“Bene che nel dibattito pubblico si torni finalmente a parlare del progetto di metropolitana di superficie”
Mangialardi: "la maggioranza non sia chiusa"

Bene che nel dibattito pubblico si torni finalmente a parlare del progetto di metropolitana di superficie: un’idea infrastrutturale ambiziosa, nata da amministratori lungimiranti del nostro territorio e portata avanti, negli anni, anche grazie al protagonismo della Provincia.
Le Giunte guidate da Enzo Giancarli e dalla compianta Patrizia Casagrande hanno lasciato in eredità non soltanto opere realizzate, ma anche progettualità da aggiornare e completare. Nel mio ruolo di Presidente di ANCI Marche mi sono impegnato in prima persona per provare a rimettere in moto quelle proposte: avevamo presentato uno studio di fattibilità che non riguardava un singolo punto, ma un sistema di nuove installazioni tecnologiche e fermate evolute lungo la linea, tra cui la proposta di una stazione tecnologicamente avanzata a Cesano, per Senigallia.
Negli anni successivi, il venir meno di alcuni nodi strategici e la mancanza di una regia forte hanno segnato un passo indietro, fino a un sostanziale abbandono del tema. Oggi si può e si deve ripartire, ma servono serietà e concretezza.
Serve soprattutto il coinvolgimento vero di tutti i soggetti interessati: i Comuni in primis, ma anche le forze di opposizione e i portatori di interesse. Una visione così sfidante, di prospettiva e di lungo periodo, richiede un percorso partecipativo all’altezza e scelte trasparenti.
A distanza di oltre trent’anni dalla prima elaborazione, è naturale pensare anche a correttivi: il progetto non può escludere l’hub di Jesi Interporto, anche alla luce dell’imminente apertura dello stabilimento Amazon e dei nuovi flussi logistici che ne deriveranno.
Mi auguro che su queste grandi partite infrastrutturali – metropolitana di superficie, ma anche A14 – la maggioranza abbandoni l’atteggiamento di chiusura visto finora. Progetti di questo respiro devono diventare patrimonio comune della collettività: senza confronto e atti conseguenti, il rischio è che restino soltanto parole e auspici.
Maurizio Mangialardi


























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