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Fusioni tra comuni, l’on. Lodolini replica a ‘Montenovonostro’ e accetta la sfida

"Non si tratta di rendere qualcuno periferia di un altro comune, ma di unire le forze per essere tutti più forti"

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Antica Armonia Country House - Scapezzano di Senigallia
fusione tra comuni, unione di enti locali, ottimizzazione delle risorse

Sono a disposizione per tutti i confronti del caso. Preferisco parlare di confronti, però, non di sfide, dato che non sono molto lontano e, anzi, la mia proposta nasce dopo aver seguito la vicenda di Trecastelli“. Così replica l’on. Emanuele Lodolini al gruppo “Montenovonostro” che nei giorni scorsi era intervenuto sull’articolo pubblicato su SenigalliaNotizie.it e su MarcheNotizie.info dove si parlava di fusione obbligatoria tra comuni sotto i 5mila abitanti.

Una proposta che non è piaciuta al gruppo politico di Ostra Vetere: il comune – se passasse la proposta del deupatato falconarese, sarebbe tra gli enti locali interessati dal provvedimento – conta 3485 cittadini (dati Istat 2011). Motivo per cui, da Montenovonostro è arrivata la richiesta di una “sfida a un pubblico contradditorio a due sulla tribuna dei comizi, a un dibattito a confronto davanti a tutta la nostra popolazione“, a cui ha risposto Lodolini sperando che “si possa aprire un serio dibattito sul tema“.

Nella legge di Stabilità approvata in Parlamento a fine anno – continua il deputato – sono stati fissati alcuni principi importanti. Ne dico uno. Per svolgere le proprie funzioni in modo più efficiente e a costi minori, e per essere in grado di intercettare al meglio le opportunità di sviluppo, i comuni italiani devono accelerare sulle fusioni. La Legge di Stabilità 2016 stanzia un sostanzioso incentivo economico: ai comuni che si fondono, per i dieci anni successivi alla fusione, verrà erogato, in aggiunta a quelli ordinari, un trasferimento aggiuntivo pari al 40% dei soldi che riceveva nel 2010 (ultimo anno prima del crollo verticale dei trasferimenti). In realtà i soldi potranno essere anche di più: infatti se a fine anno rimangono risorse inutilizzate su quel capitolo di bilancio, esse non verranno riacquisite dallo Stato, ma ulteriormente distribuite ai comuni che si sono fusi. A me sembra questa una novità importante, da cogliere e sulla quale ragionare“.

Uno dei motivi per cui cui Montenovonostro era intervenuto sul tema è quello della conseguente perdita di autonomia nel caso Ostra Vetere (ma vale per qualsiasi altro comune con una popolazione inferiore ai 5mila abitanti) divenisse una “località” di un altro comune più grande o di un ente creato appositamente per inglobare più realtà (si veda il caso di Trecastelli).
Un tema importante su cui Lodolini ha affermato di non voler “rendere qualche comune periferia di qualcun altro, ma di voler unire le forze per essere tutti più forti“.
Così come si vuole superare, con la Riforma costituzionale, il Senato e così come è già partito il dibattito sul ruolo delle Regioni e sul loro attuale assetto. A tal punto che i presidenti di Toscana, Marche e Umbria si sono già incontrati (il 21 novembre scorso a Perugia) e sul tema hanno avviato un ragionamento di una maxi regione centro italica che otterrebbe, superando i campanilismi localistici, maggiori risorse e poteri economici.

Dentro questa fase sarebbe utile – secondo Lodolini – ragionare attorno al ruolo dei Comuni non per un tema legato ai costi della politica (che non stanno nei Comuni!) ma sull’efficacia e sull’efficienza dei servizi forniti a cittadini e imprese dinanzi a bisogni e domande crescenti“.

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