Il caos dei ponti a Senigallia
Paolo Landi: "Soluzione solo da abbassamento fondo fluviale"

Nonostante sia urgente rifare ponte Cavallotti con parte delle attività del centro storico ormai allo stremo è tuttavia prematuro soprassedere su questa struttura senza aver risolto prima il problema di quello del corso che rappresenta la strozzatura primaria al deflusso delle piene.
Rifare ora il Cavallotti con le attuali “interpretazioni” del decreto del Rio significherebbe solo spostare ed aggravare il problema rimanendo con il cerino in mano proprio sul ponte del corso dove, secondo queste “interpretazioni”, non troverà progettista al mondo capace di rifarlo raccordandolo con le strade di accesso meglio di come realizzato dal consorzio di bonifica e che nonostante l’alluvione disastrosa del 2022 aveva aumentato la sua portata da 126 mc./sec a 226 mc./ rispetto al preesistente.
Essendo ragionevolmente impossibile ricostruire quest’ultimo, né ha senso prevederlo solo pedonale perche dovrebbe anch’esso venire innalzato aggiungendo altra bruttura e scombinando una razionale mobilità veicolare. Se c’è soluzione può solo venire da una conferma di un modello fisico che convalidi l’abbassamento del fondo fluviale, nel tratto urbano, alla quota di quello corrispondente all’antica fiera franca unitamente a interventi a valle fino alla foce e prevedendo come ulteriori opzioni il possibile sollevamento dei ponti anticipato sulle piene.
Condizioni queste che garantirebbero la sezione di via Cavallotti ampiamente sicura con un ponte senza pile e a via inferiore semplicemente appoggiato sopra le sponde secondo il suo asse tradizionale.


























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