Risarcimenti e sentenza in tribunale per l’aggressione di una capotreno a Senigallia
Cinque mesi con pena sospesa per una 42enne romana, assolto il fidanzato

Si è concluso ieri 11 giugno, il procedimento legato all’aggressione avvenuta il 10 agosto 2022 a bordo del regionale veloce Piacenza-Ancona, alla stazione di Senigallia.
Il tribunale ha condannato una donna residente a Roma di 42 anni a cinque mesi di reclusione, con pena sospesa, per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.
È stato invece assolto il compagno, 53enne, originario della provincia di Foggia, dall’accusa di interruzione di pubblico servizio.
Secondo quanto ricostruito, la lite sarebbe nata a bordo del treno per un posto ritenuto occupato in modo improprio.
La discussione sarebbe degenerata anche a causa dello stato di alterazione alcolica dei due passeggeri.
All’arrivo della capotreno, intervenuta per riportare la calma e svolgere i controlli, la situazione è precipitata, la donna sarebbe stata aggredita con calci e graffi, riportando escoriazioni a collo e mani con una prognosi di cinque giorni. Successivamente si è recata in ospedale e ha sporto denuncia, attivando anche un percorso di supporto psicologico.
La capotreno è stata risarcita con 750 euro, mentre Trenitalia con 250 euro.
Nel corso del processo non è stata prodotta documentazione sufficiente a dimostrare il ritardo del treno, motivo per cui l’accusa di interruzione di pubblico servizio non è stata confermata.

























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