“A Senigallia se sei una persona con un reddito normale trovare una casa è diventato quasi impossibile”
"Al contrario, al turista viene offerto tutto: casa pronta, affitto breve, pagamento anticipato, nessuna tutela. La città funziona, sempre più, come un grande residence"

A Senigallia se sei una persona, una famiglia, un lavoratore con un reddito normale, trovare una casa in affitto tutto l’anno, a un canone sostenibile e con un contratto vero, è diventato quasi impossibile.
Non perché manchino le case, ma perché il mercato, lasciato completamente libero dalla Giunta Olivetti, ti ha cancellato come soggetto “interessante”.
Non c’è alcun intervento della pubblica amministrazione per chi chiede una casa dignitosa, un affitto che non ti costringa a rinunciare a tutto il resto. E’ solo il mercato che ti risponde con affitti stagionali, contratti precari, canoni fuori scala.
Al contrario, al turista viene offerto tutto: casa pronta, affitto breve, pagamento anticipato, nessuna tutela. La città funziona, sempre più, come un grande residence.
Ma governare il mercato della casa non è una faccenda privata: è una responsabilità pubblica. Per questo esiste l’Edilizia Residenziale Sociale, cioè una forma di intervento urbanistico e immobiliare che intermedi con il mercato e offra soluzioni abitative in locazione a canone calmierato per fasce di reddito medio-basse. Per anni Senigallia aveva provato a farlo, individuando aree per l’edilizia residenziale pubblica, recuperando immobili comunali, introducendo quote obbligatorie di affitti calmierati nelle nuove lottizzazioni, sperimentando soluzioni innovative come l’autocostruzione. Politiche forse ancora non sufficienti e imperfette, ma orientate a una cosa chiara: difendere il diritto ad abitare in questa città.
Negli ultimi cinque anni, però, la direzione è cambiata.
Le politiche per la casa si sono fermate, i grandi interventi sono rimasti bloccati, le regole per garantire affitti accessibili sono state indebolite, mentre l’urbanistica ha spalancato la porta alla trasformazione turistica: alberghi che diventano residenze stagionali, micro-appartamenti, nuove costruzioni pensate quasi esclusivamente come seconde, terze e quarte case. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un tappeto rosso alla rendita immobiliare e turistica, mentre chi lavora qui viene progressivamente espulso.
Molto significativi sono i dati emersi ultimamente sul mercato degli alloggi ad uso ricettivo nella nostra città. Attraverso le richieste di CIN (Codice Identificativo Nazionale), che è l’identità digitale per tutte le strutture ricettive e gli affitti brevi (case vacanza, B&B, ecc.), scopriamo che a Senigallia circa un migliaio di appartamenti sono ormai destinati all’affitto estivo e all’affitto breve. Se a questi aggiungiamo quella parte di alloggi non regolarizzati, cioè in nero, è facile capire come mai nella nostra città non si trovano appartamenti da affittare.
Un caso simbolo è poi l’area ex VECO. Nel 2005, dopo tante battaglie per togliere una fonderia dal centro di un quartiere abitativo, il Consiglio comunale aveva stabilito che, per rispondere al bisogno reale di abitazioni, il 25% (1.680 mq) degli appartamenti fossero destinati a “canone concordato” per almeno 15 anni: più di 25 unità residenziali. Ora con la deliberazione della giunta municipale n° 228, del 09/10/2025, avente per oggetto: “Avvio del procedimento di redazione della variante al PRG” per il comparto BR6.1, ex fonderia Veco, si prevedere l’eliminazione del vincolo che destina il 25% di SUL alla locazione a canoni concordati o al patto di futura vendita, in quanto, il soggetto attuatore dell’intervento non lo ritiene economicamente interessante.
La giunta Olivetti ha usato lo stesso criterio per comparto CR2.1, di via Cimarosa, con l’eliminazione del vincolo del 50% di Edilizia Residenziale Sociale destinato alla locazione a canoni concordati o al patto di futura vendita.
Sempre nella stessa delibera apprendiamo che verranno modificate le norme relative alla superficie minima degli alloggi e ci sarà una semplificazione della normativa correlata all’utilizzo degli interrati.
E allora la domanda è semplice: Senigallia vuole essere una città a misura dei palazzinari o una città in cui vivere?
Per questo Senigallia cambia. Cambia Senigallia sostiene la candidatura di Marco Lion Sindaco, per riportare al centro il diritto alla casa, politiche vere per l’abitare, il lavoro stabile e un futuro possibile per chi vuole vivere davvero in questa città. Senza una vera politica per la casa, Senigallia non perde solo residenti. Perde futuro.
Comitato cittadino Senigallia cambia. Cambia Senigallia per Marco Lion sindaco


























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