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La biblioteca celebra i 250 anni di fondazione con un convegno ed una mostra

La mostra, che si aprirà sabato 2 dicembre in occasione del convegno, rimarrà aperta fino al 13 gennaio

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Cardinale Antonelli

Tutto pronto alla Biblioteca Comunale Antonelliana per la celebrazione del 250° anniversario della sua fondazione. Sabato 2 dicembre, alle ore 17, incontro pubblico dal titolo “Dalla libreria del Cardinale alla Biblioteca pubblica” dedicato alla figura del Cardinale Nicola Antonelli che con il lascito testamentario della sua ricca libreria alla città di Senigallia, metteva di fatto le fondamenta della prima biblioteca pubblica cittadina.

Dopo i saluti istituzionali portati dal sindaco Maurizio Mangialardi il microfono passerà al prof. Carlo Pongetti, docente presso l’Università di Macerata, che tratterà la figura del cardinale Antonelli nel contesto storico e culturale del suo periodo. Sarà poi la volta di Maria Gemma Paviolo, collaboratrice dell’Archivio di Stato di Roma, che riferirà i particolari del testamento del porporato con il quale i suoi beni librari venivano lasciati alla comunità senigalliese e il tormentato iter che condurrà fisicamente i volumi nella nostra città.

In fine il direttore della Biblioteca Antonelliana Italo Pelinga porterà l’attenzione del pubblico sui contenuti del Fondo Antonelli, un patrimonio librario che rispecchia i gusti e gli interessi culturali del suo antico proprietario.

Per consentire al vasto pubblico di farsi un’idea, ancorché necessariamente non esaustiva, della ricchezza dei volumi conservati dalla biblioteca, sarà inaugurata anche una mostra documentaria di alcune delle principali opere che compongono il fondo originario provenienti dalla donazione del cardinale Antonelli. I titoli e i contenuti delle opere esposte spaziano dalle pregiate edizioni di patristica ai numerosi volumi dedicati alle culture orientali, vera e propria passione del cardinale Antonelli.

Di questo genere di opere fa parte forse quello che si può considerare il “pezzo” più raro della raccolta e cioè il cosiddetto“Messale e rituale di Giuseppe III Patriarca”, connesso all’eresia di Nestorio, codice manoscritto caldaico probabilmente del XIII secolo, con la legatura in marocchino decorato coevo. Numerosi anche gli esempi che rivelano gli interessi del porporato per la storia, la geografia, la numismatica, l’archeologia attraverso le bellissime edizioni in folio del XVII e XVIII secolo impreziosite da bellissime e ampie incisioni all’acquaforte.

La mostra, che si aprirà sabato 2 dicembre in occasione del convegno, rimarrà aperta presso l’emeroteca della Biblioteca fino al 13 gennaio 2018.

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