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Piccolo commercio in crisi a Senigallia. E con esso la “vitalità” del centro

Proposte di Cicconi Massi (PPE): ridurre imu a proprietari e canoni di locazione per i commercianti

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Senigallia, veduta di piazza Saffi, via Mastai e corso II Giugno

Che il piccolo commercio, a Senigallia, soprattutto quello localizzato nelle aree urbane e nei centri storici, oggi si trovi in una situazione di forte sofferenza, è un dato incontrovertibile e sotto gli occhi di tutti. La continua ed incessante moria di attività commerciali rappresenta un danno enorme.

In primo luogo per il tessuto economico delle nostre città: perdita di posti di lavoro, quelli degli addetti agli esercizi commerciali, quali commessi e magazzinieri; perdita di reddito per i titolari, che molto spesso, gravati per di più da pendenze con istituti di credito e fornitori, si affacciano al mondo del lavoro, alla ricerca di un nuovo posto, che difficilmente troveranno.

In secondo luogo per l’effetto di generale impoverimento del tessuto sociale ed urbano. Un centro storico senza esercizi commerciali di prossimità, diviene un mero reticolato di strade, senza alcuna attrattiva e senza vita, perde ogni forma di potenziale sviluppo demografico e non rende più quei servizi fondamentali ed essenziali per i residenti, costretti in ogni caso a rivolgersi ai grandi centri commerciali ed oggi anche agli outlet, sempre più vicini alle città.

La crisi del piccolo commercio è il prodotto di una serie preoccupante di concause, prima tra tutti la generalizzata perdita del potere d’acquisto della classe media, ma non solo: oggi come non mai, vi è anche il gravare sui commercianti, delle spese di locazione degli immobili dove vengono svolte tali attività. Affitti, molto spesso stipulati anni fa, quando le attività godevano di buona salute ed il lavoro dei commercianti era considerato tra le fonti di sicuro reddito.

Oggi la situazione è tragicamente mutata, ma molto spesso i canoni di affitto commerciale, soprattutto nell’area del centro storico senigalliese sono assolutamente fuori dalla portata degli esercenti. Sono stati monitorati casi in cui per 40 mq, addirittura si pagano più di 2000 euro al mese.
Ecco allora che si verificano sempre più spesso fenomeni di insoluti, mensilità arretrate che non vengono saldate o che sono pagate solo parzialmente.
Per di più oggi chi decide di intraprendere una attività, oltre le difficoltà burocratiche, la tassazione assolutamente insopportabile, la difficoltà di accedere al credito, spessissimo viene imposto di garantire il pagamento delle locazioni con fideiussioni bancarie che di fatto riducono ancora di più le possibilità compiere investimenti.
E’ giunto il momento che i proprietari degli immobili con destinazione commerciale pongano in essere scelte che facilitino il mercato e riducano gli oneri per i commercianti. Qualora così non fosse, il rischio è trovare ancor più locali sfitti nel nostro centro e nelle aree urbane.

Anche la politica su questo deve svegliarsi e cercare di mettere seduti attorno ad un tavolo i rappresentanti dei commerciati e i proprietari di immobili, al fine di trovare un accordo sul nostro territorio, che possa in qualche modo calmierare gli affitti. Insomma realizzare anche nell’ambito delle locazioni commerciali, il sistema dei canoni concordati. Il sistema sarebbe quello degli accordi territoriali, sfruttando anche il fatto che Senigallia risulta essere una città con alta densità abitativa.
Canoni ridotti per i proprietari, con un sistema di garanzie per i proprietari degli immobili, tra i quali la riduzione di alcuni oneri fiscali comunali sui locali stessi.

Sarebbe ad esempio da verificare la possibilità di ridurre l’IMU per chi adotta tali canoni nei propri immobili dati in locazione.

Per questo motivo presenterò una proposta all’amministrazione comunale, da discutere nella commissione consiliare competente.

Commenti
Ci sono 3 commenti
Un povero tra i poveri (di politica) 2013-04-04 15:59:40
"LA SITUAZIONE E' MOLTO PEGGIO" Non è solo il centro storico di Senigallia che soffre la crisi. L'aumento delle tasse, a tutti i livelli, produce povertà per tutti anche nelle più piccole imprese che sono le famiglie. Posti di lavoro che si perdono producono più povertà per le famiglie. Famiglie che devono mantenere figli maggiorenni che non trovano lavoro, in allegria e sorridendo, per non mandarli in depressione e scongiurare insani gesti. Famiglie con persone a carico con handicap a cui vengono tolti quei miseri benefici e lasciate sole. Meno acqisti per poter andare avani e non perdere la propria dignità. Negli acquisti includo anche gli essenziali, figuriamoci il superfluo. Anziani che non vanno a fare le visite programmate, per malattie importanti, perchè non hanno soldi per pagare il tichet. Figuriamoci per andare da specialisti o fare occhiali nuovi e dentiere. Tutto è già fermo, tranne per i soliti pochi, nelle famiglie non ci sono più soldi per andare avanti, si stà intaccando anche i pochi risparmi dei nonni o vendendo i piccoli oggetti d'oro di famiglia per non perdere almeno la dignità, l'unica cosa che rimane. La soluzione e diminuire le tasse non aumentarle ma in questo ci vuole coraggio da parte delle istituzioni, compreso il Comune, che non sanno neanche come pagare i propri dipendenti. Coraggio vuol dire andare contro corrente, se tutti gli altri aumentano le tasse bisogna abbassarle e toglierle limitando al massimo le spese, non inventarsi nuovi costi senza sapere dove prendere i soldi o aspettando che poi ci pensa l'organo centrale a pagare i debiti. Il Comune tolga la tassa di soggiorno diminuisca al minimo l'IMU e la nuova TARES, se non la applica è meglio, non si impegni in altre imprese dove spendere soldi. pensi solo a far funzionare bene quello che c'è, pubblicizzi queste iniziative e vedrà che quei pochi che andranno in ferie, questa estate, forse verranno a Senigallia, affitteranno e acquisteranno appartamenti, più gente nei locali e nei negozi. Un'altra estate come il 2012 e vedremo molti fare la valigia e andarsene da Senigallia e dall'Italia. Che Dio illumini tutto il consiglio Comunale e ci aiuti.
Giammy
Marino 2013-04-04 17:49:27
Secondo me un grosso problema dei negozi che sono situati nel centro storico, in particolar modo nella ZTL, è la difficoltà per i clienti di raggiungere il centro storico e poter parcheggiare agevolmente nei pressi del negozio.
Sarò banale, ma pensate voi di dover cercare - e la ricerca a volte dura anche mezz'ora - un parcheggio in città al di fuori della ZTL (per la quale pochi "privilegiati" hanno diritto di accesso e se uno proprio vuole entrare con l'auto è costretto a fare un'interminabile fila dai vigili urbani per un permesso dal costo di 2,5 euro per 30 minuti...), cercare la macchinetta più vicina per il ticket, trovarne un'altra perchè spesso quella più vicina non è funzionante, non avere spiccioli dietro, ecc.... passa la voglia di venire in città per comprare qualcosa!! ed ecco che la clientela si sposta verso i centri commerciali...
Inoltre per gli esercizi situati nelle traverse del centro storico, sempre all'interno della ZTL, c'è anche un enorme problema di visibilità: pochissimo passaggio di persone e impossibilità di mettere insegne luminose o indicazioni stradali.
Se non si rivede qualcosa la moria di attività in centro aumenterà certamente.
Fonte: ho un negozio in ZTL e sto seriamente pensando di trasferirmi altrove visto che i negozianti "vicini" lo hanno già fatto e molti sono in procinto di farlo...
Elena 2013-04-05 10:34:23
Se i commercianti tenessero dei prezzi normali la gente consumerebbe di più e girerebbero più soldi, questo non è solo un problema di Senigallia ma dell'Italia in generale, il discorso sbagliato è pensare "visto che a me aumentano le tasse io aumento i prezzi", sbagliato, se aumenti i prezzi la gente che di questi tempi non ha più soldi non compra più e il negoziante le tasse non le paga ugualmente!!! I prezzi di ristoranti e abbigliamento sono triplicati negli ultimi 3 anni,per esempio, se prima le persone andavano a cena 3 volte a settimana perchè gli costava 20 euro, adesso per la stessa cena ne spende 30/35 ovvio che ci andrà una volta sola e il ristoratore c'ha perso!
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