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Riqualificazione ex arena Italia: Senigallia Bene Comune solleva dubbi e domande

Nonostante delibere, osservazioni dei cittadini e proteste, rimangono alcune questioni in sospeso

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Il nuovo parcheggio all'ex-Arena Italia - Foto Francesco Sestito

Senigallia Bene Comune ha letto con attenzione sulla stampa online dell’imminente partenza dei lavori nell’area dell’ex Arena Italia. Molti cittadini, insieme ad alcune associazioni, al tempo avevano giustamente protestato sull’imponente palazzone che doveva sorgere all’ombra di Porta Lambertina con buona pace di una giunta che vantava presenze ambientaliste.

Ora i giornali sembrano ancora parlare di un ‘un primo piano porticato‘ adibito ‘ad uso commerciale‘; speriamo siano refusi riferiti a vecchi progetti perché altrimenti si prefigurerebbe ciò che fin dall’inizio i cittadini avevano ipotizzato: un’importante opera edificatoria in pieno centro storico nonostante un ‘rigoroso’ Piano Particolareggiato del Centro Storico.

Nell’ultima delibera di Giunta, la N°53 Seduta del 01/04/2014, al punto 4 di pagina 9 si legge chiaramente della “Semplificazione dell’apparato compositivo dei prospetti con eliminazione del porticato e riferimento a modelli architettonico-compositivo del rione porto“. Il porticato è dunque eliminato, secondo la delibera, e allora perché se ne riparla? Che valore hanno avuto le osservazioni di tanti cittadini e associazioni che al tempo hanno dato vita ad un importante dibattito democratico reso difficilissimo da una maggioranza arrogante nei toni e nei modi?
I cittadini non hanno l’anello al naso e anche se il tempo è passato i numeri sono rimasti quelli. Ovvero raddoppio della superficie edificabile (la famigerata SUL per gli addetti ai lavori), riduzione della distanza dalle mura storiche, aumento delle altezze, aree verdi diminuite e non per ultimi i parcheggi interrati o seminterrati in area ex R4.
Che ve ne pare?

La riqualificazione urbana del bastione di via Rodi a Senigallia, con l'edificazione, ora bloccata, di un condominio in pieno centro storicoIl quadro è questo. Un Piano Cervellati approvato dalla Giunta Angeloni che non lascia margini di manovra a palazzoni o quant’altro e che voleva ristabilire un equilibrio architettonico in una zona popolare del centro storico carica di storia ma massacrata dalla speculazione degli anni ‘70.
Lo spettacolo attuale ci racconta di una riqualificazione ferma da anni su via Rodi con gru a cielo aperto e uno scheletro di cemento a ridosso delle mura storiche in pieno centro cittadino. Parlare di “principi filologici già approvati nel piano d’area e di una più ampia riqualificazione del rione Porto partita da via Carducci” ci sembra una forzatura poco rispettosa dello scenario che abbiamo di fronte.

Concludiamo ponendo alcune domande al Sindaco sperando in risposte chiare e prive di politichese.
La prima domanda riguarda la comunicazione alla cittadinanza in modo preciso e numerico della superficie utile lorda (SUL) che verrà impegnata nell’area in oggetto. Nella scheda tecnica definitiva B2 viene indicata la superficie fondiaria catastale e non la SUL.
La seconda riguarda i costi di bonifica dell’area. Da chi sono stati sostenuti i costi di bonifica e, se sostenuti da tutti noi, a quanto essi ammontano?
Terza domanda. Da chi sono stati sostenuti i costi di demolizione e i costi di sgombero e smaltimento delle strutture che su detta area insistevano e, se sostenuti da tutti noi, a quanto essi ammontano?

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