600 ragazzi coinvolti in Futuro Me
Un progetto per l'orientamento al lavoro che ha suscitato grande interesse nelle scuole

Il progetto “Il Futuro Me”, attivato grazie al sostegno di Fondazione Cariverona, è una coprogettazione di vari enti del territorio, che ha Fondazione Caritas Senigallia come capofila e partner l’associazione nazionale dipendenze tecnologiche Di.Te. e l’associazione culturale NEXT, UniCam, UnivPM e quattro istituti scolastici (Liceo Enrico Medi, IIS Corinaldesi Padovano e scuola secondaria di primo grado Fagnani per Senigallia, scuola secondaria di primo grado Menchetti di Ostra).
Il Futuro Me si rivolge a studenti e studentesse tra i 12 e i 16 anni e ha come scopo quello di favorire l’orientamento, di far scoprire ai giovani le loro attitudini e le loro potenzialità, il loro futuro insomma, ma anche di supportare gli adulti nel loro ruolo educativo di genitore nell’era digitale attraverso workshop formativi o sportelli psicologici. Le attività includono laboratori sulle competenze trasversali e incontri con esperti per sostenere lo sviluppo relazionale ed emotivo dei ragazzi.
Gli studenti delle scuole partner, per un totale di 600 ragazzi e ragazze, hanno svolto, tra le varie azioni previste dal progetto, il “Luna park delle possibilità” e il “Luna park delle carriere”, cioè una serie di incontri dedicati ai giovani con esperti del mondo universitario e imprenditoriale. In una mattinata gli studenti, ognuno all’interno del proprio ambiente classe, hanno potuto conoscere da vicino e ascoltare la testimonianza diretta di 10 lavoratori e lavoratrici, in un’altra mattinata di altri 10 tra ricercatori e docenti universitari.
In questo modo i giovani hanno potuto sentire la voce di dentisti, operatori turistici, artigiani, operatori sociali, infermieri e medici, attori, progettisti, creator digitali, elettricisti, ottici, commercianti, editori, agricoltori, librai, giornalisti, videomaker, camerieri, musicisti, allenatori, sportivi, guide ambientali, falconieri e comprendere in che modo e perché queste persone sono arrivate a svolgere la loro professione. Un quadro sfaccettato e sincero di quanti tipi di professioni esistano e, soprattutto, di quanta passione si può trasmettere nel proprio lavoro. Un’esperienza che è piaciuta alle classi e ai lavoratori, che si sono lasciati coinvolgere dalle domande e dalle tante curiosità dei ragazzi.
In una seconda fase le classi hanno ospitato anche un buon numero di ricercatori e docenti universitari delle varie facoltà afferenti all’Università Politecnica delle Marche e all’Università di Camerino, da Ingegneria a Geologia, e poi Medicina, Scienze ambientali, Economia, Paleontologia, Chimica, Agraria, Informatica, Digital design e Tecnologie e diagnostica per i beni culturali. Anche loro hanno raccontato nelle varie classi cosa significa fare ricerca all’università e interessarsi a una materia specifica.


























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