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Referendum Giustizia 2026, confronto pubblico tra Sì e No in diretta streaming

Mercoledì 4 marzo alle ore 21 dibattito aperto ai cittadini con possibilità di inviare domande a direttore@senigallianotizie.it

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Domenico Liso e Corrado Canafoglia

Un confronto pubblico per aiutare i cittadini a comprendere meglio i contenuti e le conseguenze del Referendum Giustizia 2026. È quello in programma mercoledì 4 marzo alle ore 21.00, in diretta streaming, con un dibattito dedicato alla riforma costituzionale al centro della consultazione popolare.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire uno spazio di informazione e approfondimento, mettendo a confronto le ragioni del Sì e quelle del No in modo diretto e trasparente. Il referendum interviene su aspetti centrali del sistema giudiziario italiano e solleva interrogativi che toccano da vicino i cittadini: dai tempi dei processi all’equilibrio tra poteri dello Stato, dall’autonomia della magistratura alla tutela dei diritti, fino agli effetti concreti sulla vita quotidiana di chi si rivolge alla giustizia.

A sostenere le ragioni del No sarà l’avvocato Domenico Liso, componente del direttivo PD Senigallia. Per il Sì interverrà l’avvocato Corrado Canafoglia, esponente di Fratelli d’Italia. Il dibattito sarà moderato da Massimo Mariselli, direttore di SenigalliaNotizie.it.

La serata sarà trasmessa in diretta streaming su https://www.facebook.com/senigallianotizie  e resterà disponibile in archivio su www.SenigalliaTV.it  all’interno della rubrica “Oggi in città”, per consentire anche a chi non potrà seguire l’evento in tempo reale di rivedere l’intero confronto.

I cittadini potranno partecipare attivamente inviando domande prima e durante la diretta scrivendo all’indirizzo direttore@senigallianotizie.it. Le questioni più rilevanti verranno sottoposte ai relatori nel corso del dibattito.

L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza: informarsi, ascoltare posizioni diverse e porre domande è il primo passo per un voto consapevole.

Commenti
Ci sono 4 commenti
Glauco G. 2026-03-02 10:07:16
La separazione delle carriere è in vigore (parliamo di separazione netta) nei seguenti paesi : Germania Spagna Portogallo Pesi Bassi Belgio Svizzera Austria Svezia Norvegia Danimarca Regno unito Stati uniti Canada Giappone. I Pesi come il nostro (senza separazione netta delle carriere sono) Russia (regime) Egfitto (regime) Iran (regime) Turchia (regime) Cina (regime) Iraq (regime) Pakistan (regime) Bangladesh (regime) Venezuela (regime) Arabia saudita (regime) Nigeria (regime) Algeria (regime) Marocco (regime) Bolivia (regime). Insomma. A me basterebbe anche solo questo per capire che le nazioni più democratiche adottano la separazione delle carriere e che funzionano bene (salvo rari casi come l’ America) o abbastanza bene. Nessuna nazione che applica la separazione delle carriere subisce dittature o è a rischio dittature e tutto sta funzionando meglio di chi non applica la separazione delle carriere. L’altro lato invece. SOLO le nazioni con DITTATURE non vogliono cambiare ed evitano la separazione. Già solo questa cosa mi ha fatto pensare e mi ha fatto indagare meglio e studiar emeglio la cosa (senza troppi pregiudizi politici). Abbiamo la fortuna di studiare la riforma perché altri paesi la stanno adottano. Io sto con la spagna la Germania ecc non con paesi dove non puoi nemmeno scrivere un commento come il mio altrimenti rischi la galera anche perché chi mi accusa è comunque legato a chi mi giudica. Detto questo. Altro esempio che mi porta a votare SI…ad oggi. Il 60/70% delle tesi contro il SI sono concentrate nel paragonare il SI a qualcuno di sgradevole e il No a qualcuno di bello…es. se voti SI sei come il lebbroso se voti NO sei come un eroe della Marvel…che tristezza. Si punta a quello per cercare di prendere qualche NO in più. Oppure..si scomoda Falcone che non ha mai preso reale posizione e gli si fa dire cose mai dette cose mai pensate. Io ci vedo disperazione in queste forma di convincimento e questo mi fa pensare tanto. Chiudo dicendo che non ho mai creduto a nessuno e non voglio convincere nessuno. Vorrei solo stimolarvi a studiare..capire..cercare..e non fermarvi al politico di turno o alla tessera di partito…. ...per me e solo per me.. impossibile votare NO dopo che mi sono informato anche al di fuori dei confini Italiani. Fatelo anche voi...senza credere a me senza credere a questi incontri o ai politici….chiudete nel cassetto la tessera di partito e provate a decidere senza pregiudizio….provate a capire e poi votare e non votare e poi capire. Vale sia per chi voterà SI e sia per chi voterà NO ovviamente
salvaterre 2026-03-02 13:48:12
non è esatto ciò che ha scritto Glauco G.
in molti paesi la riforma è adattata alla giurisdizione della Nazione.
In sintesi, la separazione non è un sistema uniforme ma adattato alle tradizioni giuridiche locali, con criticità che riguardano più spesso il grado di indipendenza dell'accusa dal governo che la distinzione in sé.
Il vero pericolo se così lo possiamo chiamare è che il potere esecutivo possa influenzare il giudice!
> VOTO NO !
Glauco G. 2026-03-02 17:14:25
@salvaterre no....o non hai capito oppure non vuoi capire. Concordo con te sul discorso che ogni nazione ha una giurisdizione a se...ma tutti hanno lo stesso concetto di base...che poi..come gestiscono tutto il contorno è ben altra cosa....tutti hanno la separazione..nessuno può pirma essere accusatore e poi giudicante....nulla di più nulla di meno..possono farlo solo i pasei da me elencati e praticamente dittatoriali..queste sono dati oggettivi e non confutabili..se sbaglio dimostramelo parlando di SEPARAZIONE DI CARRIERA e non di SISTEMA GIURIDICO.
Glauco G. 2026-03-03 09:18:39
@salvaterre miglioro la mia risposta... sei la dimostrazione di quello che ho detto nel commento precedente. Non ho minimamente paragonato i vari sistemi giuridici dei vari paesi e l’adattamento che citi è totalmente ininfluente nel normale percorso giuridico dei vari paesi. Es. Il sistema Americo (per me totalmente imperfetto) facendo un copia e incolla su internet…. Negli Stati Uniti, la separazione delle carriere tra pubblici ministeri (prosecutors) e giudici è netta e strutturale, basata su percorsi formativi, selezioni (nomina o elezione) e funzioni completamente distinte. I PM dipendono dal potere esecutivo, non esiste l'obbligatorietà dell'azione penale e i giudici sono eletti o nominati, garantendo indipendenza reciproca… Il sistema giudiziario statunitense si distingue nettamente da quello italiano per una rigida separazione tra le carriere dei magistrati (giudici) e dei procuratori (prosecutors), inserita in un contesto di common law dove la giuria popolare gioca un ruolo fondamentale….quindi…la separazione delle carriere esiste ed è netta…ma poi fanno giudicare al popolo (cosa che a me non piace)….la separazione delle carriere..anche se applicata al loro contesto è ben altro tema rispetto a come poi gestiscono loro il percorso giuridico magarantisce8molto meglio che in Italia) indipendenza reciproca…ecco il punto… indipendenza reciproca…tutto qui.-.. indipendenza reciproca… noi non abbiamo minimamente la garanzia di indipendenza…..da noi si possono anche accordare facilmente senza nessun problema visto che chi accusa e chi giudica è controllato dallo stesso ente e chi accusa domani potrebbe giudicare. Anche solo pensarlo per me è assurdo e oprorpio perché assurdo..in passato hanno provato a limitare l’ira di tanti mettendo in essere un sistema che prevede 1 solo cambio nella carriera…allora ti chiedo…perché mettere una limitazione prevede 1 cambio a carriera se cambiare non è così grave? Se per voi è garantita l’indipendenza reciproca perché mettere una legge che limita il cambio di casacca? Se è rispettata l’indipendenza reciproca allora lascia libertà di cambiare ogni volta che vuoi no? Perché limitare una cosa che per voi funziona bene? Non è un controsenso?
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