“Non ci sono scorciatoie”
Giulia Marinelli — Candidata al Consiglio Comunale, Lista Fratelli d'Italia, Coalizione Olivetti 2026

Ho imparato presto che per ogni traguardo bisogna pedalare.
Sono nata e cresciuta alla Mandriola — e chi è di qui sa cosa significa tornare su in bici per il Crocefisso della Valle ogni sera dopo una giornata al mare. Non ci sono scorciatoie. Ho lavorato per anni in realtà e ruoli dove le donne — e per di più giovani — sono una minoranza, dove devi guadagnarti ogni centimetro di credibilità, dove i risultati non si dichiarano, si dimostrano. E poi ho scelto di tornare. Per le radici, per la vita che avevo costruito qui, e per la convinzione che quello che impari fuori abbia senso solo quando lo porti a casa.
Senigallia trattiene
Senigallia ha tutto per essere una città dove i giovani scelgono di restare — o di tornare. Il programma prevede il fondo “Restare a Senigallia” per chi fa fatica ad accedere al mercato immobiliare. A questo aggiungo due proposte mie: un Informa Giovani potenziato — non più solo uno sportello informativo, ma un vero punto di orientamento, formazione ai colloqui e connessione tra chi cerca lavoro e le imprese del territorio — e uno Sportello Rientri per chi è partito e vuole tornare, o per chiunque voglia fare di Senigallia la propria casa. Un punto unico dove trovare politiche abitative, fiscali e lavorative, insieme a un profilo di investibilità della città — anche in inglese, per chi arriva da fuori o dall’estero. Due proposte concrete in linea con gli obiettivi dichiarati.
Il programma di Olivetti ha una visione chiara sugli spazi dedicati ai giovani, alla cultura e ai convegni. In questa cornice c’è la possibilità concreta di costruire una bretella reale tra università e imprese del territorio. In questa campagna ho incontrato tanti ragazzi e tante realtà con una voglia enorme di mettersi in rete, di parlare con le imprese, di costruire qualcosa qui. Come ho incontrato imprenditori con la stessa voglia — di dialogare, di informarsi, di restare aggiornati sulle tematiche più attuali. Il convegno sulla cybersicurezza è stato un momento che ha dimostrato come Senigallia possa essere un luogo dove facilitare la formazione continua, affinché l’apprendimento non si fermi all’università ma entri nel mondo del lavoro, accompagni chi fa impresa, aggiorni chi lavora.
Senigallia si prende cura
La solidarietà femminile e la socialità partono dalle piccole cose, dai gesti di cura l’una per l’altra. Il corpo delle donne non è un tabù. Dare spazio alla prevenzione e agli screening dedicati alla salute femminile, abbinati al supporto psicologico di prossimità che il programma di Olivetti prevede, è un atto di grande civiltà e sensibiltà. Perché prendersi cura di una donna significa accompagnarla — non solo curarla. E perché certe battaglie si combattono ogni giorno, in silenzio, e meritano attenzione vera.
Ma prendersi cura delle donne significa anche costruire le condizioni perché siano davvero libere. E la libertà, nella vita concreta, ha spesso un nome preciso: indipendenza economica. Per molte donne è l’unica via reale per uscire da situazioni di abuso e disagio. Il programma di Olivetti prevede orientamento, reinserimento lavorativo e sostegno all’imprenditoria femminile — strumenti concreti per chi vuole rimettersi in gioco.
Il programma rafforza anche la rete di contrasto alla violenza di genere: ed è un sistema che funziona solo se le donne al suo interno hanno gli strumenti per ripartire davvero.
Si parla spesso di disparità di genere e differenze salariali tra uomini e donne — ma poco di competenze. Eppure sono proprio le competenze lo strumento più potente per conquistare quella libertà. E di questo posso fare il mio cavallo di battaglia, perché l’ho sperimentato in prima persona. Ho parlato molto di digitale in questa campagna: penso alle discipline che mettono insieme la formazione umanistica e le nuove tecnologie — come la linguistica computazionale e la digitalizzazione dei beni culturali — settori in grande espansione dove la presenza femminile è ancora bassa, nonostante le opportunità siano concrete e ben remunerate. E penso ai mestieri tecnici tradizionalmente maschili che l’innovazione sta aprendo in modo reale anche alle donne, abbattendo barriere che sembravano strutturali. Formare le donne in questi ambiti non è solo una questione di mercato del lavoro. È costruire autonomia. È costruire libertà.
Una città che si prende cura delle donne si prende cura di tutti. Il programma di Olivetti guarda agli anziani come parte viva e attiva della comunità. Verranno sviluppati servizi innovativi come la telemedicina per gli anziani e progetti di cohousing sociale, per rispondere ai bisogni di una popolazione che invecchia ma che deve restare protagonista della propria vita. I centri diurni di invecchiamento attivo — fisioterapia, stimolazione cognitiva, attività intergenerazionali — non sono semplici luoghi di assistenza. Un riconoscimento concreto va anche ai caregiver, spesso donne tra i 40 e i 60 anni che si prendono cura di un genitore anziano o di un familiare fragile, evitando che la solidarietà familiare si trasformi in un peso fiscale.
La rete di solidarietà del territorio viene valorizzata e sostenuta, perché nessuna amministrazione può sostituire quella presenza quotidiana di umanità. Per le persone con disabilità e per i cittadini in difficoltà, il programma prevede politiche attente e inclusive. Dobbiamo dare fiducia al progetto di questa amministrazione per fare ancora di più — rendere le infrastrutture davvero accessibili a tutti, non solo sulla carta.
Sul tema della salute, ben sapendo i limiti del Comune in materia e forte di una filiera che permette un dialogo diretto con la Regione grazie a Fratelli d’Italia, porterò all’attenzione dell’amministrazione spunti concreti per ridurre le liste d’attesa per chi ha un reddito basso e non può permettersi di aspettare mesi per una visita specialistica. Non parto da idee astratte: parlo di strumenti già implementati e applicati altrove — dai buoni sanitari modulati su reddito e urgenza alle convenzioni che coinvolgono anche il welfare aziendale. Proposte che saranno sottoposte al vaglio di fattibilità, nel rispetto delle competenze e delle risorse disponibili.
Uno sguardo da fuori da chi conosce il territorio da dentro
Ed è questo il mio approccio: portare il mio contributo dove posso aggiungere valore con competenze, spunti, iniziative e uno sguardo da chi ha vissuto e lavorato altrove ma che conosce Senigallia da dentro. L’ho costruito nel perimetro del programma di Olivetti — con rispetto e convinzione. Perché la partecipazione che mi interessa non è quella vuota, fatta di silenziose presenze e passerelle. È quella di chi si siede al tavolo con qualcosa di concreto da dire — e lo dice, e fa in modo che accada.
La mia non è una campagna fatta di slogan, promesse e attacchi. È una campagna che ha voluto dimostrare già adesso, con gesti reali, cosa significa portare concretezza in politica e investire sulla comunità, non sulla pubblicità, incoraggiando sempre una partecipazione attiva di tutta la cittadinanza senza creare divisioni e partendo dall’ascolto dei cittadini. Una campagna coraggiosa — che guarda dritto negli occhi un futuro fatto di grandi cambiamenti e sfide che non si possono più ignorare. Una campagna che va oltre le ideologie e guarda al bene comune della nostra città, creando valore e non disperdendolo.
Con la consapevolezza di chi sa che le risorse non cadono dal cielo: si costruiscono, si intercettano, si meritano. E che una città viva, attrattiva e giusta è la condizione perché quelle risorse continuino ad arrivare e a fare la differenza — per ogni strada, ogni parco, ogni panchina, ogni lampione.
Senigallia ha tutto per essere quella città. Io sono qui per contribuire a costruirla.
Senigallia, ci siamo.
Giulia Marinelli — Candidata al Consiglio Comunale, Lista Fratelli d’Italia, Coalizione Olivetti 2026


























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