“Dagli spazi ai beni comuni”, l’esito del primo forum
Il Forum ha evidenziato che Senigallia possiede molte risorse (borghi, frazioni, beni abbandonati) che restano sottoutilizzate per mancanza di rete o spazi fisici accessibili.

Il Forum, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, con lo scopo di promuovere la valorizzazione degli spazi abbandonati o inutilizzati della città, ha avuto luogo per la prima volta venerdi 13 marzo presso il Centro sociale Saline.
Dalla sintesi, alla luce della Carta Europea per i Difensori degli Spazi Civici (Progetto B. RIGHT SPACES), emerge una forte convergenza su una visione di città intesa come ecosistema co-governato.
Dallo “Spazio” al “Bene Comune”
Il Forum ha evidenziato che Senigallia possiede molte risorse (borghi, frazioni, beni abbandonati) che restano sottoutilizzate per mancanza di rete o spazi fisici accessibili.
Sintesi: Allineandosi alla Carta, questi luoghi non devono essere solo “contenitori di servizi”, ma infrastrutture democratiche. L’obiettivo è trasformare beni pubblici dismessi o spazi privati (inclusi quelli ecclesiastici) in “beni comuni” gestiti attraverso l’amministrazione condivisa.
Protagonismo Giovanile e Patti Educativi
Un tema centrale del Forum è stato il disagio giovanile e la mancanza di spazi dove i ragazzi possano sentirsi protagonisti e non solo “ospiti”.
Sintesi: La Carta impegna a mobilitare le prossime generazioni non come utenti, ma come co-creatori. La proposta emersa di un Tavolo educativo e di una mappatura delle realtà giovanili diventa lo strumento pratico per garantire “diritto alla cittadinanza” e autonomia ai giovani.
Amministrazione Condivisa e Sussidiarietà
Il Forum ha celebrato l’approvazione del nuovo Regolamento di Amministrazione Condivisa (febbraio 2026), che sposta il rapporto Comune-Cittadino da una logica di “delega/appalto” a una di “parità”.
Sintesi: Questo si sposa perfettamente con l’impegno della Carta a favorire relazioni orizzontali e decisioni partecipative. Il “Patto” non è più solo una convenzione, ma un atto politico di co-programmazione.
Inclusione, Frazioni e “Accessibilità Radicata”
I partecipanti hanno sottolineato l’importanza di sentirsi “cittadini di ogni periferia” e la necessità di un supporto costante del Comune (cabina di regia) per garantire equità.
Sintesi: La Carta rafforza l’idea di spazi radicati nella comunità locale che rimuovano ogni barriera (socioeconomica, di età o digitale). Proposte come le letture in piazza delle nonne o le passeggiate ecologiche sono esempi di quella “reciprocità civica” auspicata a livello europeo.
Prossimi passi: Verso i “Patti di collaborazione sugli spazi fisici”
Per concretizzare il percorso appena descritto (come suggerito dalla domanda generativa del Forum), la sintesi operativa potrebbe essere:
1. Mappatura Partecipata: Censire non solo gli spazi (verdi, chiusi, frazioni), ma anche i soggetti (cittadini attivi, associazioni) pronti a gestirli.
2. Sperimentazione (Laboratori): Utilizzare gli incontri online/ibridi come “laboratori di pratica democratica” per scrivere i primi patti tematici.
3. Sostenibilità: Definire una “cabina di regia” comunale che non solo controlli, ma supporti i cittadini con risorse, formazione e trasparenza.
A cura del Comitato Civico “DALLE PAROLE AI PATTI”: Maria Cristina Bonci, Alberta Cardinali, Sabrina Damen, Alberto Di Capua, Marco Quatttrini, Barbara Sardella.
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