SenigalliaNotizie.it
Versione ottimizzata per la stampa

I Medici di famiglia: Nelle Marche cittadini di seria A e di serie B

Protesta FIMMG: Tetti di spesa, mancati investimenti in informatica, disagi per i certificati di malattia

Tuttosenigallia.it

dr. Alberto Oliveti"Ho motivo di ritenere che nelle Marche, anche se virtuose nelle graduatorie nazionali, l’attuale scenario della politica sanitaria – tra tagli ai bilanci, promesse non sempre mantenute e scelte frettolose quando non contraddittorie – il cittadino avrà sempre più difficoltà a vedersi garantito il proprio diritto alla salute." Con queste parole esordisce Alberto Oliveti, medico di famiglia, segretario regionale della FIMMG e Vice-presidente vicario dell’ENPAM, l’ente pensionistico dei medici e dei dentisti italiani.

Si sono chiusi ospedali senza prima investire nel territorio. Molte località si sono trasformate in una terra di nessuno veramente poco ospitale per chi è ammalato, specie se anziano o solo. Si parla di investire in prevenzione e buoni stili di vita per evitare la malattia ma non si fa nulla per garantire un’effettiva assistenza primaria.

Al contrario si continua a parlare di “cure primarie”, tradendo una mentalità che punta sulle terapie invece che su un approccio salutistico. Così, si trascura la medicina di famiglia che è la trave portante dell’assistenza primaria, con le sue potenzialità di far fronte a una massa enorme di problemi.

La Regione nel 2007 firmò con i medici di medicina generale un accordo integrativo che fissava una serie di obiettivi. Per ampliare le potenzialità assistenziali, e avere più tempo da dedicare ai pazienti, si incentivavano i medici ad assumere collaboratori di studio e a creare associazioni professionali.

Poi però i tetti esistenti non sono stati tolti: per i collaboratori di studio gli incentivi sono attualmente erogati fino a coprire il 40% della popolazione. Il risultato è che ora ci sono cittadini di serie A e altri di serie B: circa metà dei marchigiani possono far conto su un medico che può assisterli al meglio perché ha dei collaboratori di studio e lavora in medicina di gruppo; gli altri si arrangino.

Poi c’è il capitolo delle nuove tecnologie. I medici di medicina generale sono tutti informatizzati ma la Regione non si decide a investire per fornire loro il materiale tecnico e un sistema che consenta di condividere con gli altri operatori sanitari informazioni indispensabili per tutelare la salute del cittadino: per esempio i dati sui suoi ricoveri, i referti del pronto soccorso, i risultati delle analisi e, soprattutto, una sintesi delle sue rilevanze cliniche. Questa sintesi, che il medico di famiglia potrebbe tenere sempre aggiornata, permetterebbe agli altri medici, che magari intervengono in urgenza, di evitare gravi errori.

Logo Federazione Italiana Medici di FamigliaInvece di questo cosa fa la Regione? Inaugura in tutta fretta un centro unico di prenotazione (CUP Marche) senza coinvolgere i medici di famiglia. Il risultato si è visto: il sistema telematico è partito male, si è intasato e per giorni i pazienti non sono riusciti a prenotare esami e visite importanti. Inoltre gli adempimenti burocratici sono aumentati. Ora una burocrazia soffocante fa riempire inutilmente, e pericolosamente, gli studi medici all’arrivo della prima influenza.
E pensare che l’accordo integrativo regionale predicava la semplificazione! Le tanto propagandate certificazioni on line alla fine si faranno solo negli studi dei medici di famiglia, sovraccaricandoli.

Il ministro Brunetta aveva detto che anche gli Ospedali e i pronto soccorsi dovevano fare questi certificati ma nella realtà i pazienti sono costretti a tornare dai propri medici per ottenerli. E l’Amministrazione regionale tollera questa situazione, “perché in ospedale hanno altro da fare…” In compenso la Regione premia le farmacie facedole diventare dispensatrici di servizi, anche essenziali, come i prodotti e gli ausili per disabili, creando anche qualche problema di ruolo e di spazio, tra espositori di creme solari e barrette antifame.

Senza consultare nessuno, la Giunta ha fatto una delibera che non permette più ai portatori di stomie e agli incontinenti di ritirare pannoloni e cateteri presso le Asl. Ora possono andarli a prendere in farmacia: è più comodo, peccato che la ricetta si debba rinnovare ogni mese, non ogni anno come prima.

Si immagini la mortificazione per uno stomizzato, già costretto a vivere 24 ore su 24 con una sacca adesiva per la raccolta delle feci e delle urine e che ora è anche obbligato ad attendere nella sala d’aspetto del proprio medico dodici volte all’anno. Insomma, si riforma la normativa regionale e il piano sanitario regionale senza coinvolgere prima i medici di medicina generale che, oltre ad essere la figura più gradita al cittadino (92% di gradimento secondo l’ultima indagine Censis), sono indispensabili per sviluppare l’assistenza sul territorio.

Noi abbiamo responsabilmente collaborato con la politica e la programmazione regionale ma in risposta abbiamo ottenuto solo silenzio o addirittura scelte avverse. La misura è colma e sapremo comunicarlo alla cittadinanza. Nel frattempo subordiniamo la collaborazione con la Regione all’effettiva partecipazione alle scelte operative, nella tutela della nostra professione e dei nostri assistiti, di cui riteniamo poter rappresentare gli interessi di salute in campo.

dalla Federazione Italiana Medici di Famiglia

Redazione Senigallia Notizie
Pubblicato Lunedì 27 dicembre, 2010 
alle ore 9:49
Come ti senti dopo aver letto questo articolo?
Arrabbiato
In disaccordo
Indifferente
Felice
D'accordo

Commenti
Ancora nessun commento. Diventa il primo!
ATTENZIONE!
Per poter commentare l'articolo occorre essere registrati su Senigallia Notizie e autenticarsi con Nome utente e Password

Già registrato?
... oppure Registrati!


Scarica l'app di Senigallia Notizie per AndroidScarica l'app di Senigallia Notizie per iOS

Partecipa a Una Foto al Giorno