“Altro che tossicodipendenti: la vera visione mancante è quella della maggioranza”
Senigallia Cambia. Cambia Senigallia - AVS: "Da Canafoglia parole offensive. Ma il problema non è solo la battuta: è il contenuto"

Le parole pronunciate dal consigliere Canafoglia durante la discussione sulla variazione di bilancio – “un buon amministratore non deve avere una visione, quella ce l’hanno i tossicodipendenti” – sono offensive verso chi vive una condizione di dipendenza e non dovrebbero mai essere usate come bersaglio di sarcasmo.
Semmai, restando in tema, le visioni sono da sempre associate ai santi o ai mistici, ma il problema non è solo la battuta: è il contenuto. In pochi minuti il consigliere si contraddice, sostenendo prima che un amministratore non debba avere visione, e poi che debba avere la “visione” di mettere i soldi nelle cose giuste. Delle due l’una.
Una buona amministrazione vive di visione, e il bilancio è lo strumento con cui questa si traduce in realtà. Ridurlo a un mero esercizio ragionieristico è una concezione inaccettabile da parte di chi governa, e purtroppo non nuova per questa amministrazione di centrodestra.
Ogni variazione è una scelta politica, ed è questo che la consigliera Alessandra Olivetti (PD) contesta: oltre 400.000 euro di avanzo libero destinati a interventi poco lungimiranti, a fronte di investimenti limitati su infrastrutture e opere pubbliche; oltre 500.000 euro per gli eventi, senza programmazione anticipata, mentre il sociale riceve risorse ben più contenute. Non è una critica agli eventi in sé, ma una questione di priorità.
Ha anche parlato di “provincialotti”. Non è un’offesa: la provincia, nel mondo, ha prodotto ben altro che sfilate di moto o eventi tv. Basti pensare a Kant, mai uscito da Königsberg, o a Morrissey, che a Manchester ha scritto testi di una profondità inenarrabile proprio grazie alla dimensione provinciale in cui è cresciuto. Il paradosso, semmai, è un altro: è lo stesso Canafoglia a rivendicare per le sue scelte un “respiro internazionale”. Non si tratta di competere per numeri con Venezia, Londra o New York, ma di guardare al metodo. Modelli come la Biennale di Venezia, il Barbican Centre di Londra o il MoMA PS1 di New York organizzano eventi non per fare affluenza, ma per produrre cultura e rafforzare l’identità dei luoghi. Se è questo il metro che lui stesso invoca, è lecito chiedersi: dove sono, in quelle scelte di bilancio, il pensiero e l’identità del territorio? L’evento, in quei modelli, è uno strumento. Qui sembra essere diventato il fine.
A proposito di visioni: che fine ha fatto la promessa di modificare il ponte a brugola, calato in un centro storico di impianto settecentesco? Chi ha avuto la “visione” di realizzare un’opera del genere in quel contesto?
Continueremo a chiedere conto delle priorità e a verificare che le risorse dei cittadini siano impiegate con una visione di lungo periodo. Le battute fanno forse qualche titolo. Le scelte di bilancio decidono il futuro della città. E su quelle continueremo a chiedere risposte.
Coordinamento Senigallia Cambia Cambia Senigallia – AVS


























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