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Fano: Il Medico dei Pazzi chiude la stagione dei classici

Da venerdi' 6 a domenica 8 maggio al Teatro della Fortuna

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Carlo Giuffre'Settantasei anni di cui cinquantasei passati sulle tavole del palcoscenico; cinquantasei anni nei quali si è fatto apprezzare dalla critica e dal pubblico divenendo uno degli attori più amati del nostro teatro.
Carlo Giuffrè è di nuovo sulla scena dove interpreta e dirige Il medico dei pazzi in programmazione da venerdì 6 a domenica 8 aprile al Teatro della Fortuna.
L’appuntamento (in cartellone ad aprile e rimandato per problemi di salute del protagonista e regista) chiude la sezione Commedie e Classici e l’edizione 2004/2005 di Fano Teatro, stagione di prosa organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Fano in collaborazione con AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali.
Dopo il successo di Miseria e nobiltà, Carlo Giuffrè continua, con questo spettacolo prodotto da Diana Or.i.s., il suo lavoro su Scarpetta con un’altra fortunatissima pièce resa famosa da Totò che la interpretò per il cinema nel 1954. Una scelta dettata dalla volontà di continuare a vivificare sulla scena quei testi di autori che Giuffrè ritiene universali: “c’è ancora qualcuno che mi domanda perché non recito teatro italiano e io rispondo che lo faccio ormai da trenta anni, perché il teatro di Scarpetta fa parte della grande commedia dell’arte che è stata fonte del teatro universale.”
Protagonista della storia è Felice Sciosciammocca, il personaggio/maschera creato da Scarpetta, novello e più moderno Pulcinella che assume su di sé i tratti e le caratteristiche del tipico borghese di fine secolo e che torna nell’ultima commedia dell’autore, scritta nel 1908. La trama è ricca di intrighi e malintesi, come vuole il genere, con lo scopo, facilmente raggiungibile, di divertire il pubblico tramite le sventure del protagonista.
Felice Sciosciammocca è un facoltoso contadino di Roccasecca e zio di Ciccillo, nipote amatissimo e scapestrato che da anni vive a Napoli spillando allo zio il denaro per condurre una vita dissoluta e dispendiosa, facendogli invece credere di aver adoperato quei soldi per laurearsi in medicina prima e per aprire una clinica per malati di mente poi. Con la visita a Napoli dello zio, accompagnato da Concetta, consorte a dir poco pittoresca, comincia “la commedia degli equivoci”. Ciccillo farà credere allo zio che la pensione Stella, dove alloggia da anni, sia la sua clinica e i pensionati (tutti tipi a dir poco originali) i pazienti sotto le sue cure. Felice si imbatterà così, uno dopo l’altro, nei bizzarri personaggi che abitano la stravagante dimora: Amalia, la proprietaria della pensione, vecchia sciantosa che tenta a tutti costi di maritare la timida figlia Rosina proponendola a più riprese ad uno imbarazzato ma tentato Felice. Ed ancora Enrico, il musicista fallito che gli propone di partire per improbabili tournée o il Maresciallo dell’esercito, non più tale a causa di una sconsiderata fissazione per i cavalli o Luigi, novelliere da strapazzo o l’attore Raffaele troppo immedesimato nel ruolo di Otello.
Alla fine tutto si chiarirà, ogni cosa tornerà al proprio posto e rimarrà solo una grande verità: non esistono i folli perché la follia fa parte della condizione umana. Un testo attuale e reso magistralmente sulla scena da un Giuffrè con baffetti alla Charlot, ombrello e pomelli rossi sulle guance che guida un gruppo di attori all’altezza della situazione: Pierluigi Iorio (Ciccillo), Piero Pepe (Enrico), Aldo De Martino (il Maggiore) e Monica Assante di Tatisso, Rino Di Maio, Antonella Lori. Sullo sfondo l’immagine della centralissima galleria napoletana Umberto I nella scena realizzata da Aldo Buti. I costumi sono di Giusi Giustino e le musiche di Francesco Giuffrè.

Pubblicato Giovedì 5 maggio, 2005 
alle ore 10:11
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