“Case popolari Senigallia: il tempo dell’attesa è finito. E’ il tempo della lotta e dei diritti”
Arvultùra: "Incontro e impegni presi da parte del potere politico cittadino rappresentano un primo passo fondamentale"

Dopo mesi di lavoro porta a porta, condominio per condominio, il disagio silenzioso delle case popolari è diventato una protesta collettiva e organizzata.
Più di venti nuclei familiari, insieme al Centro Sociale Arvultùra e al Sindacato Sunia Marche, sono stati ricevuti in Comune a Senigallia dal sindaco Massimo Olivetti, dall’assessore ai servizi sociali Cinzia Petetta e dalla responsabile del settore Giuseppina Campolucci. Un incontro non scontato, conquistato grazie alla capacità di aggregazione e alla valorizzazione dell’autorganizzazione sociale e della lotta politica come strumento legittimo e necessario per la tutela dei diritti.
Al centro del confronto, le criticità che da troppo tempo rendono invivibili gli alloggi Erap di via Sanzio, via Perugino, via Capanna, via Croce e via Monteverdi: bollette esorbitanti dovute a impianti di riscaldamento obsoleti e centralizzati che scaldano anche appartamenti sfitti, infiltrazioni e manutenzioni bloccate da un sistematico “rimpallo di responsabilità” tra Comune, amministratori condominiali ed Erap.
A questo si aggiunge il paradosso delle case vuote: undici alloggi sono pronti, ma non possono essere assegnati a causa di un cavillo normativo seguito a una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il criterio dei cinque anni di residenza. Una situazione di stallo che, come ha spiegato il Sindaco, rischia di creare false aspettative se non si attendono le nuove linee guida regionali. Solo l’adeguazione delle norme fatte dal Presidente Acquaroli potrà permettere di assegnare con certezza gli undici alloggi popolari a chi ne ha diritto.
La mobilitazione ha già prodotto risultati tangibili. Il sindaco si è impegnato a convocare i tecnici di Erap affinché, nei prossimi giorni, effettuino sopralluoghi mirati in tutti i condomini interessati. Le verifiche avverranno in presenza del primo cittadino, degli amministratori di condominio, del sindacato Sunia, dei militanti di Arvultùra e, soprattutto, sotto lo sguardo vigile degli stessi inquilini. Obiettivo: farsi dire, sul posto, tempi e modi certi per la risoluzione dei problemi.
L’ascolto ottenuto è importante, ma deve trasformarsi in interventi concreti per rendere le abitazioni dignitose e i costi sostenibili, altrimenti è demagogia e presa in giro delle fasce di popolazione economicamente più fragili. Lo stesso discorso vale per Erap. Se da quest’ultimo verranno – come è sempre successo – solo buone intenzioni e nessun fatto, il prossimo passo della mobilitazione sarà portare gli inquilini direttamente nella sede di Ancona, davanti al nuovo consiglio d’amministrazione e imporre il confronto e l’ascolto.
L’incontro e gli impegni presi da parte del potere politico cittadino rappresentano un primo passo fondamentale. Ora, però, servono i fatti. È la dignità delle persone a richiederlo e ad imporlo, perché i diritti non si chiedono, ma si conquistano con la lotta e l’organizzazione collettiva.
Avanti, casa per casa, diritto per diritto!


























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