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Compie 15 anni l’Associazione di Storia Contemporanea

Il 13 gennaio a Senigallia la presentazione del nuovo numero della rivista

 
Cade oggi un compleanno importante. Quindici anni fa, il 13 gennaio 2011, è nata, in un’aula dell’Università di Macerata,l’Associazione di Storia Contemporanea con il duplice scopo di insegnare la ricerca storica ai giovani e di sviluppare ricerche originali e propositive.
 

I 16 soci originari, tra cui il professor Marco Severini (contemporaneista di quell’ateneo), hanno nel frattempo superato quota 535, con non pochi iscritti stranieri ed extra-europei; tra i soci dell’Associazione si contano studiose e studiosi di vaglia. Da Macerata l’Associazione si è trasferita, nel 2014, a Senigallia, rendendo quest’ultima sede di convegni nazionali e internazionali; nella città adriatica, essa ha dato vita a diverse sinergie. Dagli iniziali studi risorgimentisti, l’Associazione ha coltivato lavori di storia politica, storia delle donne, storia odeporica, storia della storiografia, Public e Local History, sdoganando settori, come lo sport, praticamente negletti a livello storiografico. Tra le oltre 150 pubblicazioni associative editate in questi anni (collaborando con i maggiori editori), non poche sono diventate oggetto di discussione nella comunità scientifica e in quella dei lettori non solo in Italia, ma in Francia, Germania, Gran Bretagna, Portogallo e Stati Uniti; altre hanno fornito la base per libri e romanzi, come “Fuga per la libertà” (2021) – l’incredibile storia della sarta anconetana Alda Renzi che, con le sue amiche, salvò oltre 300 persone nell’Ancona occupata dai nazisti (tra il settembre e l’ottobre 1943) –, un’originale ricerca condotta negli archivi statali durante il biennio pandemico su cui hanno messo gli occhi, rielaborandola, tre diverse scrittrici: prima di queste ultime, però, la vicenda era divenuta oggetto di trasmissioni radiofoniche e televisive; la RAI, in particolare, ha ripetutamente intervistato storiche e storici dell’Associazione; non sono mancati progetti cinematografici che hanno preso spunto dalle ricerche di quest’ultima. Diverse città marchigiane – tra cui Pesaro, Fano, Corinaldo, Jesi, Macerata, Ascoli Piceno e altre – hanno potuto riscoprire parte della loro vicenda storica grazie alle ricerche condotte dagli storici associativi. Sono stati attuati progetti di lungo periodo, come il “Dizionario biografico delle donne marchigiane”, che è uscito nel 2018 e ha conosciuto sei ristampe in sette anni, venendo continuamente richiesto dai Paesi europei e americani; inoltre, vanno menzionati i sette tomi – ognuno con curatore/trice differente – della “Storia delle Marche nel XX secolo” (2007-19), la costante partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino, la presentazione delle opere di maggior impatto preso gli Istituti Italiani di Cultura all’estero e la finalità – cruciale – della beneficenza: con i proventi di quello che è ormai divenuto un classico, il libro “Storie di Natale”, l’Associazione ha sostenuto enti e associazioni delle principali città italiane e, da ultimo, i poveri della collettività misena. In un Paese in cui escono circa 300 libri al giorno – dai giornali di ieri si evince la notizia che si sono messi a scrivere anche una nota, 35enne attrice capitolina e un ex centrocampista di calcio, di natali veneti –, l’Associazione non ha mancato di dire la sua, esplorando campi poco battuti se non obliati: se dal 2023 disponiamo di ben due monografie sulla storia delle donne in Italia in età contemporanea, questo lo si deve agli storici dell’Associazione. Al Salone torinese sono presenti da 15 anni i libri che hanno riscosso maggior successo come “Dieci donne Storia delle prime elettrici italiane” (2012, 2013) – recensito dai quotidiani nazionali e dalle riviste di settore – e “Le Marche e l’Unità d’Italia” (2011, prima ed., 2010) un volume che, dopo un primo intenso anno di attività, ha fatto meritare all’Associazione di Storia Contemporanea la medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica, concessa dal Capo dello Stato dell’epoca, on. Giorgio Napolitano. Oggi l’Associazione ha un proprio marchio editoriale, 1797 edizioni (che prende il nome dall’anno in cui per la prima volta una donna denunciò in pubblico la discriminazione femminile operata dagli uomini) che vanta già 25 titoli e tre Collane (“I marchi di Krzysztof”, dedicata alla storia contemporanea; “La penna di Olympe”, che pubblica ricerche di storia delle donne; “Dialoghi”, relativa alla saggistica), distribuisce a livello nazionale e diffonde i metadati bibliografici dei propri testi in un mercato librario sempre più etereo. Non pochi giovani hanno pubblicato il loro primo libro grazie all’Associazione e questo 2026 si apre, tra l’altro, con la lavorazione appena avviata dell’opera di una giovane socia venticinquenne. Non vanno dimenticate le diverse riviste uscite che hanno pubblicato studi innovativi, da “Storia delle Marche in età contemporanea” che ha caratterizzato il primo lustro dell’attività (2011-16); nel secondo (2016-20) sono comparse “Itineris”, dedicata a viaggi, viaggiatori e viaggiatrici nella contemporaneità, e “Centro e periferie”, che si è occupata della storia dei territori e delle periferie, sempre più dimenticata; con il terzo lustro, i lavori associativi hanno trovato un alveo fecondo – dopo la breve esperienza de “il Perticari” –, nella nuova rivista “Il materiale contemporaneo” il cui nuovo numero (5, 2025) verrà presentato e donato ai soci, martedì 13 gennaio, alle ore 17.45, presso la Sala Conferenze della Biblioteca “Antonelliana” di Senigallia. Alle 17.00 si terrà l’Assemblea dei soci che conoscerà i risultati delle elezioni (in corso di svolgimento) del nuovo Direttivo associativo e discuterà e approverà la nuova Programmazione annuale. La sfida proposta dall’Associazione alla società in continuo cambiamento continua a essere la stessa: contrastare l’individualismo e l’egoismo dominanti con la luce della cultura, della lettura, della storia e della pratica associativa. Numerose le novità librarie previste nel 2026: ma, visto che viviamo in un’epoca sempre più scialba e avara di originalità, è meglio svelarle un poco alla volta.
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