SenigalliaNotizie.it
Versione ottimizzata per la stampa

“Vogliamo mettere la città in sicurezza dalle piene, oppure NO?”

Giorgio Sartini (candidato Lega): "Il più grande problema, si trova dopo il Ponte Ferroviario fino allo sbocco in mare del Misa"

Giorgio Sartini candidato consigliere - Lega - Elezioni comunali Senigallia 2026
Giorgio Sartini

La nostra lista, attraverso il Sindaco Massimo Olivetti, l’Assessore Elena Campagnolo e il candidato Giorgio Sartini sta lavorando per mettere al riparo Senigallia dal rischio di nuovi allagamenti.

Il più grande problema, si trova dopo il Ponte Ferroviario fino allo sbocco in mare del Misa; è iniziato a partire dal 1988 con questa sequenza di disposizioni fatte dalle giunte regionali e comunali precedenti al 2020:

1. Nel 1988 vengono introdotte le prime direttive in merito alla richiesta della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sulle opere pubbliche.

2. Nel 1990 ancora i porti e i lavori che insistono su di essi rientrano nei PRG comunali e dei Comuni è la competenza su di essi.

3. Nel 1994, con la Legge 84 di quell’anno, tale competenza viene tolta ai Comuni, dato che nascono le Autorità Portuali per i grandi scali marittimi come Ancona, e per quelli piccoli sono le Regioni ad assumerne la competenza, nell’ambito di un più ampio quadro nazionale di gestione.

4. Nel 1995 il Ministero dell’Ambiente emette quello che è l’unico suo documento riguardo ai lavori per il porto di Senigallia: qui si raccomanda il dragaggio sia dello sbocco a mare, sia del collegamento tra fiume e porto.

5. Da giugno 1999 a dicembre 2000 le deleghe per la realizzazione delle vasche di espansione vengono affidate al Comune di Senigallia, che alla fine di quel periodo le restituisce alla Regione Marche, non essendo riuscito ad avviarne la costruzione.

6. Nel 2001 arriva il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che esprime posizione favorevole allo scollegamento idraulico tra fiume e porto, a meno del collegamento controcorrente con la terza darsena portuale che funge da scolmatore.

7. Sempre a inizio anni 2000 iniziano i tavoli di confronto tra Comune di Senigallia e Regione Marche sulla redazione del Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI) della città, dal quale tavolo viene esclusa la zona del porto: tale piano, che come ha ricordato pubblicamente in passato l’Ing. Vito Macchia (Tecnico Regionale per il PAI) verrà approvato ma non verrà sottoscritto dai tecnici regionali, e “si ferma” al ponte ferroviario sul fiume Misa.

8. Nel 2006, al posto del collegamento aperto tra fiume e porto, viene introdotta l’idea di costruire una porta vinciana, su richiesta, a quanto si legge dagli atti, dei pescatori che temevano l’insabbiamentodel porto a causa dei detriti trasportati dal Misa.

9. Nel 2007, con la determina n° 1.134, del Responsabile Unico del Procedimento (RUP), l’ing. Gianni Roccato, approva la perizia di variante avanzata dalla direzione del cantiere, ovvero dai tre progettisti del porto: l’ing. Alessandro Mancinelli, l’ing. Raffaele Solustri e l’arch. Fabio Maria Ceccarelli, sancendo così la definitiva chiusura del collegamento tra Misa e il porto. La motivazione della richiesta e della decisione, oltre al possibile risparmio economico sui successivi lavori di manutenzione e dragaggio, starebbe solo nel fatto cheserviva un passaggio carrabile per collegare i due lungomari.

Con la chiusura del collegamento tra il fiume e il porto ed il mancato prolungamento della banchina di destra del fiume, anno dopo anno, oltre alla riduzione del transito delle portate alla foce, sono cresciute le problematiche dei depositi sul fiume e sul mare all’uscita del fiume, che hanno portato all’alluvione del 2022 e che se non saranno rimosse continueranno a provocare allerte e alluvioni alla nostra città, come ci ha comunicato per iscritto, in risposta alle nostre richieste trasmesse ad agosto 2025, la Fondazione CIMA il 22 gennaio 2026 tramite PEC al nostro sindaco Massimo Olivetti e a me. (Allegato 1)

Giorgio Sartini
Candidato per la Lega alle Elezioni Comunali Senigallia 2026

Commenti
Solo un commento
BlackCat
BlackCat 2026-05-19 16:25:30
nvece di improvvisarvi esperti idraulici, studiate la logica dell'ingegneria: il rischio idraulico si mitiga a monte, non alla foce. I lavori di somma urgenza fatti finora lungo il Misa non hanno ridotto il rischio nel centro urbano, tanto che la perimetrazione ad alto rischio (R4) è rimasta identica.

Visto che citate i documenti, citiamoli tutti:

Le vasche di laminazione ferme: L'estensione della zona R4 è colpa del fatto che dal 2020 al 2022 la Regione non ha progettato le vere opere strutturali (le vasche a monte) per ridurre la portata da 951 mc/s a 300 mc/s.

Il colpevole in centro: La perizia del CTU della Procura (Prof. De Miranda) parla chiaro: l'esondazione del 2022 in centro è stata causata, senza ombra di dubbio, dal nuovo Ponte 2 Giugno. E gli unici inquisiti sono funzionari regionali e del Consorzio di Bonifica.

Sfigurare la città con progetti inutili a valle (come il Ponte Garibaldi) mentre lasciate la città non in sicurezza a monte è la firma del fallimento di Olivetti, Fratelli d'Italia e Lega.

https://www.senigallianotizie.it/1327630844/rischio-idraulico-del-fiume-misa-lingegner-rognoli-replica-a-fratelli-ditalia
ATTENZIONE!
Per poter commentare l'articolo occorre essere registrati su Senigallia Notizie e autenticarsi con Nome utente e Password

Già registrato?
... oppure Registrati!



Scarica l'app di Senigallia Notizie per AndroidScarica l'app di Senigallia Notizie per iOS

Partecipa a Una Foto al Giorno





Cronaca
Politica
Cultura e Spettacoli
Sport
Economia
Associazioni
Fuori dalle Mura