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Giorno del Ricordo: “Anpi Senigallia propone tesi che sviliscono la questione e la tragedia”

Fratelli d'Italia critica il ciclo di conferenze organizzate con "autori controversi come Gobetti, Purich e Tenca Montini"

Giorno del Ricordo

Negli ultimi anni stiamo assistendo a numerosi attacchi che tentano di screditare e ridimensionare la portata della tragedia delle Foibe e dell’Esodo.

Se a livello nazionale avevano fatto discutere qualche tempo fa le dichiarazioni di Tomaso Montanari che aveva parlato di Giorno del Ricordo come “invenzione storica”, anche a livello locale stanno emergendo episodi preoccupanti.

È il caso del ciclo di tre conferenze organizzate dall’Anpi, che prevederà la partecipazione di autori controversi come Gobetti, Purich e Tenca Montini. L’intenzione in apparenza nobile di trattare il tema delle Foibe nella sua completezza e nella sua complessità, si rivela l’ennesimo tentativo di proporre tesi che sviliscono la questione. Tesi inaccurate e superate da un punto di vista storico, spesso motivate dalla sola tendenziosità ideologica. Tesi che se non sono apertamente negazioniste, sono comunque giustificazioniste e revisioniste.

Nel suo comunicato l’Anpi si lamenta di una “sostanziale ignoranza degli eventi” che avrebbe portato ad una strumentalizzazione politica della vicenda. Ricordiamo all’Anpi che ad aver tabuizzato il racconto delle Foibe, facendo calare su di esso una coltre di silenzio, è proprio quella stessa area politica a cui l’Anpi fa riferimento. Un vergognoso silenzio dettato dalla vicinanza ideologica della sinistra italiana con il regime comunista del maresciallo Tito. Proprio nel suo breve comunicato, l’Anpi dimostra quella stessa ignoranza che vorrebbe combattere, insistendo su una visione limitata degli eventi, su di una reazione meccanica degli jugoslavi contro il nemico fascista (quando le violenza dei partigiani titini seguirono altre logiche, tra cui la volontà di eliminare le classi dirigenti, e colpirono gli italiani tutti), dimenticandosi delle radici più profonde di quel contesto così difficile che affondano addirittura nelle politiche anti-italiane dell’Impero Asburgico.

Se già nelle poche righe del proprio comunicato l’Anpi cade in errori così grossolani, scadendo nella peggiore retorica giustificazionsita, gli autori che dovranno presiedere gli eventi destano ancora più preoccupazione. Il più celebre è sicuramente Eric Gobetti, le cui foto in cui dimostra aperta simpatia al regime titino hanno fatto sicuramente il giro del web, anche Piero Purich e Federico Tenca Montanari, con collaborazioni alquanto discutibili, come quelle con le edizioni Kappa vu, con il collettivo Nicoletta Bourbaki e il blog Giap.

Quella del Giorno del Ricordo non dovrebbe essere una ricorrenza di parte. Non è nemmeno vero, come pretenderebbe l’Anpi, che assistiamo al proliferare di una “versione piuttosto tendenziosa e mistificata della storia del confine orientale” che sarebbe sostenuta da “da ambienti culturali di destra, da sovranisti e fascisti”. Se in tutti questi anni la destra ha dimostrato una maggiore sensibilità alla questione ciò è ben lontano dall’essere una strumentalizzazione. Anzi, va a colmare una colpevole mancanza ed una inadeguatezza delle altre componenti politiche. Come afferma, infatti, uno studioso serio come Raoul Pupo: “non esiste al momento in Italia una corrente storiografica di stampo revanscista o nazionalista. Esiste piuttosto il problema di una memoria, offesa, che è una memoria dolente”.

Commenti
Solo un commento
stanley 2022-02-03 08:59:37
L’ANPI non si smentisce mai
ATTENZIONE!
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