Strage Lanterna Azzurra, la Cassazione pone fine al caso: condanne confermate
Respinti i ricorsi dei sette imputati ma resta aperto il focus sulla Commissione di vigilanza e la licenza del locale

La Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione, nella giornata di ieri, 5 maggio 2026, ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai sette imputati coinvolti nella tragedia della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, mettendo così un punto definitivo sul procedimento.
Tra gli imputati figurano i genitori e proprietari del locale, oltre all’addetto alla sicurezza, Gianni Ermellini. Le pene, già stabilite con rito abbreviato, sono comprese tra i tre e i cinque anni di reclusione.
La vicenda risale alla notte dell’8 dicembre 2018, quando cinque ragazzi e una madre persero la vita a seguito del panico generato dall’utilizzo di spray urticante da parte di una banda dedita ai furti. Il caos che ne derivò provocò una fuga disordinata all’interno del locale, rivelatosi sovraffollato oltre i limiti consentiti.
Gli autori del gesto, responsabili della diffusione dello spray, stanno già scontando una condanna definitiva pari a 70 anni complessivi di carcere. Quella sera era atteso anche il rapper Sfera Ebbasta.
Le accuse nei confronti degli imputati sono state di omicidio colposo plurimo, lesioni e disastro colposo.
La Cassazione ha confermato nel dettaglio le condanne per i quattro responsabili dell’immobile: tre anni per Letizia Micci e Mara Paialunga, quattro anni per Alberto Micci e Marco Micci. Per Gianni Ermellini è stata confermata una pena di 3 anni e 8 mesi, mentre il dj Marco Cecchini dovrà scontare 5 anni e 1 mese di reclusione. Non si chiude del tutto la vicenda giudiziaria. Rimane infatti aperta la questione relativa alla Commissione di vigilanza, che circa quattordici mesi prima della tragedia aveva rilasciato la licenza di pubblico spettacolo al locale.
Secondo l’accusa, tale autorizzazione sarebbe stata concessa in assenza dei requisiti necessari. Sei membri della Commissione sono già stati condannati in primo grado per falso, mentre sono cadute le accuse di omicidio e disastro colposo nei loro confronti. Su questo fronte è prevista un’ulteriore perizia tecnica, che potrebbe chiarire definitivamente eventuali responsabilità.


























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