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Senigallia: un libro ripercorre la storia dell’ippodromo locale

La presentazione del volume si terrà venerdì 6 luglio in Piazza Roma

Piazza Roma

Non erano in tanti a sapere che una volta la nostra città aveva un ippodromo, e molto importante: il primo che potesse vantare un calendario di gare sulla costa marchigiana.

Lo sapeva però Giuseppe Minardi che, raccoglitore appassionato, possedeva alcune fotografie di cavalli al trotto guidati dal barone Bianchi. Dal suo interessamento nasce questa narrazione di un’epoca dimenticata eppure tanto vicina per motivi e personaggi alla presente. E’ stato come ripescare un grosso relitto della nostra storia sociale e culturale. La persistenza a Senigallia di un cospicuo ceto nobiliare particolarmente e precipuamente interessato ai cavalli; e poi una città e una spiaggia che avevano bisogno di farsi conoscere come luogo di soggiorno e di svago.

C’erano lo Stabilimento Balneare, la stagione teatrale, gli ultimi brandelli di Fiera (non più Franca); a questa offerta si aggiunsero, per un  periodo che si estende dal 1875 al 1915, le corse ippiche d’agosto.

Qui convergevano i Ribot e i Varenne dell’Ottocento, e, oltre al pubblico locale, nobiltà e allevatori da ogni parte d’Italia.

Di quella stagione e del mondo che l’ha fatta vivere racconta il libro di Leonardo Badioli, Uomini, donne e cavalli – Quando c’era l’ippodromo a Senigallia, che, appena edito, verrà presentato al pubblico in piazza Roma venerdì 6 luglio alle 21,30.

 

da Leonardo Badioli

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