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Intervista al segretario PD Senigallia Elisabetta Allegrezza

La credibilità e l'efficacia della politica cittadina e nazionale in piena fase di crisi economica

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Elisabetta Allegrezza

“Ritengo del tutto positivo l’operato della Giunta: la maggioranza che governa questa città è coesa e solida e le scelte sono condivise. Certo tutto è perfettibile, ma in una situazione di crisi profonda come quella che stiamo affrontando, non sono sufficienti le risorse a disposizione per far fronte alle tante esigenze di cittadini che si trovano in condizioni economiche disagiate per la perdita del posto di lavoro”.

Così il segretario dell’Unione comunale PD Elisabetta Allegrezza giudica l’operato della “squadra” Mangialardi alle prese con un momento storico di difficoltà dell’intero paese e in cui dall’ambito nazionale non arrivano segnali incoraggianti.

“Non posso che esprimere ampia condivisione sulle scelte adottate dall’Amministrazione Comunale per fronteggiare questa situazione di emergenza – continua l’esponente senigalliese. Sarebbe necessario allentare il Patto di Stabilità così da consentire un’ulteriore progettualità della città”.

Parlando di ampia condivisione, all’interno del PD locale si sono verificate alcune fratture tra le varie posizioni. Dalle “correnti” Marino-Bersani fino a temi anche di bassa rilevanza, come per la vicenda ad esempio del consigliere comunale nel direttivo della Scuola di Pace. Come mai?

“Credo che le polemiche siano state più che altro alimentate dalla stampa. Certo il nostro è un partito pluralista, aperto alla dialettica ed al confronto ed è del tutto normale che a volte vi siano posizioni diverse, su cui poi va fatta la sintesi. Francamente non colgo la rilevanza politica in merito alla scelta del Consigliere all’interno della “Scuola di Pace”; è evidente che si è semplicemente trattato di un mero disguido organizzativo all’interno del Gruppo Consiliare”.

La coalizione comunale che guida la città esclude per ora la presenza del terzo polo: come giudica l’appello del PPE-PDL a crearlo anche in ambito cittadino? E’ un pericolo a livello politico per il centrosinistra o una risorsa per il dibattito cittadino e quindi per le politiche senigalliesi?

“Il PD si è presentato ai cittadini con un programma ed una coalizione ben definita e tale rimarrà fino alla fine del mandato. Gli accordi con le forze politiche si fanno sui programmi ed alle scorse elezioni ci siamo presentati agli elettori con un programma antitetico a quello del Centro Destra”.

Se allarghiamo l’orizzonte e guardiamo verso la coalizione regionale, pensa che la presenza dell’UDC abbia portato buoni frutti? E che giudizio ha sull’accordo tra PD, UDC e PDL a livello nazionale per quanto riguarda le famose riforme o la riduzione del numero dei parlamentari?

“Anche in Regione il PD si è presentato con una coalizione ed un programma specifico; esprimo un giudizio sostanzialmente positivo sull’operato dell’attuale Giunta, come si è evidenziato anche in questi giorni che hanno visto la nostra Regione colpita dall’emergenza maltempo. Questo non significa che ne abbia sempre condiviso le scelte, ad esempio quella sul Rigassificatore.
A livello nazionale, il Partito Democratico – come è noto – sostiene il Governo Monti, ma non si tratta di una maggioranza politica con UDC, PDL e Terzo Polo; non possiamo non ricordare che due mesi fa il Paese era sull’orlo del baratro e sarebbe stato decisamente irresponsabile, in quel contesto, indire le elezioni.
Le riforme strutturali richiedono non decisioni unilaterali, ma un’ampia convergenza, di qui la necessità del dialogo con le altre forze politiche”.

Altro tema su cui si è dibattuto a livello nazionale è quello dell’occupazione precaria: a parole si cerca di combatterla, ma poi è lo stesso ente comunale ad utilizzare i voucher: che soluzione si immagina?

“Da sempre contrastiamo ogni forma di lavoro precario. Sui voucher utilizzati dal Comune occorre fare chiarezza: sono stati previsti, infatti, all’interno del Fondo di Solidarietà, per venire incontro a quelle famiglie gravate dalla crisi per la perdita dei posti di lavoro, quindi per far fronte a situazioni di emergenza estrema. E’ evidente che non sono uno strumento contrattuale utilizzabile da parte dell’Amministrazione Comunale per l’assunzione del personale”.

La politica italiana è sempre meno ben vista dagli elettori. Mentre in Germania il Presidente si dimette per presunti favori e prestiti a tassi agevolati, in Italia Lusi non si dimette dalla carica istituzionale nemmeno dopo aver confessato di aver rubato 13 milioni di euro. Nella politica italiana c’è una mancanza di etica? E il centro sinistra cosa può fare per riacquisire credibilità?

“Voglio precisare che il Partito Democratico è l’unico ad avere un bilancio certificato. Detto questo il problema della mancanza di etica esiste; per quanto mi riguarda non condivido le logiche populiste e demagogiche. Ricordo che il PD si è dotato di un Codice Etico a cui debbono attenersi gli aderenti, i quali devono ispirare il proprio stile politico all’onestà ed alla sobrietà; tra i principi basilari vi è il rifiuto clientelare del potere, delle logiche di scambio e di pressioni indebite. Sono fermamente convinta che chi svolge un ruolo pubblico debba tenere comportamenti assolutamente trasparenti”.

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