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Continuano gli incontri con gli autori marchigiani presso la Biblioteca Rosellini

Venerdì 22 maggio, ore 20:30 in via Manni 27 a Senigallia. L'incontro sarà preceduto da una visita guidata alla Biblioteca

Roberto Campagnacci

Sarà la volta dello scrittore Roberto Campagnacci che, accanto all’attività professionale in ambito sanitario, porta avanti da anni un percorso letterario caratterizzato da una scrittura originale, colta e fortemente attenta alle fragilità umane, alle dinamiche sociali e ai margini dell’esistenza contemporanea.

Con La fuga dai cervelli. Le indagini di Ester Scinder, uscito in questi giorni con Ventura Edizioni, prosegue il ciclo dedicato al vicequestore Ester Scinder, investigatrice ironica, colta e profondamente disillusa, impegnata in un’indagine che prende avvio da una truffa apparentemente comune ai danni di due anziani.

Una giovane donna moldava, modella e badante, si presenta in questura per denunciare il raggiro subito dalla famiglia presso cui lavora: un falso allarme telefonico riguardante il nipote, presunto detenuto in Algeria, convince gli anziani a consegnare denaro e gioielli a un sedicente emissario di un’organizzazione umanitaria.

Quello che inizialmente sembra un semplice episodio di microcriminalità si apre però progressivamente a una trama molto più vasta e inquieta, fatta di migrazioni economiche, identità sospese, sfruttamento emotivo e desiderio di fuga. Il titolo stesso, La fuga dai cervelli, gioca ambiguamente con l’espressione “fuga dei cervelli”: non si tratta soltanto dell’emigrazione delle menti migliori verso paesi più ricchi, ma di una fuga più radicale e dolorosa, quasi esistenziale, che riguarda persone costrette ad abbandonare luoghi, legami, ruoli sociali e perfino parti di sé pur di sopravvivere o reinventarsi.

Campagnacci è un chirurgo attivo che attualmente ricopre il ruolo di Direttore dell’Unità Operativa Complessa (U.O.C.) di Chirurgia Generale presso l’Ospedale “Carlo Urbani” di Jesi.

Ha scritto: Slapping” (2024); Morto apparente. Una indagine di Ester Schinder” (2025) che rappresenta il debutto nel genere giallo, introducendo il personaggio della criminologa Ester Schinder; “Effemeridi” e “Evelina di molte anime” (2025).

Intervistato su questo suo significativo dualismo tra bisturi e penna, Campagnacci ha descritto la scrittura come un processo necessario per “svuotare una parte d’anima che si era fin troppo riempita” a causa della pressione e della responsabilità della professione medica. La sua narrativa trae spesso ispirazione dalle persone incontrate nei bar, nei luoghi comuni o durante la sua lunga esperienza in corsia, trasformando l’osservazione clinica in profondità letteraria.

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