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Lo “Sblocca Italia” in Consiglio comunale a Senigallia grazie al M5S

Mozione sulle "conseguenze devastanti" del decreto su acqua, ambiente e patrimonio pubblico

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Comune di Senigallia

Già dai primi giorni di ottobre il MoVimento 5 Stelle, dopo una ferrea opposizione grazie ai suoi parlamentari, si è mosso sul territorio per informare i cittadini sulle devastanti conseguenze che il Decreto del Governo n. 133 del 12 settembre 2014, comunemente noto come “Sblocca Italia”, può determinare in ogni singolo Comune ed in ogni porzione del nostro territorio.

I nostri parlamentari il 9 ottobre hanno proposto a tutti i consiglieri comunali, di qualunque forza politica, di portare in discussione nei propri consigli comunali una mozione contro questo decreto rendendola disponibile a tutti sul blog del MoVimento 5 Stelle.

Attraverso il sito del comune abbiamo appreso che mercoledì 26 novembreun consigliere di Senigallia presenterà una mozione sull’argomento che, come azione, il MoVimento 5 Stelle Nazionale ha da mesi sollecitato a tutte le forze politiche comunali e regionali. Di ciò non possiamo che essere soddisfatti, e di seguito spiegheremo perché siamo assolutamente fiduciosi che l’intero Consiglio comunale condivida il pensiero dei cittadini 5 Stelle esprimendo un secco “no, grazie” al Decreto “Sblocca Italia”.

Confrontandoci con tanti cittadini (anche nel corso del nostro ultimo incontro pubblico l’8 novembre) abbiamo constatato molte preoccupazioni per diversi contenuti di un decreto che, anziché rilanciare l’economia dei territori, contribuirà a “sfasciarli” con rischio di danni alla salute e alle tasche dei cittadini in favore dei soliti poteri forti.

Ecco alcuni dei punti che ci preoccupano in particolare poiché in essi sono contenute disposizioni che avranno sicuramente delle forti ripercussioni sul nostro territorio locale e sulla vita quotidiana di tutti i cittadini:

ACQUA PUBBLICA: il 6 agosto 2008 PD e PDL votarono insieme – e nel silenzio dei mass media – la privatizzazione dell’acqua pubblica. Nel referendum del 2011 gli italiani sono riusciti a cancellare quella norma e ripristinare l’acqua come bene comune. In barba alla volontà del popolo italiano, prima il governo Monti e adesso Renzi stanno cercando di riconsegnare l’acqua alle società private. Lo “Sfascia Italia” impone “il gestore unico del servizio idrico integrato”, una manovra che renderà sempre più difficile da parte dell’ente il controllo su questi gestori favorendo le cosiddette grandi multi utility. Lo statuto del Comune di Senigallia (Capo II, art. 7, comma 5) recita che “l’acqua è un bene comune pubblico privo di rilevanza economica, che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica” e quindi il nostro sindaco e i nostri consiglieri non possono che essere d’accordo con noi e condividere le nostre preoccupazioni.

INCENERITORI: sarà direttamente il governo a scegliere i siti su cui realizzare inceneritori, scavalcando amministrazioni locali ed evitando quindi tutte le misure di controllo ambientale precedentemente previste; questa manovra favorirà gli inceneritori a scapito degli impianti di riciclo e riutilizzo andando contro la direttiva europea del 2008 in materia di trattamento rifiuti. Sugli inceneritori e sulla gestione dei rifiuti il Comune di Senigallia si è già espresso con delibera consiglio comunale 97 del 19/12/2013 (atto di indirizzo sulla gestione dei rifiuti) e quindi il nostro sindaco e i nostri consiglieri non possono che essere d’accordo con noi e condividere le nostre preoccupazioni.

IDROCARBURI E TRIVELLAZIONI MARINE: le trivellazioni in mare e tutti i siti di estrazione degli idrocarburi diventeranno di interesse nazionale e fortemente spinte dal governo; il tutto togliendo il controllo dell’impatto ambientale ai territori.

PATRIMONIO PUBBLICO/URBANISTICA: il decreto favorisce la cementificazione, e grazie a incredibili facilitazioni tecniche e burocratiche per i costruttori. Il cemento la farà da padrone e si andranno ad agevolare quelle grandi opere tanto inutili per i cittadini, quanto vitali per chi quelle opere le appalta, magari affidando i lavori ai propri amici e conoscenti (mafia inclusa), coerentemente con l’usanza tipicamente italiana.
Gli atti di cambio di destinazione d’uso e le varianti urbanistiche verranno accelerati al massimo, così come il censimento degli immobili della difesa. Agli enti locali, sempre a rischio default, potrà derivare una piccola parte dei proventi di quella che secondo noi è una “svendita” di patrimonio pubblico come abbiamo già manifestato attraverso l’interrogazione parlamentare (nr. 4-02363 del 19/6/2014) da parte della senatrice del M5S Fucksia in merito alla vendita della caserma di Polizia a Senigallia in via delle Caserme a “Patrimonio Uno” (fondo immobiliare istituito da BNP Paribas REIM SGR).

Occorrerebbe puntare verso i veri settori in cui il nostro paese potrà eccellere favorendo una ripresa economica e la creazione di nuovi posti di lavoro: un sistema virtuoso di gestione dei rifiuti, risorse rinnovabili che abbassano i costi dell’energia, la riqualificazione energetica degli edifici. Questo decreto, al contrario, punta sull’estrazione di fonti non rinnovabili come il petrolio, alla combustione dei rifiuti per produrre energia e al rischio privatizzazione di servizi e beni pubblici come l’acqua e il territorio.

Lo “Sfascia Italia” è stato scritto ad uso e consumo delle lobbies che finanziano la malapolitica: petrolieri, industriali e palazzinari. Non possiamo nemmeno immaginare che i nostri amministratori possano permettere lo scempio della nostra città.

Riteniamo impensabile che i consiglieri comunali possano votare contro la proposta del MoVimento 5 Stelle, mettendo di fatto i cittadini e il territorio di Senigallia nelle mani degli speculatori, che saranno liberi di saccheggiare le nostre risorse, speculando su ambiente e salute.

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