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“La giunta Olivetti e il complesso di Re Sole. (Il caso dell’antenna del Cavallo)”

Rognoli: "L'ascolto dovrebbe essere primo metodo di governo, ma è stato riservato in cinque anni solo ai soliti pochi noti"

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Palo dell'antenna telefonica in strada del Cavallo

Ascoltare i cittadini è una perdita di tempo: è stato questo il filo conduttore dei cinque duri (per la città) anni della Giunta Olivetti. Che se non fosse così stato ora non dovrebbero ripetere come un’oca starnazzante “…ascoltiamo i cittadini… hai una segnalazione, un problema da risolvere?”, classici slogan “ A Fra che te serve?” da campagna elettorale fuori tempo massimo.

Che l’ascolto dovrebbe essere primo metodo di governo, ma che la Giunta Olivetti ha riservato in cinque anni solo ai soliti pochi noti. 

Un esempio su tutti è la vicenda dell’Antenna del Cavallo.

 

Brindano i cittadini sotto al palo telefonico del Cavallo dopo il ricorso accolto dal Tar MarcheRicordate? Nell’estate 2024 una nuova antenna per la telefonia mobile sorge come d’incanto in cima alla collina del Cavallo. Gli abitanti della zona lo scoprono solo con la materiale apertura del cantiere. Ora, nessuno vuole opporsi all’avanzare della tecnologia con cui tutti, nel bene o nel male, siamo costretti ogni giorno a far di conto, ma se non l’etica almeno l’estetica, il rispetto di norme e di bisogni/diritti collettivi, soprattutto se ti chiami Comune. E invece la Giunta senigalliese autorizza l’installazione su richiesta delle società TIM e INWIT, nonostante il progetto, fosse:

1) lacunoso, perché mancante di documenti fondamentali, come le sezioni del crinale;

2) in evidente contrasto con le norme urbanistiche: l’antenna è stata collocata ai margini della strada del Cavallo, aquota di 73 metri s.l.m., su un crinale protetto (tecnicamente definito di terza classe), dove le norme urbanistiche vietano qualsiasi nuova edificazione in una fascia di rispetto di due metri di dislivello dal crinale ; un dislivello verticale – si noti bene – non una semplice distanza planimetrica, in una zona dove addirittura “è vietata l’apposizione di cartelli e manufatti pubblicitari di qualunque natura e scopo, esclusa la segnaletica stradale e quella turistica di modeste dimensioni“.

I cittadini peraltro (di cui 145 riuniti in un comitato), prima di fare ricorso al TAR, non avevano chiesto la cancellazione del traliccio bensì la sua collocazione nel rispetto del paesaggio agrario storico, della tutela dei crinali e del prospetto panoramico, coerentemente con quanto previsto, tra l’altro, dalle norme tecniche di attuazione del piano regolatore.

Come risponde la Giunta Olivetti? Ovviamente con il non ascolto dei cittadini. Ovvero: non fa nulla per evitare il contenzioso, magari riconoscendo i propri errori, ma lavora perché l’Unione dei Comuni “Le Terre della Marca Senone” si opponga al TAR contro il ricorso dei cittadini, attraverso il vicepresidente Marco Sebastianelli (sindaco di Trecastelli) in nome e per conto del sindaco Olivetti (presidente dell’Unione) il quale, come usuale Don Abbondio (ricordate il ponte a Brugola?) come sempre non ha avuto il coraggio politico di metterci la faccia.

Il coraggio non si compera nemmeno con i fondi del PNRR.

Epperò il TAR, nel giugno 2025, sentenzia che l’antenna del Cavallo è illegittima. Per, tra l’altro “ l’illegittimità della mancata partecipazione/informazione della cittadinanza interessata poiché – ha giustamente sottolineato – “le istanze aventi ad oggetto l’installazione di infrastrutture per gli impianti radioelettrici sono assoggettate ad un obbligo di preventiva pubblicizzazione” non essendo sufficiente la mera pubblicazione nell’albo pretorio. In altre parole, si è agito tenendo all’oscuro la cittadinanza”.

Parole del TAR che vanno ricordate alla Giunta Olivetti che oggi si dice disponibile – senza tema di vergogna – di essere all’ascolto dei cittadini.

Dopo 4 anni di governo della città, nel pieno delle polemiche per il “palo del Cavallo”, l’amministrazione comunale formula un “piano antenne” (il precedente era già scaduto da anni). Il documento non cita l’antenna del Cavallo tra i siti ipotizzati per le nuove installazioni, mentre individua, tra le finalità del piano, il soddisfacimento (udite! udite!) “delle condizioni di compatibilità urbanistica e tutela paesaggistica, monumentale, architettonica, da impatto visivo etc… dei luoghi come risulta dal Piano Regolatore Comunale vigente e in salvaguardia”.

Ora la battaglia continua al Consiglio di Stato, dove TIM e INWIT hanno presentato un ulteriore ricorso. Per ristabilire la verità, lo stato di diritto e tutelare un bene pubblico come il paesaggio, dei privati cittadini hanno pagato di tasca propria, e continueranno a farlo. Mentre c’è chi – la Giunta Olivetti – ha governato per cinque anni sentendosi Re Sole, e ora – nel finale di partita – è presa dal dubbio che forse non era un monarca assoluto.

E’ il caso che Senigallia Cambi?  Si, per cambiare Senigallia.

Ing. Mauro Rognoli

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