 1906, la Corte di appello di Ancona, presieduta da Lodovico Mortara, riconobbe, per la prima volta in Italia e in Europa, il diritto di voto politico a dieci maestre, nove di Senigallia (Carola Bacchi, Palmira Bagaioli, Giulia Berna, Adele Capobianchi, Giuseppina Graziola, Iginia Matteucci, Emilia Simoncioni, Enrica Tesei, Dina Tosoni) e una di Montemarciano (Luigia Mandolini-Matteucci). Di tutto ciò parla il libro “Dieci donne Storia delle prime elettrici italiane ed europee” di Marco Severini (1797 edizioni, 2026, pp. 120) che viene presentato, martedì 10 marzo, alle 17.30, alla Libreria Ubik (Corso Due Giugno, 52), in un evento promosso dall’Associazione di Storia Contemporanea in collaborazione con la sezione locale dell’Istituto Gramsci Marche: presenta il prof. Pietro Rinaldo Fanesi e dialoga con l’autore la prof.ssa Fulvia Principi. A distanza di quattordici anni dalle prime edizioni (quattro con relative ristampe) e 105 presentazioni avutesi tra Italia, Europa e Stati Uniti, “Dieci donne” è stato completamente riscritto, grazie all’acquisizione di nuovi materiali documentari e a lunghe ricerche effettuate negli archivi e nelle biblioteche che hanno portato a una più approfondita contestualizzazione degli eventi.
Le due anteprime svolte a Montecassiano (sabato 7) e a Monteporzio (domenica 8, Giornata Internazionale della Donna) hanno fatto registrare un consistente interesse da parte delle donne.
La storia di queste dieci maestre che, senza avere protettori o appartenere ai più elevati ceti sociali, seppero segnare una tappa significativa nel processo di emancipazione femminile è nota al di fuori dei confini cittadini: se ne parla da anni nelle aule universitarie, tra gli addetti ai lavori e in convegni come avverrà nella mattinata di mercoledì 12 marzo, ad Ancona, in un Convegno organizzato dai sindacati per ricordare gli 80 anni dal diritto di voto alle donne: tra i relatori l’autore di “Dieci donne”, in rappresentanza del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata. La vicenda delle proto-elettrici ha rappresentato una grande conquista nella storia delle donne, anche se è stata seguita da un secolo di silenzio.
Solo nel centenario della sentenza Mortara (2006) alcune iniziative – convegni, libri, giornate di studio – hanno riportato alla luce un avvenimento che ha avuto per protagoniste donne normali quanto profondamente determinate a far valere i propri diritti costituzionali, tra cui quello sancito dall’art. 24 dello Statuto albertino secondo cui tutti gli abitanti del Regno erano uguali di fronte alla legge. L’art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana (“tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali”), entrata in vigore il 1° gennaio 1948, ha deretato l’inizio di una nuova epoca nella quale peraltro le italiane hanno faticato non poco a colmare quel millenario gap rispetto agli uomini.
A Senigallia però, benché richiesta da undici anni dall’Associazione di Storia Contemporanea, manca ancora una via intitolata alle proto-elettrici italiane ed europee: in questi oltre 4.000 giorni abbiamo ascoltato diverse promesse, senza vedere la realizzazione di quanto richiesto. In un presente sempre più distratto e ignorante (oltre il 60% della popolazione italiana non legge neanche un libro all’anno), un’opera come “Dieci donne” serve a far capire che nella storia – soprattutto quella contemporanea – la presenza femminile si è espressa non solo in quanto madri e mogli, ma come cittadine capaci di mobilitarsi e impegnarsi per tutelare i diritti inalienabili di ogni essere umano.
Diritti sanciti 250 anni fa nella Dichiarazione d’Indipendenza statunitense e ribaditi nel 1948 nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Li conoscete? O avete bisogno dell’onnipresente smartphone? Scriveteci sopra un libricino (tanto ne escono quasi 400 ogni giorno, libraio dixit, uno più o uno meno…), qualcuno prima o poi vi “pergamenerà”!


























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