“Davvero Senigallia vuole diventare una città che manda via i suoi abitanti?”
"È impossibile non notare come la quasi totalità degli interventi sulla casa sia riconducibile a un unico centro d'interessi imprenditoriali"

Davvero Senigallia vuole diventare una città che manda via i suoi abitanti?
La trasformazione urbana che sta interessando in modo accelerato Senigallia negli ultimi anni impone una riflessione profonda che superi la mera valutazione architettonica o paesaggistica. Osservando i recenti interventi edilizi che hanno ridisegnato punti nevralgici della città – dal recupero di Villa Torlonia ai complessi del Ciarnin, dalle casette dei pescatori nell’area portuale fino al nuovo fabbricato presso la Rotatoria della Penna solo per fare alcuni esempi – emerge un modello di sviluppo che solleva gravi interrogativi sulla reale sostenibilità sociale del nostro territorio.
Il monopolio della speculazione e la frammentazione immobiliare
È impossibile non notare come la quasi totalità di questi interventi sia riconducibile a un unico centro d’interessi imprenditoriali. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio monopolio di fatto che sta orientando lo sviluppo urbanistico della città non secondo le necessità della comunità, ma seguendo logiche di pura speculazione e massimizzazione della resa volumetrica.
La scelta sistematica di parcellizzare gli spazi in unità abitative minuscole, seppur estremamente redditizia per il singolo costruttore, satura il mercato e sbarra la strada alle famiglie residenti del ceto medio e ai giovani, privilegiando esclusivamente il mercato degli investimenti turistici “mordi e fuggi”. In nessuno di questi casi è stata prevista una quota di edilizia sociale: nulla è alla portata dei meno abbienti.
Il nodo dell’edilizia sociale: il caso Ex-Fonderia Veco
Un esempio emblematico di questa deriva è rappresentato dall’area dell’ex fonderia Veco: nel progetto originario di riqualificazione risalente al 2005, era stata prevista una quota del 25% destinata all’edilizia sociale. Ad oggi, quel 25% è stato espunto con la motivazione della “non convenienza economica” per il costruttore.
Questa scelta pone un tema di natura politica ineludibile: è accettabile che la volontà politica si pieghi sistematicamente alla convenienza del privato, eliminando tutele fondamentali per il fabbisogno abitativo della cittadinanza, addirittura in contrasto con gli indirizzi del piano casa nazionale approvato pochi giorni fa dal CdM?
Il rischio di una città “stagionale” e vuota
Senza una decisa inversione di rotta, Senigallia si avvia verso un futuro spettrale. Da un lato, un’estate caratterizzata dal sovraffollamento; dall’altro, un inverno segnato da involucri vuoti e minacciosi. Aree strategiche come il lungomare o parte del centro storico rischiano di diventare quartieri fantasma per molti mesi l’anno, privi di vita sociale e presidio territoriale.
A chi obietta che i residenti debbano spostarsi nell’entroterra per lasciare spazio ai turisti, rispondiamo che una città che espelle chi la vive quotidianamente è una città che muore.
La nostra proposta: La casa come diritto e bene comune
Le proposte della lista Senigallia Cambia – AVS, parte integrante della coalizione a sostegno del candidato Sindaco Dario Romano, pongono il diritto all’abitare come priorità assoluta per una città che voglia dirsi inclusiva:
Stop alla speculazione immobiliare: Attraverso un Piano di edilizia sociale con affitti agevolati e il rafforzamento dell’Edilizia Pubblica per proteggere le famiglie e le categorie vulnerabili.
Incremento progressivo ed esteso nei vari quartieri e nelle diverse frazioni dell’Edilizia Residenziale Pubblica e Convenzionata: Avvio di un’interlocuzione continua e serrata con l’ERAP per la manutenzione attenta delle Case Popolari esistenti.
Agevolazione dell’accesso alla prima casa: Politiche di sostegno mirate per giovani e famiglie residenti che oggi vedono la casa come un miraggio.
Regolamentazione degli affitti brevi: Interventi per limitare la pressione degli affitti turistici sugli immobili non residenziali, favorendo la residenzialità stabile.
Rigenerazione urbana senza consumo di suolo: Recupero di edifici e aree dismesse (come l’area delle Caserme, l’ex Sacelit o Palazzo Gherardi) per creare nuovi spazi abitativi, culturali e sociali inclusivi.
Nuova graduatoria ERP: Emanazione urgente del bando per le case popolari e aggiornamento delle graduatorie per rispondere al grave disagio abitativo locale.
Senigallia merita di tornare a essere una comunità viva e vibrante 365 giorni l’anno, dove la pianificazione urbanistica serva a costruire il futuro dei cittadini e non solo i profitti di pochi.
Luca Marconi, candidato per la lista Senigallia Cambia – Cambia Senigallia – Avs


























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