Logo farmacieFarmacie di turno


Comunale Centrale
Errore durante il parse dei dati!
SenigalliaNotizie.it
Versione ottimizzata per la stampa
Al Vicoletto da Michele - Ristorante e pizzeria a Senigallia

“Non c’è storia senza i suoi eroi”

Le storie delle donne nel mese di marzo

 
Negli ultimi quindici anni, l’Associazione di Storia Contemporanea si è segnalata per una serie di ricerche sulla storia delle donne che sono state presentate non solo nel territorio regionale e nazionale, ma anche all’estero, dalla Germania all’Inghilterra, dalla penisola iberica alla Francia, nonché nel continente americano.
 

C’erano da recuperare le relazioni che hanno collegato femministe e attiviste italiane con quelle internazionali, ma soprattutto riscoprire collocare opportunamente la storia del femminismo e quella di alcune vicende femminili del nostro territorio che è indubbiamente una delle tante periferie del mondo, ma che nell’ambito del processo di emancipazione femminile ha saputo proporre contributi originali quanto dimenticati. A questo territorio appartengono le proto-elettrici del 1906, la prima avvocata italiana, le dive del belcanto, le salvatrici che hanno messo a repentaglio la propria esistenza nelle due guerre mondiali, le politiche e altre figure che si sono distinte in ambiti fino a quel momento appannaggio esclusivo dei maschi.
 
Così, in questo mese di marzo, diverse realtà marchigiane si sono rivolte all’Associazione per rileggere la storia nascosta o appena accennata, quella delle donne, decisamente più affascinante e versatile di quella degli uomini (per informazioni si può scrivere ad ascontemporanea@gmail.com). Storiche e storici associativi sono pronti a vivacizzare una serie di appuntamenti nel territorio al centro dei quali ci sarà la vicenda storica di donne determinate nel far valere i loro diritti nel campo del lavoro e della giustizia, nell’affermazione della diversità e delle differenze, nella conquista di dimensioni sociali, professionali, economiche a lungo negate, anche in forza di legge, in nome dei più vieti paradigmi maschilisti.
 
Costituiranno oggetto di dialogo e confronto le recentissime pubblicazioni edite dal marchio editoriale associativo (1797 edizioni), da “Ventuno Parole. Lemmario di storia e vita femminile” alla “Storia delle italiane Dalla fine del Settecento ai giorni nostri” fino alla nuovissima edizione di “Dieci donne”, in uscita venerdì 6 marzo (in anteprima, la copertina), che presenta il diverso sottotitolo “Storia delle prime elettrici italiane ed europee”. Si tratta del libro maggiormente presentato nella storia associativa, visto che tra 2012 e 2020 è stato oggetto di 103 incontri pubblici tra Italia, Europa e Stati Uniti. “Dieci donne” è stato completamente riscritto grazie all’acquisizione di nuove documentazioni e ora viene presentato con un format nuovo e una rilettura avvincente che non mancherà di conquistare i lettori, donne e uomini. Soprattutto perché si parla di un tempo in cui le italiane erano per larga parte segregate dentro casa e succube dei propri mariti: servitù e discriminazioni tradizionali venivano ribadite a donne normali che lottavano coraggiosamente per cambiare lo stato delle cose. La normalità però può a volte trasformarsi in qualcosa di diverso, come ha scritto su “La Stampa” la studiosa Elena Loewenthal: “Non c’è storia senza i suoi eroi: anche quella del voto alle donne ha i suoi, che sono invero tanti. Dieci, più uno, come racconta lo storico Marco Severini”; sul “Corriere della Sera”, Antonio Polito ha rammentato la straordinarietà della vicenda delle dieci maestre del 1906, sottolineando che essa appartiene alla “lunga storia della lotta per l’emancipazione femminile”; su “Il Sole 24 Ore”, Eliana Di Caro ha scritto come “il fatto” del 1906 costituì “un precedente” ed ebbe “un valore simbolico importante nella lotta per l’emancipazione femminile”; la storica Giulia Galeotti ha notato, su “L’Osservatore Romano”, che le dieci maestre furono anche “elettrici mancate”, anche se per poco: nell’Italia dell’epoca un governo rimaneva in carica mediamente dieci mesi e le proto-elettrici rimasero tali per otto mesi e mezzo, avendo dunque una concreta chance di deporre la scheda nell’urna; Mario Avagliano ha sottolineato, su “Il Messaggero”, “il merito” del libro di Severini consiste nell’aver riportato “alla luce la storia di quelle pioniere del voto alle donne”; la storica Alessandra Gissi ha notato, in “Il mestiere di storico”, come l’autore abbiamo fornito “informazioni preziose” con la sua documentata indagine, sollevando al contempo “una serie di domande” foriere di “ulteriori ricerche”; la rivista “Il senso della Repubblica nel XXI secolo” ha segnalato come “lo studio della storia di queste dieci donne marchigiane” sia diventato “un invito verso una maggiore coscienza civica, nella consapevolezza che al di fuori della partecipazione attiva c’è solo la rassegnazione e una terribile solitudine su cui si incuneano nuove forme di schiavitù”.
Commenti
Ancora nessun commento. Diventa il primo!
ATTENZIONE!
Per poter commentare l'articolo occorre essere registrati su Senigallia Notizie e autenticarsi con Nome utente e Password

Già registrato?
... oppure Registrati!



Scarica l'app di Senigallia Notizie per AndroidScarica l'app di Senigallia Notizie per iOS

Partecipa a Una Foto al Giorno