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Un crowdfunding per “Vite di carta”, il romanzo di Simone Pancotti: l’intervista

L'autore, residente a Marzocca, dovrà raggiungere 200 preordini entro 100 giorni

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Vite di carta

Si intitola “Vite di carta” ed il romanzo breve d’esordio di Simone Pancotti, 36enne residente a Marzocca; il progetto, reso possibile grazie ad una piattaforma crowdfunding, sta facendo parlare parecchio di sé sul web. Pancotti, diplomato al liceo classico, ha frequentato il corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali a Ravenna, si definisce grande appassionato di letteratura (oltre che di heavy metal!): proprio grazie a questa passione ha visto la luce “Vite di carta“.

La Sinossi del libro:
Matteo è un giovane insegnante che regala sorrisi negli ospedali, vestito da clown. Giada è la mamma bellissima di una bambina malata. L’amore passionale e immediato che nasce tra i due sembra dissipare il dolore che hanno entrambi vissuto prima di conoscersi.
Ma un avvenimento sconvolgente rovina quel rapporto idilliaco e tutti i fantasmi di un passato che non se n’era mai andato riemergono prepotenti. I loro destini si intrecceranno inesorabilmente con quelli di un ispettore di polizia, di una giovane prostituta e di un brillante infermiere. Una storia di perdizione e rinascita dove l’amore è più forte di tutto, anche della crudeltà e della sofferenza’.

Partiamo dall’inizio: come nasce la tua passione per il mondo della scrittura?
In realtà la mia passione per la scrittura è nata come un bisogno, come la necessità di poter dare voce a emozioni che erano rimaste inSimone Pancotti silenzio per troppo tempo. Nonostante non sia un libro autobiografico e i personaggi siano frutto della fantasia, c’è molto della sofferenza e del senso di perdizione e di rinascita che ho vissuto in prima persona nella mia vita.

Quali sono gli autori che più apprezzi o ti hanno influenzato maggiormente?
Io leggo tantissimo, soprattutto libri che trattano temi importanti e delicati e che mi possono insegnare qualcosa. E ogni singolo libro mi ha portato a formare il mio stile personale, offrendomi spunti e suggerimenti interessanti.Tra gli autori che mi hanno più colpito ci sono Margaret Mazzantini, Niccolò Ammaniti, Khaled Hosseini e Irvine Welsh ma ce ne sono tanti altri che hanno lasciato dentro di me un’impronta indelebile.

Quale è la Genesi del tuo “Cuori di carta”?
“Vite di carta” nasce dall’idea che la vita sia come la carta. Puoi riempirla di parole, di colori e di sogni e cancellare tutto in un istante. Puoi vederla scivolare dalle tue mani con un soffio di vento ma puoi raccoglierla, salvarla e darle una seconda occasione.

Per uno scrittore esordiente com’è stato il primo impatto con il mondo dell’editoria? E’ stato difficile trovare qualcuno che credesse nelle tua “creatura”?
Sapevo solo che esistevano case editrici non a pagamento e altre che invece chiedevano di investire dei soldi per poter pubblicare. Poi una mia amica mi ha parlato della possibilità di puntare sul crowdfunding, ossia su una sorta di finanziamento collettivo. E così ho inviato il mio romanzo alla casa editrice Bookabook che opera proprio in questo modo, ho passato varie selezioni e alla fine è partita la campagna per raggiungere 200 preordini entro 100 giorni. In tal caso “Vite di carta” verrà pubblicato, sia in formato cartaceo che in ebook.

Stai già lavorando alla tua prossima opera?
Ho quasi terminato la stesura del mio secondo romanzo che avrà temi e ambientazione completamente diverse da “Vite di carta”. Ho scoperto che la scrittura ha un potere liberatorio e terapeutico e sarà una presenza costante nel mio futuro.

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