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Romano: “Scuola e cultura al centro del bilancio. Ecco il nostro piano per la Città Educante”

"L’educazione è il primo strumento per abbattere le barriere sociali"

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Dario Romano

Dobbiamo smettere di considerare l’istruzione e la cultura semplici voci di spesa da far quadrare nel bilancio e farle diventare il motore concreto dello sviluppo cittadino.

La nostra proposta è quella di una ‘Città educante’, un modello dove il Comune non si limita a gestire le pratiche burocratiche o la manutenzione, ma assume la regia di un’alleanza che metta in rete scuole, famiglie e terzo settore. In un momento di forte frammentazione sociale, investire sul legame tra queste realtà è l’unico modo per garantire crescita economica e, soprattutto, una reale sicurezza a lungo termine. La vera sicurezza, infatti, si costruisce prevenendo il disagio giovanile e offrendo alternative alla strada: una città che educa i suoi figli è una città intrinsecamente più sicura per tutti.

Per intervenire con efficacia sull’infanzia e l’adolescenza non servono risposte isolate, ma una lettura costante della realtà. Per questo riattiveremo l’Osservatorio sull’Infanzia e l’Adolescenza: non sarà un ufficio per raccogliere statistiche, ma un laboratorio capace di incrociare i dati di scuole e servizi sociali per mappare le povertà educative e i rischi di abbandono scolastico. Conoscere i problemi in tempo reale ci permetterà di spostare le risorse comunali esattamente dove servono, offrendo alle famiglie protocolli d’intervento rapidi per affrontare anche la diffusione dei disturbi dell’apprendimento.

Inoltre, consideriamo l’educazione il primo strumento per abbattere le barriere sociali. In queste settimane di ascolto ho incontrato molti genitori preoccupati, che d’estate si trovano a dover scegliere tra il lavoro e la possibilità di offrire ai propri figli attività stimolanti. È un peso che le famiglie non devono più portare da sole. Partiremo dai nidi comunali con l’obiettivo di una gratuità progressiva per le fasce Isee più basse e trasformeremo i centri estivi in veri percorsi culturali in collaborazione con musei e biblioteche, assicurando sempre il personale specializzato per l’inclusione dei bambini con disabilità. Inoltre, il Comune supporterà le scuole con un ufficio tecnico dedicato per intercettare i fondi europei e finanziare progetti di orientamento ai talenti dei ragazzi.

Infine, vogliamo scuole vive, aperte al quartiere oltre l’orario delle lezioni, specialmente nelle frazioni. Un esempio concreto è il Campus di via d’Aquino, dove intendiamo rimuovere le recinzioni interne per creare un unico grande cortile sicuro dedicato alla socialità. Anche la mensa diventerà un luogo di formazione: portare i prodotti biologici locali a chilometro zero nelle scuole significa sostenere l’economia del nostro territorio e insegnare ai ragazzi che le nostre scelte alimentari impattano sul futuro del pianeta. Educare alla lotta allo spreco significa formare cittadini consapevoli e migliorare, fin da subito, la qualità della nostra convivenza. Questo è solo il primo passo di un percorso che continueremo nei prossimi giorni insieme al mondo della scuola: Senigallia non si governa chiusi nel palazzo, ma camminando insieme a chi la città la vive ogni giorno.

Presenti per il Futuro

Redazione Senigallia Notizie
Pubblicato Mercoledì 6 maggio, 2026 
alle ore 10:49
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