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Esplosione Saline: l’affondo di Paradisi al Comune di Senigallia

"Sentenza ineccepibile, si istituisca una commissione d'inchiesta e si convochi l'ex sindaco Angeloni"

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La scena dopo l'esplosione alle Saline nel 2007

La sentenza del Giudice del Tribunale di Senigallia sul caso dell’esplosione alle Saline del 2007, che purtroppo causò gravi lesioni personali a due nostri giovani concittadini, è assolutamente ineccepibile. Non si tratta affatto di “giustizia negata” ma, semmai, di limpida verità ristabilita.

Fin dal primo momento appariva chiaro (e il sottoscritto intervenne come consigliere comunale sia presentando una interrogazione sia con un comunicato stampa) che la responsabilità dell’evento doveva essere individuata in seno al Comune di Senigallia.
Era il Comune ad avere la custodia dell’area (ne era proprietario, come è stato dimostrato nel corso del processo penale nei confronti del responsabile del coordinamento volontari della Protezione civile), come prevede il codice civile.
Era il Comune ad avere le chiavi di accesso a quell’area.
Era il Comune che avrebbe dovuto provvedere alla manutenzione e alla messa in sicurezza dell’area. Nessun contratto di affitto o comodato era in essere con alcuna associazione di volontariato o altro ente (come io stesso verificai all’indomani dell’esplosione).

Nel corso del processo, addirittura, non si è riusciti a risalire alla proprietà della bombola. Il che significa, a dimostrazione della sciatteria dell’allora Amministrazione comunale, che il custode dell’area (il Comune) non sapeva nemmeno cosa avveniva in un’area di sua proprietà e nella sua custodia.

L’unico dato davvero imbarazzante è che sotto processo sia finita unapersona del tutto estranea a responsabilità legate alla custodia dell’area. Ricordo le parole avventate e imprudenti dell’allora sindaco Angeloni che gridò ipocritamente “chi ha sbagliato paghi“, quasi già avesse individuato una responsabilità extra-comunale. Ecco, ora che dal processo è emersa una chiara responsabilità nei confronti dell’ente custode dell’area (senza che, purtroppo, i veri responsabili siano stati ancora processati), è compito dell’Amministrazione comunale fare quello che, nel 2007, era stato negato dal sindaco Angeloni.

Avevo chiesto, e torno oggi a chiederlo, l’istituzione di una commissione interna di inchiesta per appurare responsabilità politiche e responsabilità personali. E in seno a tale commissione, sarà anche opportuno convocare la signora Angeloni e chiederle conto di quella inchiesta interna negata.
Perché due ragazzi, ancora oggi, hanno diritto ad ottenere giustizia.

Commenti
Ci sono 7 commenti
Bucaniere 2013-05-10 15:33:06
Una bella commissione e tutto verrà risolto...
Melgaco 2013-05-10 19:26:54
Mi chiedo che razza di indagine ha fatto la procura. Perché alla sbarra è finito chi, palesemente, non c'entrava nulla e invece il Comune di Senigallia, nella persona del sindaco e di altri con responsabilità dirette su quell'area, sono rimasti fuori?
Michele 2013-05-10 20:24:35
Già che abbiano individuato qualcosa è tanto, di solito finisce tutto a vino e tarallucci, non c'è mai un responsabile o un colpevole in questo paese.
pie 2013-05-10 22:16:40
In questo paese sono colpevoli solo i poveri diavoli!! Quelli che faticano ad arrivare a fine mese!! I dirigenti sono sempre innocenti!!
Lucia 2013-05-11 08:57:23
Abbiamo lasciato parlare i nostri avvocati. 6 anni di confusione e negazione di ciò che può chiarire la verità sono stati durissimi. Sopratutto non era sostenibile il pensiero che qualcuno aveva la possibilità di coprire ciò che sembrava sotto gli occhi di tutti, e non poteva essere contrastato. La fatica di sostenere un triplo processo civile è stata la scelta costretta non solo per il risarcimento ma per poter accedere alla verità. Mi sento privilegiata perchè non tutti si possono permettere queste scelte. La giustizia non è uguale per tutti quando si affrontano situazioni simili alle nostre. A Paradisi rispondo: forse è troppo tardi?
Sandro 2013-05-11 23:16:32
Potrebbe essere tardi, ma potrebbe anche non esserlo...personalmente continuerei fino alla morte, perchè un colpevole c'è, e non è neanche difficile trovarlo...
Lucia 2013-05-13 12:49:27
A scanso di equivoci. Ringrazio e apprezzo Paradisi per l'intervento. Sandro. Ho lottato come potevo, ma penso che a distanza di 6 anni chi poteva nascondere ha nascosto. Angeloni ha promesso pubblicamente di aiutare le famiglie e fare chiarezza. Ha evidentemente preferito che chi poteva aveva delle responsabilità avesse modo di difendersi. Non si può chiedere prove volontarie a chi si deve difendere da accuse. Queste indagini senza osservatori esterni(legge), possono essere a uso e consumo degli interessati che hanno bisogno di discolparsi
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